Il Tirreno

Toscana

L'INTERVISTA

Bentornato Vasco! «La mia musica in Toscana. Perché quello di Firenze è un concerto speciale»

Luca Trambusti
Vasco Rossi: al suo evento in Toscana saranno in oltre 60mila (Massimo Sestini)
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Vasco Rossi: al suo evento in Toscana saranno in oltre 60mila (Massimo Sestini)

Le parole del Blasco al Tirreno: «Questo enorme affetto che mi arriva ancora oggi, dopo 40 anni, mi lascia stupefatto. E si vede che ho seminato bene... Io li amo e loro riescono a superarmi». Questa sera l'evento alla Visarno Arena

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Il primo concerto di Vasco Rossi in Toscana è datato 1983. Due furono le esibizioni di quell’anno: il 10 aprile al Teatro Tenda di Firenze e l’11 settembre alle Cascine; entrambe date del “Bollicine tour”. La sua ultima presenza toscana risale invece al 12 e 13 giugno 2015 allo stadio Artemio Franchi sempre nel capoluogo (per il Live Kom.015 Tour). In mezzo tanti live tra lo stadio e i palazzetti. «È sempre un piacere essere a Firenze - dice Vasco, in una pausa -. Sono parecchie le date che ho fatto allo stadio ed ogni volta sono state belle. Ricordo anche un’esibizione alla BussolaDomani a Lido di Camaiore nel 1979 (9 agosto) in un festival (“Primo Concerto”, esibizione live di tre giovani cantautori, Alberto Fortis, Marco Ferradini e Vasco Rossi che suonò “Albachiara” ndr). E poi - aggiunge - qui trovo sempre un pubblico eccezionale, appassionato. Amo molto anche la città».

Tornare alla vita

Ora Vasco Rossi torna in una inedita (per lui location) con un nuovo concerto - venerdì 3 giugno, alle 21, alla Visarno Arena di Firenze - atteso da due anni e che finalmente riesce ad andare in scena per la gioia dei 63.000 spettatori (sold out) che lo attendevano, biglietto in mano, da tanto tempo. «Sono stato due estati senza concerti - dice - Sono andato un po’ in crisi al secondo rinvio. Ho vissuto un periodo sospeso perché mi mancavano i live che sono lo scopo più importante della vita. Ho provato con gli hobby, il cavallo, i campi da golf, ma mi piace solo la musica, senza non sono niente. Ma - afferma - quando salgo sul palco e la musica comincia, tutto torna».

In stato di grazia

È un Vasco Rossi entusiasta quello che scende dallo stage (enorme) della prima data, quella di Trento. «Sono in stato di grazia! - ha dichiarato dopo il concerto - Ho un diluvio di emozioni indescrivibile! Sembra tutto diverso; eppure, è finalmente tornato tutto come prima, abbiamo ricominciato a vivere». É lo stesso concetto che esprime dal palco in apertura del concerto: «Finalmente siamo di nuovo insieme. Finalmente ricominciano i concerti, Finalmente torniamo a divertirci. Viva la musica, l’amore e la vita».

Un grazie ai fans

Finalmente e ritorno paiono essere le parole chiave dell’intero evento, ancor prima di risalire sul palco. Infatti, a pochi giorni dal concerto di apertura, mentre era in Puglia nella riserva naturale di Castellaneta, tra pineta e mare, per preparare (fisicamente e artisticamente) il concerto ha scritto sui social: «Siamo arrivati vivi, sani e lucidi fino a qui e ora siamo carichi e prontissimi a portarvi un po’ di gioia». Il suo pensiero dopo l’emozionante show di Trento va anche ai suoi fan: «Questo enorme affetto che mi arriva ancora oggi, dopo 40 anni, mi lascia stupefatto. E si vede che ho seminato bene... Io li amo e loro riescono a superarmi».

Quella volta al Forte

I concerti in calendario nel 2020 erano inseriti nel tour che toccava i più importanti festival, nel caso il Firenze Rocks, oggi invece il live toscano diventa un live personale, di Vasco Rossi. Il rapporto con la Toscana, oltre che con la musica, affonda le radici anche nel personale. Sempre negli anni Ottanta, Vasco veniva a fare visita ad Ivana a Forte dei Marmi e si fermava alcuni giorni presso l’amica di sua madre (che lui chiama zia), colei che lo ha cresciuto. Di quell’esperienza Vasco ricorda ancora oggi un viaggio da Forte a Zocca in moto segnato dalla pioggia. Ma le scorribande motociclistiche dal suo paese lo hanno spesso portato a “valicare” il confine dell’Emilia per “vagabondare” nel vicino Appennino toscano. C’è dunque vicinanza tra la terra di origine e quella che lo ospita in questa nuova occasione, per un concerto atteso e desiderato dal suo pubblico.

Sul palco della Visarno Arena

Un tour di ben 11 date in 10 città - raddoppia solo Roma – con cui per l’occasione, come dice lui, «vi porto la mia musica a casa» tanto «capillari» sono gli appuntamenti. Cosa non consueta per un grande tour come quello in corso, che, tutto sold out, ha staccato 660.000 biglietti. Alla Visarno Arena, Vasco, sotto gli occhi dell’amico Joe Bastianich (che sarà appena sbarcato dall’aereo apposta per lui), metterà in scena un concerto di grande spessore, un concentrato di energia e potenza sonora, caratterizzato dalla bella presenza dei fiati. È un Vasco in forma che a 70 anni riesce a tenere il palco con instancabile personalità. Questo fa sì che i suoi fan al termine delle due ore e mezza di show siano estremamente soddisfatti, anche se stanchi per le lunghe ore di attesa sarebbero desiderosi di andare ancora avanti.

Vasco e il suo popolo

Ma il pubblico di Vasco stravede per lui, ancor più ora che mancava dal palco dal 2019 (gli ultimi concerti il 18 e 19 giugno 2019 a Cagliari). Il legame di Vasco con il suo “popolo” è sempre stato caratteristico, forte e duraturo nel tempo, superando le generazioni, in una invidiabile longevità artistica. C’è un senso di appartenenza e una compenetrazione nel rapporto pubblico artista che in Italia non ha eguali, paragonabile solo a quello con Springsteen. Vasco Rossi è anche l’emblema del rock nazionale (e questo tour lo ribadisce a chiare lettere), è colui che riesce (da 40 anni) a portare questa musica al grande pubblico italiano proponendola ogni volta in maniera diversa. È l’artista rock nazionale che riempie stadi e grandi spazi con uno spettacolo complesso ma che lui sa rendere semplice, ricco in produzione ma che non distoglie l’attenzione dalla musica. E soprattutto sembra rivolgersi ad ognuno dei presenti con un forte senso di complicità che si distribuisce tra pubblico e pubblico ma anche tra artista e pubblico. Così anche esibendosi in grandi spazi, dove tutto si disperde, l’amore e la passione per Vasco, oltre che il suo “simbolo”, fanno da collante e riducono almeno idealmente le distanze. Perché oltre alla musica l’importante è esserci.

 

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