Sicurezza
Bonaccini: «Non dirò mai che è fascista, Meloni è solo inaffidabile»
La corsa per recuperare il distacco dal centrodestra: «Prendiamo voti se ricordiamo che loro vogliono la sanità privata. Non voglio fare le scarpe a Letta. Pensiamo al 25, non a quello che accadrà il 26».
PONTEDERA. «Il rigassificatore a Piombino? Decideranno i piombinesi e la Regione Toscana, ma credo vada fatto. La giunta di Fratelli d’Italia non lo vuole e si tratta di un impianto che sarà pronto fra un anno. In Emilia Romagna a Ravenna lo realizzeremo. E lo so anch’io che ne serviranno due di anni, ma daremo aiuti a chi vorrà usufruire delle rinnovabili». È uno dei temi affrontati dal presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, durante l’intervista condotta dal direttore del giornale Il Tirreno, Luciano Tancredi, alla Festa de l’Unità organizzata dal Pd di Pontedera al circolo del Romito. Una chiacchierata, di fronte a tanti militanti, da parte di quello che per molti dovrebbe essere il sostituto di Enrico Letta alla guida del Partito Democratico.
Voti tra la gente
E proprio il futuro dei dem è stato a lungo trattato da Bonaccini, arrivato nella frazione di Pontedera alla guida di una Dacia: «Vi assicuro che non voglio fare le scarpe a Letta. Ma dovremmo pensare più a quello che accadrà il 25 settembre, non al 26. Fino alle elezioni dovremmo andare tra la gente a prenderci i voti». E un modo per ribaltare i sondaggi, secondo il presidente emiliano, dovrebbe essere quello di spiegare le differenze tra le proposte del Pd e del centrodestra: «Come per la sanità che i nostri avversari vorrebbero riscrivere sul modello lombardo privatizzandola al 50%. Mentre noi riteniamo che debba essere pubblica in larghissima maggioranza per dare le stesse possibilità ai poveri e ai ricchi di farsi curare come si deve. O come il fisco che per le aziende che pagano le tasse è troppo alto e non permette ai lavoratori di avere più capacità di spesa. La flat tax è un disastro, mentre noi vogliamo il taglio del cuneo fiscale. Credo che spiegata così si capisca».
Fatti e parole
Ma è il tema dell’energia a tenere banco, sempre con le differenze tra centrosinistra e centrodestra sullo sfondo. «Due degli idoli di Lega e Fratelli d’Italia sono l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, entrambi responsabili di politiche ambientali disastrose. Bisogna ricordarsi delle cose che si dicono e, soprattutto, di quelle che si fanno. Io sono preoccupato che l’Italia vada a fondo, mentre vorrei che si prendessero decisioni per il bene dei cittadini». Del resto l’attualità parla di possibili razionamenti del gas in autunno e Bonaccini afferma che si tratta di «un effetto che dovremo accettare. L’importante è mettere in campo misure come i rigassificatori che ci consentirebbero di renderci indipendenti dal gas russo».
Rischio astensione
Tancredi pone poi una riflessione basandosi su un sondaggio di Coldiretti in cui è stato chiesto agli italiani di fare una classifica delle preoccupazioni attuali con all’ultimo posto proprio le elezioni del 25 settembre. «La mia generazione ha vissuto il periodo in cui il lavoro non era un problema. – sottolinea il presidente Bonaccini –. Poi dieci anni fa sono arrivate due recessioni e l’immigrazione. Sulla scena politica sono arrivati partiti che hanno saputo parlare alla pancia della gente. In maniera populista, è vero. Ma hanno toccato corde che i politici fino a quel momento non erano riusciti a toccare».
Fascismo e affidabilità
Poi, però, Bonaccini ci pensa su e aggiunge: «Credo che vada citato un altro elemento. Chi ci segue sui social, sui giornali o in tv e ci vede offenderci a vicenda, difficilmente pensa che stiamo portando avanti programmi che riguardino i loro problemi. Per questo non ho mai risposto alle offese del leader della Lega, Matteo Salvini, durante la campagna elettorale per la Regione Emilia Romagna». E c’è di più, perché il presidente dice la sua anche su un altro argomento che il centrosinistra contrappone al centrodestra durante le campagne elettorali: «Non mi sentirete mai dire che la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, sia fascista. Mi sentirete definirla, invece, non affidabile perché non ha esperienza di governo se non quella in cui ha fatto parte del governo Berlusconi che ha mandato a picco l’Italia».
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