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Incendio in Versilia: nell'inferno di Massarosa a due passi dal mare

Giovanna Mezzana
L'impressionante muore di fuoco a Massarosa
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L'impressionante muore di fuoco a Massarosa

Il racconto del devastante incendio che ha mandato in fumo oltre 500 ettari di terre: bruciano le case, decine di sfollati. Paralizzata l’autostrada. Al lavoro senza sosta vigili e protezione civile.

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MASSAROSA. «Mi serve un elicottero con l’acqua. Ora. E non tra mezz’ora. Perché mi sta andando a fuoco la casa». Ore 12,30 di ieri. Via Polla del Morto, così si chiama l’angusta stradina che dal centro di Massarosa – a due passi dal palazzo del municipio – inizia a inerpicarsi sulla prima collina massarosese; qui c’è una donna in t-shirt e bermuda: è disperata, urla e supplica un vigile del fuoco, di presidio a un mezzo, perché mandi qualcuno a salvare la sua casa.

È l’ora di pranzo ma le colline di Massarosa bruciano dalla sera precedente. Dalle 21 del 18 luglio, da quando in un canneto su un poggio della frazione mignon di Bozzano – sulla via per Chiatri – compare un piccolo rogo che, lì per lì, «non ha destato alcuna preoccupazione», confessa la sindaca Simona Barsotti dopo una nottata insonne. Alle due della notte, invece, la situazione è già fuori controllo.

Le prime immagini del grande incendio approdano sui social media da chi percorre il viadotto autostradale della Bretella, da cui solitamente ci si commuove per il quadro struggente, che compare all’improvviso, del lago di Massaciuccoli. Ora lo scenario è agghiacciante: c’è un’intera collina arroventata – rosso fuoco – che squarcia il buio della notte. Il vento, che cambia rapidamente direzione, e i terreni arsi dalla siccità rappresentato il miglior viatico per le fiamme. E dalle due all’alba – a Bozzano e d’intorni – diverse decine di persone vengono allontanate dalle loro abitazioni, tra la disperazione degli anziani allevatori che non vogliono lasciare i loro animali.

È l’alba e Viareggio si sveglia sotto una pioggia di cenere: sui balconi, sulle auto, ovunque. È così che la costa scopre cosa è accaduto in collina. E non è finita. Il tratto autostradale Viareggio-Lucca ovest è chiuso e sulla Genova-Livorno ci sono cartelli: per Firenze, direzione obbligata, Pisa nord. All’uscita del casello autostradale di Viareggio già si sente l’odore acre di bruciato. Massarosa si raggiunge solo con la via di Montramito.

A Piano del Quercione, qualche minuto prima dell’abitato di Massarosa, comincia tutto a essere avvolto da una luce arancione. Si arriva in centro-città: dietro il municipio ci sono nuvoloni grigi di fumo, la croce di San Jacopo che svetta dal monte che abbraccia la città – a mo’ di protezione – è lambita dalle fiamme.

L’incendio è partito da Bozzano e ha proceduto poi verso Massarosa. Alle 9 risultano andati in fumo tra 60 e 70 ettari di boscaglia, per lo più, e oliveti. E c’è chi – nella prima mattina – tira il fiato e crede di averla scampata: arriva al quartier generale di piazza del Mercato – dove si coordinano, i vigili del fuoco, la protezione civile, le associazioni di volontariato – per chiedere di rientrare nella propria casa. Lo fa, per esempio, Giacomo Di Marco, camaiorese d’origine ma massarosese d’adozione, 66 anni, che con la moglie e la cognata disabile è stato allontanato dalla propria abitazione intorno all’alba delle 4. «Abito in via di Pomaia (sempre a due passi dal centro, ndr) – dice – lì intorno è tutto pulito, possiamo rientrare in casa?». «No, mi dispiace – è la risposta del vigile del fuoco – si deve ancora bonificare e non si sa la situazione come possa evolvere».

Il fronte delle fiamme non è ancora sotto-controllo. E il caso vuole che allora di pranzo proprio da quelle parti le fiamme tornino a svettare. Non solo: intorno all’una torna l’ordine di evacuazione per via Polla del Morto, dove già nella notte erano state allontanate diverse persone – dal numero civico 300 fino al numero civico 500 – e da dove è partito l’allarme di molti residenti. «Via, via – dobbiamo andare tutti via da qui», urla una giovane mamma correndo già dalla stradina mentre arrivano a sirene spiegate, nella direzione opposta, camionette dei vigili del fuoco. C’è chi infila il cane da caccia in auto e scappa via. Chi si appoggia al muro della propria casa ormai esausto. «Guardi qui, la casa comprata con i risparmi di una vita per i miei figli», si mette le mani nei capelli, Massimo Marchetti; «Se il fuoco entra in quel canale pieno di pini – dice – siamo rovinati».

Nell’incendio che brucia le colline di Massarosa l’inferno è rappresentato dal fatto che il fuoco ha lambito le case. E, in alcuni casi, c’è entrato dentro: alle 20 di eri sera risultavano tre le abitazioni distrutte e un numero imprecisato di edifici di cui dovrà esserne controllata la stabilità. Un centinaio – la stima della sindaca continua a essere prudenziale, anche in serata, in quanto la situazione è in divenire – sono le persone evacuate che hanno trovato riparo da parenti, amici o nella scuola cittadina allestita ad hoc. E «Più di 400 – conta ancora la sindaca Barsotti – risultano gli ettari distrutti dalle fiamme».

«Sono molto preoccupato, nonostante stiano lavorando cinque nostri elicotteri e quattro canadair della protezione civile nazionale», dice il presidente della Regione Eugenio Giani, giunto a Massarosa intorno alle 17, e dopo essersi confrontato con i suoi tecnici dell’antincendio; lo è per le caratteristiche «insolite» ma «estremamente pericolose» di questo incendio; «È un territorio impervio – spiega a Il Tirreno Giani – che oscilla tra montagne e colline dove si creano correnti che portano i lapilli anche a 500, 600 metri di distanza». Il 40 per cento del rogo intorno alle 20 di sera è ormai spento, ma rimane il restante 60 per cento che preoccupa e non poco. «È ancora in espansione», dice il presidente della Regione.

Da Bozzano a Massarosa-città, da Massarosa a Montigiano, da Montigiano a Gualdo, da Gualdo a Fibbialla di Camaiore: così “ha camminato” il fuoco almeno fino a ieri sera.

Tutto dipende dal vento: dalle direzione che prenderà. «È un tipo di incendio che si presta a una forte espansione – conclude Giani – Ce la stiamo mettendo tutta», tant’è che nella notte si è continuato lo spegnimento non con mezzi aerei ma “da terra”.

Intanto il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, dopo aver svolto un sopralluogo nelle vicinanze del rogo, ha annunciato alla sindaca Barsotti e al vicesindaco Damasco Rosi un provvedimento del consiglio regionale: «Proporrò subito all’Ufficio di presidenza una variazione di bilancio – dice – per liberare tutte le risorse disponibili nel capitolo derivante dai risparmi sugli ex vitalizi e che ammontano a circa 50mila euro. Sappiamo che si tratta di una cifra esigua rispetto ai danni prodotti dal fuoco, e che serviranno altri stanziamenti per porvi rimedio: è un primo atto». 

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