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Quattordicesima: ecco i pensionati che ne hanno diritto. Requisiti e importi: le tabelle

di Leonardo Monselesan
Quattordicesima: ecco i pensionati che ne hanno diritto. Requisiti e importi: le tabelle

La mappa dei requisiti e degli assegni. Il calcolo legato a contributi e reddito

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Ci si avvicina sempre di più al momento dell’erogazione della quattordicesima per i pensionati, una somma aggiuntiva destinata ad integrare il valore delle pensioni di importo medio-basso. La somma aggiuntiva è riconosciuta generalmente d’ufficio quando tutte le condizioni prescritte dalla legge siano state verificate.
L’accredito, come ogni anno, è previsto per luglio, ma dagli uffici del patronato Inca Cgil consigliano di non prendere questa scadenza come una certezza granitica.

I tempi
Sono infatti diversi anni che l’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) necessita di qualche mese per erogare a tutti questa prestazione, per cui non c’è da preoccuparsi se non la si riceve entro la fine del settimo mese dell’anno. Può infatti capitare di dover aspettare fino ad agosto, o addirittura settembre, per riceverla, in base alle tempistiche di elaborazione dell’Inps. Per chi maturasse i requisiti di accesso alla prestazione dopo il 1° di agosto, la somma verrà invece corrisposta con la mensilità di dicembre.

Chi la riceve
Ad avere diritto alla quattordicesima sono tutti i percettori di pensioni da lavoro over 64 anni che presentano un reddito personale inferiore a poco più di due volte il trattamento pensionistico minimo (524,34 euro al mese), ovvero fino a 14.137,10 euro annui. Nel caso il pensionato percepisca la pensione da più gestioni, o abbia altre fonti di reddito oltre alla pensione, anche queste vanno inserite nel computo per valutare la possibilità di accesso alla “mensilità” straordinaria. Non vi vanno però sommati il reddito della casa di abitazione, le indennità di accompagnamento, i trattamenti di famiglia, i trattamenti di fine rapporto, le competenze arretrate, le pensioni di guerra né le indennità per ciechi parziali e sordomuti.

Categorie di pensione
Prevedono quindi la quattordicesima le pensioni di anzianità, le pensioni di vecchiaia, le pensioni anticipate, le pensioni di reversibilità, le pensioni di inabilità e l’assegno ordinario di invalidità erogate dalle gestioni previdenziali pubbliche. Ma solo quelle erogate dall’assicurazione generale obbligatoria e/o dai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi, dalla gestione separata, dalle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e dal fondo di previdenza per il clero secolare ed i ministri di culto di religioni diverse da quella cristiana cattolica.

Le esclusioni
Sono invece escluse le pensioni provenienti da gestioni previdenziali non pubbliche, come le casse libero professionali, tra cui l’Enasarco. Anche i trattamenti assistenziali (come Naspi, i vari tipi di accompagnamento alla pensione, la pensione di invalidità civile, l’assegno e la pensione sociale) non rientrano nelle prestazioni per cui la normativa prevede l’erogazione della quattordicesima.

Il calcolo
L’importo del bonus viene calcolato in base agli anni di contributi versati e al reddito personale, e per entrambi questi fattori è previsto uno scaglionamento da cui dipende la cifra erogata.

I contributi
In base all'anzianità contributiva gli aventi diritto vengono suddivisi in tre categorie: la prima, in cui si ricevono importi minori, per chi ha fino a 15 anni di contributi (18 per i lavoratori autonomi), la seconda per chi ha versato tra i 15 e i 25 anni di contributi (18/28 anni per gli autonomi), mentre la terza, nella quale l’accredito è maggiore, va dai 25 anni di contributi in su (28 per gli autonomi).

Fasce e redditi
Sono inoltre previste due distinte fasce in base al reddito personale. La prima è per quelli inferiori a 1,5 volte il trattamento minimo di pensione, ovvero un reddito annuale massimo di 10.224,83 euro (786,51 euro mensili), che prevede bonus del valore di 437, 546 o 655 euro in base alla categoria di anzianità contributiva. Per coloro che eccedessero di poco il reddito annuo massimo della categoria, non si ha un immediato passaggio a quella superiore, ma si procede ad una erogazione parziale della somma. I limiti di reddito per l’erogazione parziale (in tabella) sono stabiliti per legge di anno in anno e variano in base all’anzianità contributiva, in modo che raggiungano progressivamente le somme erogate nella seconda categoria all’aumentare del reddito.
La seconda fascia si rivolge infatti ai percettori di un reddito personale compreso tra i limiti per l’erogazione parziale della categoria precedente e poco più del doppio del trattamento pensionistico minimo, quindi tra i 10.325,83 euro e i 14.137,10 euro annui.

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Gli importi
Il massimo spettante è pari a 336,420 o 504 euro, sempre secondo la categoria di anzianità contributiva, per coloro che rientrano nel limite delle due volte il trattamento pensionistico minimo, pari a 13.633,10 euro annui. Anche in questo caso, per i redditi appena superiori a questa cifra, è prevista un’erogazione parziale della quattordicesima, che va diminuendo fino ad arrivare a zero una volta superati i 14.137,10 euro annui.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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