La manifestazione
Rockstar e intellettuale, la passione per filosofia e libri
Negli anni ’80 avrebbe fatto ridere sentirlo dissertare di Nietzsche, sua vera passione, Kierkegaard, Schopenhauer, Spinoza, Kant e Hegel. Ma ora è così
Sconvolto, sballato, sgraziato, maleducato. Questi sono solo alcuni degli aggettivi (tutti extra musicali) con cui veniva identificato Vasco Rossi ad inizio della sua carriera. La sua figura era quella dell’anticonformista, del giovane lontano dai cliché del bravo ragazzo. Nantas Salvalaggio, noto giornalista e scrittore che, criticando la Rai per la presenza in studio, arrivò a definirlo «zombie, alcolizzato, drogato “fatto”» (nel medesimo articolo Salvalaggio si scagliò per i medesimi motivi anche contro Lou Reed). Da parte sua Rossi “punzecchiò” il giornalista nel testo di “Vado al massimo”. Nemmeno la sua ormai famosa presenza a Sanremo 1982 (con “Vado al massimo”) gli portò il rispetto di una certa intellighenzia e in parte anche del pubblico che in occasione del festival non lo premiò.
Ma come spesso accade, alla manifestazione canora vince chi non vince e Vasco ne è forse l’esempio più eclatante. Il disco “Vado al massimo” uscito dopo il festival restò in classifica per sedici settimane, alla faccia di chi non vedeva il suo futuro. Per buona parte degli anni ’80 il cantautore è rimasto “quella cosa là”: il diverso, quello fuori dagli schemi, in una parola il maledetto (ora si potrebbe aggiungere poeta). Non lo aiutarono nemmeno le vicende giudiziarie. Nel 1984 venne arrestato perché trovato in possesso di una ventina di grammi di coca (peraltro consegnata di sua volontà). Seguì il carcere, la condanna con la condizionale a due anni e otto mesi per possesso (ma non spaccio). Nell’88 c’è l’altra vicenda per possesso di armi (uno sfollagente e una pistola lanciagas in macchina). Insomma una vita sempre al limite (realmente mai superato), di “quelle vite fatte così” (direbbe lui) che lo hanno reso grande e eroico agli occhi dei fan, ma inviso al mondo dei benpensanti. Certo considerando alcuni eccessi idee e parole di certi artisti moderni Vasco Rossi resta l’immagine di un mondo diverso, “storico”, quasi idilliaco, “semplice”, ingenuo... o rock’n’roll. Oggi ad una quarantina di anni, e tanti dischi, di distanza la considerazione e la percezione di Vasco sono completamente cambiate. Dimenticati gli eccessi oggi è considerato una bandiera generazionale, portavoce di un mondo che adesso sembra “conformato” e “storicizzato”. Le sue liriche ribelli, i suoi inviti alla diversità, in questo momento, hanno un sapore poetico, diventando inni generazionali. Eppure, le parole e le idee che certe canzoni veicolavano non sono cambiate. Nel nuovo millennio è assurto all’olimpo dei cantautori, dei maestri di pensiero e di vita e quelli che decenni fa lo denigravano ora lo tengono in alta considerazione. Certamente Vasco c’ha messo del suo, o meglio ha smussato tanti spigoli e ha esaltato, anche grazie all’esperienza e all’età, aspetti del suo mondo umano e artistico che per lungo tempo sono rimasti in ombra, (più o meno volutamente) nascosti e o considerati non funzionali al personaggio. Negli anni ’80 avrebbe fatto ridere sentirlo dissertare di Nietzsche, sua vera passione, saperlo appassionato lettore e studioso di Kierkegaard, Schopenhauer, Spinoza, Kant ed Hegel (che trova un po’ ostico), oltre che conoscere Galimberti (“Vali solo se sei utile” cita). Non solo filosofi letti ma sovente, appunto, citati in interviste e discorsi. E poi c’è stata la scoperta di Proust (con la lettura integrale de la “Ricerca del tempo perduto”) e le ultime passioni per la psicologia e la psicanalisi. L’11 maggio del 2005 gli viene conferita dall’Università IULM di Milano la laurea Honoris Causa in Scienze della Comunicazione. Nelle motivazioni si legge: “Personaggio discusso ma sempre libero da ogni inquadramento politico e ideologico, Vasco Rossi ha mostrato un’eccezionale capacità di gestire la sua immagine come la sua vita con discrezione, intensa umanità ed efficacia. Sempre vicino ai più giovani - soprattutto nelle idee - Vasco Rossi rappresenta un modello di professionalità per chi sogna il successo e di discrezione e riservatezza per chi lo ha raggiunto.” Motivazioni assolutamente condivisibili.
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