La protesta
Uccisa a 35 anni con un colpo alla nuca: la ricostruzione del delitto e le indagini
Il delitto tra Marinella di Sarzana e Marina di Carrara. La donna, di 35 anni, faceva la prostituta e abitava a Massa
MASSA. Ci sono due mondi, divisi da una manciata di chilometri. E c’è un’unica tragedia che, ieri, in una domenica stretta da una cappa di canicola, ne ha mostrato più che mai la diversità.
La protagonista e vittima di questa tragedia è una donna di 35 anni, dai lunghi capelli scuri e le labbra carnose che, forse, sulle spiagge scintillanti della Versilia dei vip e della Ferragni non c’era nemmeno mai stata.
Il suo corpo, seminudo, con i segni di un colpo di arma da fuoco sulla nuca e quelli del soffocamento impressi nel collo, è stato trovato sul greto del torrente Parmignola, al confine fra Marinella di Sarzana e Marina di Carrara. A nemmeno una ventina di chilometri dalla Versilia.
A dare l’allarme, alle due di sabato notte, alcuni turisti che avevano trovato una sistemazione per la notte proprio vicino a quel torrente quasi a secco. La vittima è Nevila Pjetri, 35 anni. Era originaria dell’Albania e da poco più di un anno viveva con il marito alla periferia di Massa. Per lui la donna lavorava in un camping, ma, tutti conoscevano il mestiere di Nevila. Era una delle prostitute che, ogni sera, si concentrano in quella zona di confine, fra Sarzana e Marina di Carrara. Fra la Liguria e la Toscana.
La vittima, secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri, sarebbe stata vista salire su un’auto bianca guidata da un uomo all’interno del distributore Ip, a circa un chilometro da dove è stata ritrovata.
A parlare sono state alcune prostitute che conoscevano Nevila, che vogliono dare un nome a chi l’ha uccisa.
E una è stata fondamentale in queste delicatissime fasi delle indagini, per chi sta cercando di mettere insieme i pezzi di questa terribile vicenda: è quella di chi ha visto una persona trascinare il corpo senza vita della 35enne nell’erba alta, e lasciarlo sul greto del torrente. Come un sacco vuoto.
Le forze dell’ordine stanno lavorando senza sosta, dalla nottata di sabato. Hanno acquisito i video dei sistemi di sorveglianza della zona nella speranza di individuare la targa del veicolo e così risalire all’identità dell’assassino. Sono scattate contemporaneamente attività investigative anche in Toscana: una vera e propria caccia all’uomo con posti di blocco dalla Liguria fino alla Versilia.
È la ricerca di un colpevole, che annulla quei venti chilometri di distanza fra il greto del fiume, dove è stata trovata morta Nevila, e la zona delle cene, delle passeggiate in bicicletta e delle spiagge dei vip.
Nel mezzo di questa storia, con un finale ancora da scrivere (sul corpo di Nevila sarà effettuato l’esame autoptico per cercare anche eventuali segni di violenza sessuale) ci sono le persone. C’i sono, anche in un questo mondo ai margini, in questa sorta di terra di confine fra Liguria e Toscana, la solidarietà, l’amicizia che fra gli ultimi spesso è più vera e più forte. Le prostitute amiche di Nevila stanno collaborando alle indagini. Sono state loro, spontaneamente, a andare in caserma, a Sarzana, a raccontare quello che avevano visto.
Non hanno avuto paura, non hanno pensato ai permessi di soggiorno scaduti, alle denunce. Hanno pensato solo a Nevila. E alla sua vita spezzata, sul greto di un torrente, in mezzo all’erba alta.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.41492166:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2022/06/06/news/donna-uccisa-spunta-un-testimone-la-macchina-bianca-e-l-uomo-nel-buio-1.41492166]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
