Il Tirreno

Toscana

Italia Viva

Renzi: «In corsa con orgoglio»

Luca Gasperoni
Renzi: «In corsa con orgoglio»

Firenze, show del leader di Italia Viva alla presentazione delle liste in Toscana. «Pd dominato dal rancore di Letta». Appello a Giani: «Sblocchi il rigassificatore»

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Pubblico delle grandi occasioni, camicia bianca e entusiasmo per lanciare la corsa del terzo polo in una serata che ricorda l’atmosfera della Leopolda. L’appuntamento nella storica stazione fiorentina è rimandato a ottobre, subito dopo il voto, ma la voglia dei renziani di trovarsi e contarsi c’è. La scusa è la presentazione dei candidati in Toscana dove il tandem Italia Viva-Azione, al netto dei proclami, cercherà di insidiare la destra ma soprattutto quel Pd che ha tagliato ogni legame con la stagione renziana. Il luogo stavolta è la sala rossa del Palazzo dei Congressi, gremita come nel 2008 quando l’ex premier annunciò la candidatura a sindaco di Firenze, dando il via alla sua carriera politica. In platea centinaia di persone, unico assente Carlo Calenda. «Oggi corriamo per far vincere l’Italia e credo che una sala così piena anche a Firenze l’avete vista poche volte. Sono orgoglioso di questa straordinaria esperienza e penso che saremo la vera sorpresa delle elezioni». Esordisce così Renzi che arriva di corsa, dribbla i giornalisti e guadagna il palco, dedicando il primo pensiero all’esordio di 14 anni fa. «Da quella vicenda nacque un’esperienza collettiva e popolare, con tanti limiti e errori ma che ha scritto una pagina di impegno politico della quale molti di noi sono orgogliosi».

E rispetto alla stagione alla guida del Pd: «Forse si è esagerato troppo, o forse troppo poco con la rottamazione». Il leader di Iv è un fiume in piena, alterna stoccate ai nemici ai temi caldi della campagna elettorale. Si parte con l’ex pentastellato Di Maio, «l’Italia ha avuto tanti problemi ma forse non si meritava di averlo come ministro», passando per le critiche alla vecchia casa dem («Pd dominato dal rancore di Letta») , fino al lungo applauso a Gorbaciov. Sul rigassificatore invece Renzi chiede una presa di posizione a Eugenio Giani: «Caro Giani c’è un’unica possibilità di evitare il razionamento ed è nelle tue mani. Metti a tacere i critici e sblocca l’autorizzazione, sei il commissario, porta a caso il risultato».

Spazio sul palco anche ai candidati impegnati nella corsa regionale. «Letta era preoccupato dalla mia corsa, partecipo per vincere», scandisce Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale che correrà per la Camera nel collegio Arezzo-Siena-Grosseto contro l’ex presidente Enrico Rossi: «Abbiamo davanti una sinistra imbarazzante che si sta grillizzando». Della stessa opinione Stefania Saccardi, vicepresidente regionale in campo nel senatoriale di Firenze provincia: «Si considera questo collegio sicuro per il Pd, lo renderemo meno sicuro». Con una sortita anche della senatrice di Azione, Barbara Masini, che rivendica l’alleanza: «Ci siamo trovati, è una bellissima famiglia. Siamo il terzo polo, nel senso che abbiamo un giudizio terzo e non ideologico». E chiude facendo il verso a Meloni: «Io sono Barbara, sono una donna, sono laica e da 14 anni sto con una donna dello stesso sesso».  

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa