Il Tirreno

Toscana

Energia

La guerra del gas detta l’agenda dei leader politici: Calenda e Letta dicono sì al rigassificatore di Piombino

Paolo Verdura
La guerra del gas detta l’agenda dei leader politici: Calenda e Letta dicono sì al rigassificatore di Piombino

I Verdi: «Troviamo altre forme di energia». Salvini e Tajani vogliono puntare sul nucleare

3 MINUTI DI LETTURA





CERNOBBIO. Energia in primo piano a Cernobbio, nel giorno in cui va in scena il confronto tra i big della politica. I leader delle coalizioni si sono presentati davanti agli imprenditori per il finale del tradizionale Forum Ambrosetti di inizio settembre, che da 48 anni segna la ripresa delle attività economiche dopo la pausa agostana. Proprio le parole 'energia e gas' sono state quelle tra le più pronunciate in vista del summit dei ministri europei il prossimo 9 settembre, costringendo i candidati a scoprire le carte. Con il prezzo del metano alle stelle ad Amsterdam a 214 euro, in calo dell'11% prima che Gazprom annunciasse la chiusura ulteriore del gasdotto Nord Stream che collega la Russia alla Germania, l'attenzione si è concentrata sui rigassificatori.

È molto netto il leader di Azione Carlo Calenda secondo cui «ne servono tre, uno a Ravenna, uno a Piombino e l'altro al Sud». Se non si riescono a fare perché c'è una «opposizione, ricordo che a un certo punto si militarizza e si fanno fare lo stesso», ha aggiunto.

Piombino e Livorno sono già in agenda e saranno galleggianti, ma entreranno in servizio non prima del 2023, il terzo invece non è nell'agenda del Governo, ma solo in quella del Leader di Azione.

Gli ha fatto eco il segretario del Pd Enrico Letta, il quale ha ribadito che i due rigassificatori di Piombino e Ravenna «vanno costruiti». «Diversificare - ha aggiunto - vuol dire andare a cercare ulteriori fonti di approvvigionamento anche di gas». Inoltre «serve mettere il tetto europeo e disaccoppiare l'elettricità che viene da rinnovabili e gas».

Letta si è poi appellato all'Europa chiedendole di «essere all'altezza, sennò è a rischio la competitività non solo dell'Italia ma dell'intero Continente».

Una posizione non condivisa dai Verdi, alleati del Pd, il cui co-portavoce Angelo Bonelli ha fatto sapere che «invece di pensare all'esercito, dovremmo riflettere su come il gas sia una fonte energetica altamente instabile e su come sbloccare le rinnovabili nel nostro paese».

Al centro del dibattito anche il prezzo del gas, che secondo Giorgia Meloni si può contrastare senza usare «un nuovo scostamento di bilancio» perché «si può provare a parlare con l'Ue per usare le risorse della nuova programmazione europea».

Sul tema del costo dell'energia è intervenuto il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, che vede una utile prospettiva, nella situazione di emergenza, la separazione del «prezzo del gas da quello dell'elettricità».

Torna sulla scena anche l'intramontabile dibattito sul nucleare.

Una fonte energetica caldeggiata da Calenda, dal segretario della Lega Matteo Salvini e dal coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani. «Basta con la dipendenza energetica solo da uno - ha detto quest'ultimo - dobbiamo puntare sull'energia nucleare di ultima generazione». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web