Il Tirreno

Toscana

Il Puccini di Firenze ospita lo show di Orsini. Nardella: “Non condividiamo una virgola di ciò che dice, ma se lo censurassimo saremmo come Putin”

Luca Amodio
Il professor Alessandro Orsini
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Il professor Alessandro Orsini

Dopo il no del Goldoni di Livorno, il prof filo-putiniano ospite fisso dei talk arriverà nel teatro fiorentino

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FIRENZE. Il Goldoni di Livorno s’è rifiutato di ospitarlo, il Puccini di Firenze invece lo farà. Alessandro Orsini, il prof famoso e discusso per le sue tesi filo-putiniane, salirà sul palco del teatro fiorentino il prossimo 30 maggio. E questa volta il sindaco Dario Nardella non si metterà di traverso così come ha fatto Luca Salvetti, seppur rispettando le regole del teatro. La direzione artistica ha accettato l’offerta della Seif. La società che edita il Fatto quotidiano presenta lo show con un titolo eloquente: «Ucraina – Tutto quello che non ci dicono».

«Non siamo d’accordo con le sue idee praticamente su nulla ma la politica del nostro teatro è non fare alcun tipo di censura. Per fortuna non siamo in Russia e chiunque può esporre le sue idee, nei limiti della legalità ovviamente», afferma Cristina Giani, presidente dell’associazione culturale teatro Puccini. «Vorrei sottolineare un aspetto: a Roma non c’è stata nessuna polemica per il semplice fatto che a far notizia è stato il rifiuto di un teatro e non lo spettacolo in quanto tale». Anche il sindaco adotta una strategia voltairiana: «Anche se non condividiamo una virgola di quello che dice Orsini sulla guerra – dice Nardella -, noi non facciamo censura, altrimenti finiremmo per essere come Putin».

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Proprio pochi giorni fa è arrivato il no del Goldoni che ha spiegato la sua presa di posizione asserendo che i temi politici sono incompatibili con la policy del teatro, lo stesso in cui nel 1921 si consumò la scissione da cui nacque il Pci. Ma se a Livorno l’assessore Simone Lenzi ha definito l’ex direttore dell'Osservatorio per la sicurezza internazionale della Luiss un «propagandista di Putin», a Firenze Nardella non vuole apparire come un censore. Dunque, copione diverso per il Puccini, anch'esso un teatro pubblico. Nessuna polemica nemmeno nel consiglio comunale fiorentino. «Visto il tema scottante, non solo ci siamo consultati tra noi otto soci del teatro, ma abbiamo coinvolto nella decisione anche Nardella e ha convenuto con la nostra linea pluralista».

«Leggo che Nardella afferma che, pur non essendo d’accordo con le posizioni di Orsini, non lo censurerà. In realtà nemmeno io l’ho fatto – spiega il sindaco Salvetti – se il teatro 4 Mori mi avesse proposto di ospitare Orsini di certo non mi sarei opposto. Invece il teatro Goldoni ha una regola ben precisa, quella di non ospitare eventi politici»

 

Il teatro fiorentino è stato contattato dal Fatto Quotidiano (con il quale già i contatti erano avviati in virtù delle ospitate del giornalista aretino Andrea Scanzi) e, in un primo momento, ha solamente chiesto se la data fosse disponibile per l’affitto. Solo in un secondo momento è stato chiarito che sul palco sarebbe salito il famoso Orsini con il suo monologo “Ucraina: tutto quello che non ci dicono”, lo stesso con cui si è presentato nella capitale al Sala Umberto e con cui il 23 maggio si esibirà a Livorno, ma al teatro Quattro Mori. «Eravamo ancora in tempo a dire di no ma il teatro è un luogo pubblico dove si incontrano voci diverse. Inoltre, si tratta di un mero affitto sala come abbiamo sempre fatto - precisa la presidente Giani - e di tutto quello che dirà il professore ne dovrà rispondere lui, non il teatro, anche perché non è nemmeno un appuntamento nella nostra programmazione».

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