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Elicottero sparito con sette persone a bordo: la ricostruzione della rotta e il punto sulle ricerche

Stefano Taglione
Elicottero sparito con sette persone a bordo: la ricostruzione della rotta e il punto sulle ricerche

Era partito dall’aeroporto di Tassignano (Lucca) ed era diretto a Treviso Un collaboratore della compagnia: «È successo qualcosa sull’Appennino»

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Lucca Alle 10 sono decollati dall’aeroporto di Tassignano, in provincia di Lucca. Mezz’ora dopo, attorno alle cime dell’Appennino, se ne sono perse le tracce. Nessuna comunicazione radio. Nessuna richiesta di aiuto. Il nulla. Con sette persone disperse e i familiari che sperano di ora in ora nel miracolo. Un elicottero Agusta AW119 – a bordo un pilota, il trentatreenne padovano Corrado Levorin, e sei imprenditori stranieri – è scomparso al confine fra la Toscana e l’Emilia. Ieri, fra le province di Modena e Lucca, coordinati dalla prefetture delle due città capoluogo, si sono mobilitati per trovarlo vigili del fuoco, guardia di finanza, carabinieri, protezione civile, soccorso alpino e i militari del 15° Stormo dell’Aeronautica militare di stanza a Cervia, in Romagna. Ricerche su un terreno impervio che purtroppo non hanno dato esito fino a tarda sera.

L’aerotaxi

L’elicottero, prodotto 18 anni fa, era stato noleggiato dalla Avio Helicopters di Thiene, in provincia di Vicenza, per accompagnare i sei uomini d’affari da Tassignano a Treviso: due cittadini libanesi e quattro di nazionalità turca. Ad Altopascio avevano appena visitato la Gambini, azienda che produce macchinari per l’industria cartaria. Poi – sempre per lo stesso motivo, visionare per eventualmente acquistare l’eccellenza “made in Italy” – avrebbero dovuto raggiungere la Roto-Cart di Castelminio di Resana, nel Trevigiano. E ritornare nel giro di poche ore in Toscana, a Lucca, dove è in corso la Fiera per le macchine per cartiera. Ma «non hanno mai sorvolato Pavullo del Frignano», in provincia di Modena, una sorta di check-point per la rotta, così spiegano dalla compagnia veneta: «Non sappiamo niente – commentano dalla Avio – e in questo momento stiamo solo sperando che l’elicottero sia ritrovato e che i suoi occupanti siano vivi. La destinazione finale sì, era Treviso, ma lo ripeto: non sono arrivati a Pavullo nel Frignano. È là vicino che sicuramente è successo qualcosa».

Lo strazio

All’aeroporto di Tassignano, dove ieri i carabinieri sono rimasti per diverse ore a parlare con i responsabili che al termine degli accertamenti hanno chiuso l’ingresso dello scalo, l’Agusta AW119 aveva solo effettuato una breve sosta per fare rifornimento e ripartire per il Veneto. Nel pomeriggio in aeroporto è arrivato anche un collaboratore della società di Thiene, che ha parlato a lungo con i militari: «Eravamo appena partiti per questo servizio di aerotaxi – sono le sue uniche parole – e siamo sconvolti: conosco ovviamente molto bene il pilota, non i clienti. Non riusciamo a capire che cosa possa essere successo. Nessuno lo sa. Se c’era maltempo? No, in quel momento il meteo era buono».

Le ricerche

Ieri le ricerche si sono concluse solo in tarda serata, con l’arrivo del buio. Non è chiara l’ultima posizione dell’elicottero: per questo soccorritori, militari e volontari hanno pattugliato svariate zone della montagna tosco-emiliana, in particolare il crinale tra San Pellegrino in Alpe, Pievepelago e Piandelagotti. «Potrebbe essere successa qualsiasi cosa, il mio pensiero va ai familiari di queste persone e speriamo davvero nel miracolo», è il commento di un carabiniere intervenuto sul posto.

Le ricerche – via terra, ma anche con aerei ed elicotteri – riprenderanno stamani. La speranza è che il pilota e i sei imprenditori siano ancora vivi. E che magari, per tutte queste ore, non siano riusciti a mettersi in contatto con nessuno. l


 

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