Sicurezza
Terremoto a Firenze. Gli esperti: «Previsioni impossibili, ma si può fare prevenzione»
L'evento è stato registrato dai sismografi e si è fatto sentire anche in diverse località della provincia: sotto osservazione la faglia Piombino-Ravenna. Segnalata qualche lesione solo nell'antica chiesa di San Martino a Cofferi a Mercatale Val di Pesa
FIRENZE. Due terremoti a Firenze e tante altre piccole scosse. Le più forti in giornata e poi in serata. Tanta paura nel pomeriggio di martedì 3 maggio a Firenze e nelle sue colline a sud per una scossa di terremoto da 3.7 di magnitudo con epicentro tra Impruneta e San Casciano Val di Pesa, sul versante del fiume Greve, in una zona rurale del Chianti attraversata dalla faglia Piombino-Ravenna. Ma nelle ore successive la Protezione civile e i Comuni non rilevano nessun danno, solo molto spavento tra la popolazione e un effetto acuito dai materiali alluvionali "della struttura geologica della zona", come ha spiegato Carlo Meletti, direttore della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). La zona è ricca di depositi alluvionali, che offrono le caratteristiche per avere un'amplificazione molto diffusa del sisma. La popolazione ha sentito la scossa in maniera distinta nel centro di Firenze dove hanno tremato i palazzi. Poi, in serata, alle 22,14 di martedì 3 maggio, un'altra scossa: magnitudo 3.4. Epicentro ancora dalle parti di Imprenuta, qualche chilometro più a sud (sotto tutti gli aggiornamenti).
Nel pomeriggio era stata sospesa la seduta del Consiglio regionale della Toscana, l'aula è stata evacuata e i lavori riprendono domani. Nelle zone più vicine all'epicentro la gente sul momento è scesa in strada. Sono i piccoli paesi di Ferrone, Mercatale, Falciani, aperta campagna. A parte lo sconcerto non sono segnalati danni. Luiano è la località più vicina al luogo preciso dove, a 10 km di profondità, c'è stata la scossa: è un bosco. Qui ci sono pochi edifici di campagna e pochi abitanti. A Bagno a Ripoli, alcuni chilometri a est, i lettori della biblioteca comunale sono corsi fuori per lo spavento. A Scandicci la scossa è stata sentita in modo netto ai piani dei palazzi più alti. In città il sindaco Dario Nardella ha escluso danni a persone e cose.
La Protezione civile della Città Metropolitana ha confermato che non risultano danni. Verifiche sono state attivate anche al patrimonio culturale ma non emergono problemi, tuttavia verranno fatti ancora controlli. I musei principali Uffizi, Galleria dell'Accademia e Bargello non sono stati evacuati. Da una prima verifica non ci sarebbero danni alla cupola del Duomo ma domani saranno fatti controlli più approfonditi. Il terremoto è stato avvertito su un'area molto vasta che comprende la provincia di Firenze e quelle di Pistoia, Prato e Arezzo fino a Siena.
La zona dell'epicentro si trova a meno di dieci chilometri dal punto che nel 1895 fu colpito da un terremoto molto forte che provocò distruzioni con epicentro a Sant'Andrea in Percussina, borgo che nel nome richiama l'abitudine ai sismi e che è celebre per l'esilio di Niccolò Machiavelli, il quale vi ebbe una proprietà terriera dove si ritirava per i suoi studi. Nel dicembre 2014 la stessa area fra Impruneta, San Casciano Tavarnelle Val di Pesa e Greve in Chianti fu teatro di uno sciame sismico che culminò in una scossa da 4.1 registrata dall'Ingv in località Campoli dove poi nel settembre 2015 ce ne fu una da 3.7 uguale a questa. I sindaci del Chianti fiorentino hanno disposto verifiche a scuole e altri edifici pubblici ma almeno fino in serata non risultano loro dei danni.
ALTRI SOPRALLUOGHI
Nessun danno è stato riscontrato dai controlli più approfonditi condotti mercoledì 4 maggio sulla basilica di Santa Croce a Firenze dopo le scosse di terremoto registrate nel fiorentino. Lo rende noto l'Opera di Santa Croce. "A seguito dell'evento sismico del pomeriggio di martedì 2 maggio - spiega una nota -, dopo che già nell'immediatezza è stato fatto un sopralluogo da cui non sono emerse criticità, nella mattina del 3 maggio è stata condotta un'attività di ispezione più approfondita, che ha riguardato in modo particolare tutte le strutture e gli elementi architettonici sporgenti del complesso monumentale. Anche attraverso questo controllo non è stato riscontrato alcun danno". L'Opera di Santa Croce sottolinea che "nei prossimi giorni proseguiranno le indagini e il monitoraggio con piattaforma, secondo un programma in parte già pianificato per il regolare controllo di alcune aree del complesso monumentale. Tali interventi consentiranno un'ulteriore azione di verifica in quota".
LA PREVENZIONE
«Dei terremoti sappiamo tante cose, purtroppo ci manca di conoscere il dato più importante: quando si verificheranno. Dunque l'unico approccio possibile al problema resta quello della prevenzione. È necessario farsi trovare pronti: questo significa avere edifici strutturalmente adeguati, cosa che è possibile attraverso uno studio dettagliato del sottosuolo perché è lì che si generano eventuali fenomeni di amplificazione. Più a fondo si conosce il sottosuolo, più si è in grado di progettare adeguatamente il fabbricato». Così Riccardo Martelli, presidente dell'Ordine dei geologi della Toscana dopo il sisma di martedì 3 maggio nel Fiorentino. «Con magnitudo di questa intensità non ci si attendono particolari criticità per gli edifici - sottolinea in una nota -, a meno che non siano già pericolosamente lesionati nelle parti strutturali come pilastri e travi. Si ha notizia di qualche lesione solo nell'antica chiesa di San Martino a Cofferi a Mercatale Val di Pesa».
CREPE IN UNA CHIESA
«Martedì 3 maggio ci siamo sentiti con il sindaco di San Casciano (Firenze), a Mercatale c'è la chiesa di San Martino ai Cofferi e altri annessi che hanno avuto qualche crepa, ma insomma, davvero poco rispetto a quello che è stato lo spavento». Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a proposito delle scosse di terremoto che martedì 3 maggio hanno colpito il territorio fiorentino. Giani ha parlato a margine dell'incontro istituzionale sul progetto della nuova base militare dei carabinieri a Coltano (Pisa). La chiesa, risalente al XII secolo, è stata citata per la prima volta in una bolla inviata dal Papa Adriano IV al pievano nel 1156; subì gravi danni a causa del terremoto del 18 maggio 1895, e fu restaurata nella seconda metà degli anni Trenta del XX secolo.
ZERO DANNI: PROSEGUE LO SCIAME SISMICO
Su Facebook il sindaco di Firenze e della città metropolitana Dario Nardella spiega che l'epicentro è in località Cerbaia (San Casciano). Al momento non si registrano danni a cose o persone. Le sale della Protezione Civile Metropolitana e Comunale rimarranno allertate per la notte. Anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, sottolinea su Telegram che "al momento non si registrano danni". La scossa è stata avvertita nel Fiorentino e anche a Prato. Nelle zone più limitrofe all'epicentro sarebbe stato avvertito da alcuni un boato. Altre sei scosse più lievi, fino a un massimo di 1.7, si sono susseguite fino alle 22:31.
LA MAPPA - IL PUNTO ESATTO DEL SECONDO TERREMOTO DELLE 22,14
UNA NUOVA SCOSSA
Alle 22,14 di martedì 3 maggio un'altra scossa ha colpito il Fiorentino. Magnitudo: 3.4. Epicentro a sud di Impruneta, a 9 chilometri di profondità, nelle vicinanze di quello individuato per la scossa del pomeriggio, di magnitudo 3.7. Di nuovo paura in città.
I SINDACI DEL CHIANTI TIRANO UN SOSPIRO DI SOLLIEVO
«Non rileviamo alcun danno a persone o cose». Lo affermano in una nota i sindaci del Chianti fiorentino. «L'evento sismico è stato rilevato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ed è stato avvertito da tutta la popolazione locale, ma non si sono registrati danni a persone o cose», affermano ancora i sindaci Roberto Ciappi di San Casciano, Alessio Calamandrei di Impruneta, Paolo Sottani di Greve in Chianti e David Baroncelli di Barberino Tavarnelle, in un'area attraversata da una faglia che storicamente causa dei terremoti. Gli stessi sindaci dichiarano che «non sono state rilevate criticità alle strutture pubbliche e agli edifici scolastici».
LA PROTEZIONE CIVILE
La Protezione civile della Città metropolitana di Firenze conferma che al momento «non risultano danni» per il terremoto di magnitudo 3.7 delle 17.50 con epicentro tra Impruneta e San Casciano nella valle del fiume Greve, spiegando che «la scossa rientrerebbe nella fisicità ordinaria della zona». La scossa è stata avvertita nettamente anche a Bagno a Ripoli, più a est dall'epicentro, e a Scandicci, alcuni chilometri a nord sempre lungo la valle del Greve. A Bagno a Ripoli le persone che si trovavano nella biblioteca comunale sono uscite all'aperto per lo spavento.
IL SINDACO DI IMPRUNETA: "PAURA E GENTE IN STRADA"
«Se confermata la magnitudo di 3.7 non dovrebbe esserci nessun problema. Nel 2014 avemmo una scossa 4.2, con stesso epicentro, senza alcun danno. La paura è stata tanta ovviamente ma al momento non stiamo ricevendo segnalazioni di danni. Qualcuno è sceso in strada dopo la scossa per poi rientrare poco dopo in casa». Così Alessio Calamandrei, sindaco di Impruneta, comune vicino Firenze ed epicentro della scossa di terremoto che ha fatto tremare la città. «Al momento è tutto regolare e tutto tranquillo - ha aggiunto -. Mi hanno appena chiamato il presidente della Regione Giani, l'assessore regionale all'ambiente Monni e il presidente del Consiglio regionale Mazzeo per avere notizie. Essendo la scossa sotto magnitudo 4 non c'è bisogno di svolgere alcuna verifica anche da un punto di vista di protezione civile. Comunque al momento risulta tutto a posto».
LA SECONDA SCOSSA
Un'altra scossa di 1.5 di magnitudo è stata registrata da Ingv dopo quella precedente di 3.7 delle 17.50 con epicentro nel comune di Impruneta. Risulta alla distanza di un km dall'altra e a una minore profondità, 6 km anziché 10 km.
LA SPIEGAZIONE DELL'ESPERTO
Il terremoto di magnitudo 3,7 avvenuto a Sud di Firenze «non è stato molto forte di per sé, ma è stato avvertito su un'area molto vasta a causa della struttura geologica della zona». Lo ha ha detto all'Ansa Carlo Meletti, direttore della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Il terremoto è avvenuto «in un bacino nel quale le onde vengono risentite maggiormente a causa della struttura geologica della zona», ha osservato l'esperto. La zona è infatti ricca di depositi alluvionali, che offrono le caratteristiche per avere un'amplificazione molto diffusa. Che il sisma sia stato percepito dalla popolazione in un'area diffusa lo testimoniano anche le mappe elaborate dal servizio dell'Ingv. «Le mappe indicano che il terremoto è stato avvertito, su un'area molto vasta, che comprende tutta la provincia di Firenze e quelle di Pistoia, Prato e Arezzo, fino a Siena. La zona dell'epicentro, compresa tra San Casciano e Impruneta, si trova inoltre a ridosso dell'area che nel 1895 è stata colpita da un terremoto molto forte, che provocò un danneggiamento esteso», ha osservato Meletti. «Un terremoto in questa zona non sorprende - ha aggiunto - perché è un'area conosciuta ai sismologi, nella quale avvengono molte sequenze, la più lunga delle quali risale al 2014».
LE VERIFICHE NEL CHIANTI E LA FAGLIA PIOMBINO-RAVENNA
Verifiche di protezione civile sono in corso sugli edifici anche nei comuni di Impruneta, Greve in Chianti e San Casciano Val di Pesa, a sud di Firenze. L'epicentro è stato nella valle del fiume Greve nei pressi della strada di Luiano, area di aperta campagna con pochi edifici e ville rurali. Il sisma è stato sentito dalla popolazione. Anche le scosse più lievi e precedenti sono state nella stessa zona, una da 1.8 nella vallata di Luiano e una da 1.1 nel paese di Ferrone. Lunedì 2 maggio, nella stessa valle del Greve c'erano state due scosse da 0.7 e 1.5 di magnitudo. La scossa di martedì 3 maggio da 3.7 si situa sulla faglia Piombino-Ravenna. Sulla stessa faglia il 13 settembre 2015 ci fu una scossa uguale da 3.7 di magnitudo nel comune di San Casciano dove lo stesso anno si verificò uno sciame sismico durato alcuni giorni con epicentro a Pieve di Campoli, a cavallo tra le valli del Greve e del fiume Pesa.
NESSUN DANNO AI MUSEI
Non risulterebbero danni a monumenti e musei a Firenze. Da quanto appreso le Gallerie degli Uffizi, la Galleria dell'Accademia e il Bargello non sono stati evacuati dopo la scossa. Da una prima verifica non ci sarebbero danni alla cupola del Duomo e domani saranno svolti controlli più approfonditi.
LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE
«Sono in contatto con la sala operativa regionale per la verifica di eventuali danni alle strutture ed edifici». Lo ha scritto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.
LE PAROLE DEL SINDACO NARDELLA
«È stata registrata une leggera scossa di #terremoto nella zona di #Firenze ML 3.9. Epicentro Impruneta. Al momento non sono arrivate segnalazioni relative a danni a cose o persone. Per qualunque informazione contattare la @ProtCivileRT». Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, su Twitter.
SOSPESI I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE
A causa della scossa sono stati sospesi i lavori del Consiglio regionale della Toscana. Telefonate stanno
raggiungendo i centralini delle autorità pubbliche da parte di cittadini che chiedono informazioni. «A seguito di una verifica con il responsabile prevenzione e sicurezza - ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo -, tenuto conto che il terremoto è di 3.7 gradi, e tenuto conto che le norme di sicurezza in caso di terremoto superiore a 3.5 gradi prevedono di lasciare i locali e non rientrare, la seduta è interrotta e riprenderà domattina».
LA MAPPA
Ecco il punto esatto in cui si è verificato l'epicentro della scossa del pomeriggio di martedì 3 maggio..
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