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Siccità, stato di emergenza in Toscana. Giani: "Possibile in futuro". I geologi: "Non siamo stati ascoltati"
La carenza di pioggia comincia a preoccupare seriamente anche le istituzioni. Gli esperti tirano fuori una lettera del 2017 in cui avvertivano le più alte cariche dello Stato dei rischi a cui andava incontro il nostro Paese
Non piove, i fiumi sono a secco e le istituzioni iniziano a preoccuparsi seriamente. Mentre la Società italiana di geologia ambientale tira fuori una lettera del 2017 inviata al presidente della Repubblica e alle più alte cariche dello Stato in cui si mettevano in evidenza tutte le carenze del Paese negli strumenti utili ad affrontare ls siccità. In Toscana – ma più in generale in tutta Italia – l’allarme ora suona forte. E il presidente della Regione, Eugenio Giani, tira in ballo addirittura lo scenario dello stato di emergenza, per il futuro. Perché se i corsi d’acqua dovessero restare “vuoti” ancora per mesi, la situazione si farebbe davvero tragica. Intanto, in molti comuni della Toscana scattano le ordinanze contro lo spreco d’acqua. E a Scandicci il sindaco spegne le fontane pubbliche.
LE PAROLE DI GIANI
''La siccità è un problema importante, è chiaro che sono stagioni che non ricalcano più quello a cui eravamo abituati. Questo tempo a metà di giugno in passato lo percepivamo a luglio o agosto''. Così il presidente della Regione al termine dell'incontro tra la conferenza delle Regioni e il capo della Protezione civile. ''Soprattutto al nord i problemi sono forti. In Toscana abbiamo una situazione leggermente migliore grazie a opere come il lago di Bilancino. La strada in tutta Italia è programmare basi di acque reflue'', ha continuato Giani. ''Lo stato di emergenza non è prevedibile, la nostra è un'interlocuzione. Dovremmo pensarlo in futuro se le cose non cambiano. C'è però un coordinamento e una riunione come questa lo dimostra'', ha concluso il governatore.
LA DENUNCIA DEI GEOLOGI E LA LETTERA DI 5 ANNI FA
"A fine 2017, la Società italiana di geologia ambientale scrisse una lettera alla presidenza della Repubblica, alla presidenza del consiglio, alla presidenza del Senato e della Camera, denunciando già quanto sta accadendo anche in queste ore in materia di siccità. Solo la presidenza della Repubblica rispose. Qualche amministratore, intento a chiedere lo stato di emergenza, si spinge a paragonare la crisi climatica in atto al Covid19, tutto per motivare la sorpresa degli effetti della crisi climatica con le alte temperature e la riduzione di disponibilità di risorse idriche o per giustificare la mancanza di visione e di azioni di prevenzione. Non è così". La nota della società italiana di geologia prosegue: “Cosa si è fatto negli ultimi 5 anni? La comunicazione inviata dalla società nel 2017 a governo e parlamento, e riscontrata solo dal presidente della Repubblica, cambiando la data potrebbe essere inviata anche oggi, nel 2022, con una sola aggiunta: cosa si è fatto in questi ultimi 5 anni per prepararci?", spiega Antonello Fiore, riconfermato alla presidenza nazionale della Società italiana di geologia ambientale. "Con riferimento alla crisi idrica che si sta vivendo in questi mesi, abbiamo capito in questi 30 anni di attività che le crisi ambientali, sociali ed economiche in tema di risorsa idrica non si possono affrontare stagione per stagione. Questi tipi di crisi richiedono un’attenta programmazione e pianificazione degli interventi e dei comportamenti – dice Fiore - tali da chiedere sacrifici agli italiani, ma senza ledere il diritto all’acqua che garantisce dignità e sopravvivenza. Sul tema importante, delicato e difficile come quello della corretta gestione delle acque, compreso il risparmio idrico, crediamo che si debba attivare un impegno politico del governo e del parlamento tutto che vada oltre il mandato elettorale". E quindi "nel 2022 si sta di nuovo verificando lo stato di crisi idrica che abbiamo vissuto nel 2017 per l’elevato livello di siccità – sottolinea Fiore -. Le elevate temperature registrate in questi mesi hanno determinato un deficit pluviometrico rispetto alle condizioni medie di lungo termine e tale gap difficilmente potrà essere colmato rapidamente".
COME POSSIAMO SCONGIURARE L’EMERGENZA: 9 LINEE GUIDA
I geologi per scongiurare il ripetersi di crisi di emergenza idrica suggeriscono nove comportamenti: 1. Incrementare gli investimenti per la manutenzione della rete idrica; 2. Attuare un adeguamento gestionale e tecnico delle infrastrutture idrauliche al mutare delle condizioni climatiche e demografiche al fine di ridurre la dispersione nelle reti di distribuzione; 3. Effettuare un`attività di monitoraggio unita ad una programmazione di interventi strutturali 4; Aggiornare il Piano Regolatore Generale degli Acquedotti (PRGA); 5. Ottimizzare i fabbisogni e i consumi idrici passando prioritariamente attraverso un`attenta valutazione e un consapevole utilizzo delle acque sotterranee; 6. Inserire nei regolamenti edilizi il concetto di risparmio idrico; 7. Introdurre la chiave dell`adattamento climatico nella pianificazione di bacino e negli interventi di messa in sicurezza dei fiumi nelle aree urbane 8; Approvare piani di monitoraggio e tutela degli ecosistemi più sensibili ai cambiamenti climatici sul territorio; 9. Ristabilire nelle città i flussi naturali dell`acqua in quanto l`acqua è una risorsa da proteggere e il suo utilizzo includa sistemi di raccolta, trattamento e riciclaggio.
"Infatti – concludono gli esperti - occorre restituire alle aree urbanizzate la capacità di laminare ed infiltrare l`acqua di pioggia attraverso i sistemi urbani di drenaggio sostenibili (SUDS) come le vasche d`acqua, i giardini verdi, gli stagni e le aree di ritenzione vegetata".
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