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Senza i fondi del Pnrr la Toscana rischia la caduta del Pil

Senza i fondi del Pnrr la Toscana rischia la caduta del Pil

Lo dice il rapporto di Ires Toscana sull'economia regionale. Possibili perdite da 1,1 miliardi di euro di investimenti fissi lordi previsti nel 2023

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FIRENZE. In caso di slittamento della seconda tranche 2022 del Pnrr, la Toscana rischierebbe di perdere circa 1,1 miliardi di euro di investimenti fissi lordi previsti nel 2023 (il 5,4% del totale), e dunque rischierebbe di perdere un punto di crescita del Pil, con una flessione dal +1,7% al +0,7%.

Lo afferma il rapporto di Ires Toscana sull'economia regionale, presentato ieri a Firenze dalla Cgil, che stima per l'anno in corso una crescita del Pil regionale del 2,7%.

Da cronoprogramma Pnrr, ricordano i ricercatori di Ires, entro fine anno bisogna varare 55 progetti e completare alcune riforme di settore (giustizia, Dl concorrenza) al fine di ottenere la quota prevista per il secondo semestre 2022, pari a 46 miliardi di euro. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, l'erogazione dei fondi potrebbe slittare a giugno 2023. Secondo lo studio, a fine 2026, un recupero solo parziale della seconda tranche 2022 porterebbe ad una riduzione degli investimenti fissi lordi cumulati 2024/2026 pari a 3,4 miliardi di euro (-4% circa).

«Servono risposte per cittadini e lavoratori, per evitare una pericolosa crisi sociale: è questa la priorità». Lo ha affermato Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana, in occasione della presentazione del rapporto di Ires Toscana (istituto presieduto da Gianfranco Francese) sull'economia regionale. In un contesto segnato da un'inflazione che costa alle famiglie fra i 1.500 e i 2.000 euro all'anno, secondo lo studio, «bisogna aumentare i salari - sostiene Angelini - e riformare il fisco, combattere la precarietà, costruire un nuovo stato sociale in particolare a partire da sanità, istruzione e non autosufficienza».

Per la leader della Cgil regionale, servono «politiche di sviluppo e di nuovo intervento pubblico», in un contesto nel quale tre assunzioni su quattro oggi sono a tempo determinato.

«Abbiamo in programma - ha annunciato Angelini - un percorso di proposta e mobilitazione: in campagna elettorale presenteremo le nostre proposte ai partiti, a settembre faremo delle assemblee nei territori, l'8-9 ottobre ci sarà una manifestazione nazionale a un anno dall'assalto squadrista alla sede in Corso Italia».  l

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