Maxi base militare a Coltano? La Difesa cede: «Trattiamo per un altro posto»
Dopo i no bipartisan della politica, Arma e ministro Guerini si dicono disponibili a discutere un’alternativa: «Senza accordo con la comunità locale, pronti a spostarla». Giani: «Non c’è solo l’opzione Ospedaletto»
PISA. Prima, i toni imperativi di un dpcm, un modo per dire: una base a Coltano senza se e senza ma. Poi, le concessioni: Coltano a basso impatto. Dopo le polemiche, il coro di no della politica e perfino lo scontro fra il Nazareno e uno dei suoi ministri, la mediazione: Coltano solo se Pisa la vuole. Infine, l’apertura al dialogo, anzi quasi una retromarcia: se proprio non la vuole, «va da sé che, in mancanza di condivisione, saranno valutate ipotesi alternative per l'allocazione di tali preziose unità», scrive il comando generale dei carabinieri in una nota concordata con il ministro Lorenzo Guerini, dove per «unità» si intendono i nuclei di forze speciali (battaglione Tuscania, Gis e squadre cinofile) che la Difesa vorrebbe riunire in un nuovo compound militare da tirar su nel cuore di San Rossore. O forse sarebbe il caso di dire: avrebbe voluto.
Sì perché quelle due righe in fondo al testo e alla fine di due giornate convulse, di prese di posizioni, polemiche e precisazioni su un progetto che promette di occupare più di 72 ettari di riserva protetta, improvvisamente rimettono in discussione ciò che non sembrava più discutibile. Senza un accordo con il sindaco Michele Conti e il territorio, i vertici dell’Arma si dicono disponibili a spostare il grande polo di addestramento in un altro posto.
Dove? Un’ipotesi è già circolata nei giorni scorsi e l’ha avanzata il Pd pisano, appoggiato dal segretario Enrico Letta che lunedì dal Nazareno ha fatto sapere di giudicare la base a Coltano una «scelta sbagliata». Per le villette, i poligoni di tiro, l’eliporto, le piscine, insomma, per realizzare un piano che finora prevedeva 445mila metri cubi di opere di urbanizzazione potrebbe non essere più necessaria l’area verde dell’ex Centro Radar un tempo in mano agli americani. I campi di Ospedaletto, certo, non sono demaniali come i prati e la foresta del Parco, bisognerebbe pagare i privati, ma le superfici disponibili sarebbero addirittura superiori alle attese, 75 ettari.
«Ma Ospedaletto non è l’unica alternativa su cui stiamo lavorando», dice Eugenio Giani. Il governatore già oggi si sentirà con Guerini. Il ministro torna in Italia dopo giorni passati in Giappone e si è già detto pronto a discuterne con lui. E il presidente assicura di avere nel mazzo almeno «tre o quattro alternative. L’importante – aggiunge Giani – è trovare una giusta mediazione fra le esigenze della comunità locale e la Difesa, non abbiamo nulla contro l’Arma e l’ipotesi di un insediamento destinato alle forze speciali, questo sia chiaro. Anzi, massimo rispetto per i carabinieri, rendono un servizio al Paese. I progetti dovranno essere approfonditi perché si parla di un'area protetta».
Certo, i segnali che arrivano dall’Arma sono più che distensivi. Il comando generale «ha intenzione, anche su indicazione del ministro della Difesa, di continuare a favorire un confronto con la popolazione e le comunità locali», scrivono i carabinieri. E pur ribadendo che «la struttura valorizza il territorio», l’Arma si dice «consapevole delle caratteristiche dell’area» e sensibile ai temi di sostenibilità, tanto che nel pomeriggio è il comandante provinciale, Giulio Duranti, a spiegare che a Coltano la base sarebbe a «basso impatto», terrebbe conto dei «criteri di bioarchitettura», sorgerebbero case di non più di tre piani, e che su 72,9 ettari disponibili, 28 rimarranno verdi, e dei restanti 45 solo 5 verrebbero coperti da edifici. Non solo. Da Roma, la Difesa fa sapere che ci sarà un incontro col sindaco leghista. Proprio ieri in consiglio comunale Conti non solo ha attaccato Guerini ma ha sconfessato anche la sottosegretaria Stefania Pucciarelli. «Indietro non si torna», aveva dichiarato lei al Corriere Fiorentino. «Una vicenda che mortifica le l’intera città di Pisa», ha rintuzzato lui. Lega contro Lega. Certo, per quanto si dicano disponibili a negoziare, non sarà così facile far recedere i carabinieri. Coltano non è l’unico progetto delle forze armate su Pisa. Ce n’è un altro, da oltre 40 milioni di euro, che punta a fare della città della Torre una “capitale” dei reparti speciali. Lo Stato Maggiore prevede di trasferire le unità, fra cui il Col Moschin, oggi di stanza alla caserma dell’Ardenza, vecchia e fatiscente, nel comprensorio militare Vitali, la base nata nell'ex area ricreativa di Camp Darby, alcuni anni fa restituita all'Italia e dove si è già trasferito il comando delle forze speciali dalla Gamerra. Ecco, insieme a Coltano – spiega una fonte qualificata del comando generale dell’Arma – un’intera area a cavallo di San Rossore «si trasformerebbe in un gigantesco polo dedicato all’addestramento dei reparti d’eccellenza della sicurezza nazionale. Un’eventuale alternativa non può non tener conto di questo nodo strategico».
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