Gioco
Congedi parentali, le novità: «A casa coi figli fino ai 14 anni»
Con il "family act" l’indennità al 30% arriva al nono mese
Novità importanti sono in arrivo per i genitori-lavoratori. Rispondendo a una richiesta dell’Europa, il 7 aprile il Senato ha approvato in via definitiva alcuni cambiamenti in questa materia con il cosiddetto Family Act.
«Le novità maggiori – spiega Cristina Moriconi, direttrice dell’Inca Cgil di Lucca – riguardano l’estensione fino ai 14 anni di età del figlio dei congedi parentali per i genitori e l’estensione del periodo indennizzato al 30 per cento, che da sei messi passa a nove. Inoltre, sono stati resi strutturali i dieci giorni di congedo paternità che spettano al padre del bambino nei primi mesi di vita. Erano stati introdotti già nel 2017 ma ora non ci sarà più bisogno di confermare la misura di anno in anno. Sono novità importanti che però non saranno operative fino all’approvazione definitiva del decreto e al recepimento da parte dell’Inps, le cui circolari ci potranno dire di più su aspetti non ancora del tutto chiari».
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.41396480:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.41396480:1654862967/image/image.jpg?f=libero&$p$f=4cc60c5]]
Come funziona il sistema dei congedi parentali?
«Finora i genitori-lavoratori potevano chiedere un congedo per un massimo di 10-11 mesi entro i 12 anni di età del figlio. Entro i primi sei anni del bambino si aveva diritto a sei mesi di congedo indennizzati al 30 cento. Dai 6 agli 8 anni del bambino l’indennità al 30 per cento scattava solo per i lavoratori con un reddito sotto i 16mila euro. Dagli 8 ai 12 anni, invece, il congedo non era mai indennizzato. Detto che la nuova legge va a modificare l’età entro cui è possibile usufruire del congedo, portandola da 12 a 14 anni, al momento non è chiaro se ci sarà uno scaglione anagrafico oltre il quale l’indennità al 30 per cento non verrà più versata. In ogni caso è importante che il periodo indennizzato sia stato esteso da sei a nove mesi. Inoltre si parla di forme di premialità nel caso in cui tali congedi siano distribuiti equamente tra i genitori. Vedremo».
Come si chiede il congedo e a chi?
«La domanda va presentata per via telematica all’Inps e una copia della ricevuta va presentata al datore di lavoro con un preavviso di cinque giorni rispetto all’inizio del congedo. Capita, però, che vi siano delle emergenze (per esempio la chiusura improvvisa dell'asilo o l’indisponibilità della baby-sitter) per cui il genitore non riesce a rispettare i termini di preavviso. In questo caso Inps non fa problemi e accetta la richiesta anche se il congedo parte il giorno stesso, mentre alcuni datori di lavoro non indennizzano i giorni di mancato preavviso. È bene precisare che il congedo non è mai oggetto di negoziazione tra le parti: il datore di lavoro non può negarlo, può solo prendere atto della scelta del genitore-lavoratore anche se è auspicabile che vi sia sempre concertazione. I congedi, inoltre, possono essere fruiti contemporaneamente da entrambi i genitori».
Per il congedo di paternità come e a chi si fa domanda?
«Non all’Inps. Il lavoratore è tenuto a comunicare al solo datore di lavoro la data presunta della nascita del figlio. Fatto questo non serve altro preavviso e si può usufruire di questa misura a piacimento entro i primi cinque mesi di vita del bambino».
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.41396475:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2022/04/24/news/congedi-dal-lavoro-e-permessi-il-diritto-di-assentarsi-tutte-le-opzioni-1.41396475]]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
