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CALCIO: L'EPISODIO

Fiorentina, Venuti e la fidanzata bersagliati sui social: offese razziste e minacce di morte

Il calciatore della Fiorentina, Lorenzo Venuti: bersagliato sui social insieme alla fidanzata
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Il calciatore della Fiorentina, Lorenzo Venuti: bersagliato sui social insieme alla fidanzata

A difesa della compagna e contro gli haters è intervenuto poi Venuti su Instagram: «Non me ne frega niente delle critiche mosse verso il calciatore, ma quando si muovono insulti inerenti alla morte, a tumori e cancri non ci sto»

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«La presidenza, tutta la dirigenza, lo staff tecnico e tutti i compagni di squadra della Fiorentina esprimono la propria vicinanza e il proprio sostegno a Lorenzo Venuti e alla sua fidanzata per gli inqualificabili insulti ricevuti attraverso i social. La società ribadisce che la correttezza e il rispetto devono essere alla base di tutto, non ritiene tollerabili questo tipo di messaggi e sarà accanto al calciatore e alla sua compagna perseguendo ogni iniziativa possibile affinché gli autori di gesti così ignobili possano essere prontamente individuati e puniti».

Con questa nota diffusa sui propri canali il club viola si è schierato accanto al proprio giocatore e alla sua compagna Augusta Iezzi che hanno denunciato l'autore di inqualificabili messaggi nei loro confronti, inviati con post e audio sul profilo Instagram della donna, dopo la partita persa dalla Fiorentina contro il Milan, domenica 1 maggio. Messaggi che Iezzi, comprensibilmente sconvolta, ha diffuso, contenenti offese sessiste e razziste (con riferimento alle origini napoletane della ragazza), auguri di malattie e morte per il fidanzato, bestemmie. «Questo è il brutto del calcio, persone piene di odio - il commento sui propri social di Iezzi – È giusto che si sappia anche questo schifo disumano, voglio che questa persona paghi per ciò che ha vomitato immotivatamente. Per me non esistono scusanti, chi ha quest'odio dentro è una persona potenzialmente pericolosa».

A difesa della fidanzata e contro gli haters è intervenuto poi Venuti su Instagram: «Non me ne frega niente delle critiche mosse verso il calciatore, ma quando si muovono insulti inerenti alla morte, a tumori e cancri NON CI STO. Perché forse non sapete cosa significa combattere contro un cancro, non sapete ciò che si vede dentro i reparti di oncologia, anzi ne sono certo, NON LO SAPETE. Insulti razzisti e territoriali sono la ciliegina sulla torta che qualificano la persona che siete. Non voglio fare vittimismo, vorrei solo che prima di cominciare a scrivere da dietro una tastiera vi fermaste un momento a pensare e valutare se ne vale davvero la pena». Fra l'altro un anno fa il difensore toscano (è nato a Montevarchi, provincia di Arezzo, 26 anni fa), svelò a “Cronache di spogliatoio” del padre malato di tumore.

 

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