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Cosa ci racconta Vasco: le canzoni di un poeta, dalla ribellione all’intimismo

Luca Trambusti
Cosa ci racconta Vasco: le canzoni di un poeta, dalla ribellione all’intimismo

Tra “voglio una vita/che non è mai tardi/di quelle che non dormono mai” e “Io e te, io e te/A crescere bambini, avere dei vicini” la differenza si nota ma resta la vita

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Fan, critica e studiosi sono concordi nel considerare Vasco Rossi un poeta, il poeta del presente, il cantore dei sentimenti dell’oggi, della realtà e dell’idealismo. La sua non è certo una poesia accademica o aulica, ma è la poesia del rock, del “vivere comune”. Parlando del Vasco autore, sono anche tutti concordi nel considerarlo autentico, vero e attuale. Con le sue canzoni il “rocker di Zocca” racconta il suo mondo interiore, i suoi sentimenti che poi sono comuni con quelli di chi lo ascolta o che idealizzano ciò che qualcuno vorrebbe vivere. Quanti non hanno sognato o sognano la vita spericolata di Vasco? Quanti non si sentono esclusivi e esclusi e con una gran voglia di vita anche senza limiti come quella raccontata in “Siamo solo noi”? Vite magari idealizzate sognate ma che contribuiscono a rendere sopportabile il quotidiano e identificano l’autore come “uno di noi”, uno che ci racconta. “Siamo solo noi” è anche una canzone che diventa una sorta di narrazione di una specie di “combriccola”, di un particolare “club” di cui fanno parte gli ascoltatori.

Vasco Rossi è cantore degli eccessi, delle vite al limite, della difficoltà ad adattarsi al conformismo. Canta di una ribellione mai violenta, piuttosto mentale, canta di libertà. È un invito, subito raccolto dal suo pubblico, a trovare una propria via, anche rischiando di stare ai bordi. È in sostanza l’essenza del rock. Pur arrivando dalla provincia il suo messaggio è però molto ampio, guarda oltre i confini territoriali e, soprattutto agli inizi, diventa generazionale. Ancora oggi, con motivazioni e/o significati diversi sono temi attuali e sentiti dalle nuove generazioni e magari ricordati da quelle passate.

Ma Vasco non è solo il cantore della protesta, del rifiuto del conformismo, della vita vissuta intensamente, è anche un delicato poeta quando racconta delle vite altrui come, ad esempio, nella bellissima quanto intensa “Sally”, Uno struggente ritratto di una donna fiera, in difficoltà con la vita ma, nonostante l’amarezza. ancora speranzosa e ottimista. E anche qui è impossibile non ritrovarsi, o ritrovare qualche altrui esperienza, è difficile non farsi coinvolgere. Proprio perché Vasco racconta la vita, quella reale. Nel farlo usa parole semplici, ha una grande capacità di sintesi, con frasi brevi che arrivano dirette al punto. Negli anni la poetica di Vasco Rossi è sicuramente cambiata, come lo è l’autore, portando una diversa visione della vita, nuove aspettative che hanno accompagnato la crescita del suo pubblico. Tra “Voglio una vita che non è mai tardi/Di quelle che non dormono mai” (1983) e “Io e te, io e te/A crescere bambini, avere dei vicini/Io e te, io e te/Seduti sul divano/Parlar del più e del meno” (2016) c’è tanta differenza, ma in mezzo c’è anche e soprattutto tanta vita dell’autore e dell’ascoltatore. Cambiano visioni, prospettive e priorità ma Vasco Rossi è stato e resta il poeta che racconta la libertà, che è pienezza del vivere, la fragilità, il disincanto della vita, la visione attraverso i suoi occhi del presente e del mondo, il tutto senza rabbia. Questi concetti vengono esposti con semplicità, con un linguaggio diretto, esplicito, dove mancano l’ermetismo o la forma poetica più alta e ricercata di altri suoi colleghi. Ma soprattutto le sue parole sono accompagnate da una forma musicale adeguata, una musica, rock o ballata che sia, che sottolinea sempre la forza e la portata del testo. Nelle canzoni la componente musicale e quella lirica formano un unico corpo, quello scelto da Vasco è a volte assai robusto a volte meno ma sempre adeguato, sono brani facilmente memorizzabili e diretti. La formula vincente agli occhi del pubblico sta dunque nella sua immediata fruibilità, nella facilità di lettura di un messaggio che alla fine però non è poi banale e che nasconde (neanche tanto) un pensiero a volte originale a volte meno ma sempre personale (e poi condiviso).


 

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