Toscana
Al Giglio spunta una pinna gigante: avvistato uno squalo elefante
Il grosso animale segnalato da un bagnino e da un ragazzo in mare con il sup. A Campese i bagnanti sono stati fatti uscire dall’acqua. L'esperto: "Non sono pericolosi"
ISOLA DEL GIGLIO. Una pinna che emerge dal mare. Un grosso dorso grigio, lungo circa sei metri, che spunta a pelo d’acqua all’altezza del terzo pilone delle miniere di Giglio Campese. Il primo pensiero va subito a uno squalo. E subito scatta l’allarme per mettere al sicuro i bagnanti.
È successo all’isola del Giglio alcuni giorni fa, a metà settimana. Chi ha avvistato lo squalo (presunto) – un bagnino, un ragazzo in acqua sul Sup e alcuni sub – non sono mai riusciti a vedere il muso.
Squalo elefante
«Se squalo era – dice il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, Giampiero Sammuri che ha raccolto le testimonianze delle persone che hanno avvistato il grosso animale – si è trattato, da quello che abbiamo raccolto sentendo le persone che lo hanno visto, di uno squalo elefante e quindi al Giglio non c’è alcuno squalo predatore. Io stesso, pochi minuti dopo l’avvistamento ero a fare il bagno dove era stato notato l’animale. Ho fatto, in passato, il bagno in mezzo agli squali elefante e sono ancora qua. Sono grandi ma non fanno del male all’uomo».
Gli squali elefante sono la seconda specie di squalo più grande del mondo. Nonostante le loro dimensioni, però, gli squali elefante non sono pericolosi per l’essere umano. Infatti, si nutrono di animali microscopici chiamati zooplancton. «Visto che però – aggiunge Sammuri – nessuno è riuscito a vedere il muso dell’animale non possiamo escludere che si trattasse di un cetaceo (balena o delfino, per esempio ndr)».
L’avvistamento
Ma cerchiamo di ricostruire quello che è successo al Giglio. A fissare bene gli avvenimenti è Stefano Feri, vice presidente del Parco, che è anche un operatore turistico del Giglio. «L’animale – spiega Feri – è stato avvistato da un bagnino che stava andando col suo pedalò ad allontanare un’imbarcazione che aveva varcato i limiti previsti. Mentre era in navigazione ha visto questa pinna e lo ha detto a un ragazzo che stava sdraiato sul suo sup. Il ragazzo si è girato e ha visto il questo grosso animale tanto che, spaventato, ha iniziato a pagaiare verso riva. Il bagnino ha fatto l’unica cosa che poteva fare in questo caso: ha pensato all’incolumità dei bagnanti. È vero che non era certo che si trattasse di uno squalo ma credo che – aggiunge Feri – nell’incertezza abbia fatto bene a dare l’allarme».
L’allerta
Indipendentemente dal fatto che fosse squalo o delfino, prosegue Feri «non è normale che si trovasse nelle acque così basse. Quindi un problema deve esserci stato. Un bagnante che si trova davanti un animale così grande si può comunque spaventare. Credo che i turisti dovrebbero essere contenti di poter contare su un servizio di salvamento pronto a gestire queste situazioni che non sono comuni dalle nostre parti».
Feri ha apprezzato il comportamento del bagnino che poi è stato sentito insieme al giovane turista sul sup anche per cercare di ricostruire l’accaduto e capire di quale animale si trattasse. «I bagnati hanno risposto bene – continua Feri – non ci sono state scene di isteria collettiva. Sono usciti dall’acqua e dopo poco, quando la situazione si è tranquillizzata, dopo che la Capitaneria ha fatto un sopralluogo e ha monitorato la situazione, sono tutti tornati a fare il bagno. Credo che, in queste circostanze – conclude – sia preferibile uno scrupolo in più che uno in meno e chi era in mare in quel momento lo ha capito».
Spiaggia sicura
Al Campese la sicurezza dei bagnanti è al primo posto. Oltre alla motovedetta della Capitaneria di porto c’è anche un drone pronto a monitorare che tutto vada bene.
Che la situazione sia tornata alla normalità lo testimoniano gli stessi stabilimenti balneari. «Tutto è tranquillo – dicono allo stabilimento Da Mimmo, al Campese – i turisti sono sereni, fanno il bagno e sono prudenti come è giusto che sia. Un animale è stato visto e di questo siamo certi. Qualunque cosa sia, un minomo di prudenza non guasta e, in mare, ci dovrebbe sempre essere. È giusto essere coscienziosi ed essere in sicurezza».
Quindi, un animale di dimensioni non consuete di sicuro si è trovato a transitare nelle acque del Giglio: forse era uno squalo elefante, non poteva essere uno squalo balena perché non corrispondono le misure. Poteva essere un cetaceo magari in difficoltà. Il monitoraggio continua. Ma i turisti sono sereni e fanno il bagno sapendo di essere monitorati da chi si occupa del salvataggio pronto a intervenire con sollecitudine.l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.png?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=2bfae1d)