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Piombino, il rigassificatore anti-Putin fa litigare Regione e sindaco

Manolo Morandini
Piombino, il rigassificatore anti-Putin fa litigare Regione e sindaco

Tutti tacciono sul progetto, Ferrari si arrabbia per gli effetti sul porto e Giani lo bacchetta: «All’incontro con Snam c’era anche lui, sia più costruttivo»

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PIOMBINO. C’è l’ipotesi. Anzi, qualcosa di più a stare alle parole del ministro della Transizione ecologica. Il rigassificatore che il governo conta di installare a Piombino per contribuire al progressivo affrancamento dalla fornitura di gas dalla Russia è di sicuro un caso politico. Tante le domande, pressoché nulli i dati a disposizione. Sul fronte è al lavoro Snam, ma a che punto sia la valutazione per cui ha avuto incarico dal governo non è dato sapere. Quel che è certo i tecnici della società nei giorni scorsi hanno condotto più di un sopralluogo sul fronte del porto. E acquisito dati e documenti negli uffici dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale.

Il rigassificatore galleggiante di media taglia, capace di lavorare 5 miliardi di metri cubi all’anno, dovrebbe trovare posto in porto. «L’accordo preliminare prevede che, siccome una di queste navi non può occupare un molo per 20 anni, perché il porto ci perde, sarà ospitata per un periodo limitato, tipicamente 1 o 2 anni, il tempo di completare un po’più a largo il punto di innesco e di attacco alla tubazione», sostiene il ministro Roberto Cingolani. E sono gli unici elementi di un progetto che non c’è, o che in città nessuno ha avuto modo di vedere. Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari rimette in fila quelle parole e da buon avvocato sottolinea un passaggio: «Lo ha detto Cingolani. I nostri timori di pregiudicare il faticoso percorso di diversificazione economica sono fondati». Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale Luciano Guerrieri è netto: «Non è accettabile quello che ha detto il ministro. Non ci sono accordi preliminari, ma una disponibilità a discutere con condizioni».

A strigliare il sindaco Ferrari è il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. «Ritengo che il rigassificatore possa essere anche un’opportunità e quindi, visto che Piombino ha vissuto in questi anni un oggettivo declino, con il declino delle Acciaierie, avrei delle espressioni più costruttive rispetto a quelle che ho avvertito sul territorio, in particolar modo dal sindaco». Secondo Giani le dichiarazioni del ministro sono nel solco di quanto illustrato dai tecnici Snam il 31 marzo. Al tavolo oltre a Giani siede il sindaco Ferrari. Ci sono anche il presidente dell’Autorità di sistema Guerrieri e il comandante del porto Poletti.

«Snam è venuta e le cose che ha detto Cingolani le ha dette una settimana fa alla presenza del sindaco, del presidente dell’Autorità portuale e del sottoscritto», sottolinea Giani. Che prosegue: «Più che fare affermazioni che magari accontentano qualche comitato del no, mi metterei più sul tavolo a ragionare e capire qual è il punto del porto. Ad esempio, mi ricordo che la nave della Costa che per problemi di pandemia fu ospitata per un mese e mezzo a Piombino fu collocata in una posizione in cui non dava fastidio». L’invito è ad «approfondire nel merito e poi naturalmente, se ci sono le condizioni positive, le rivolterei nel senso di chiedere al governo un patto per Piombino che preveda, oltre a un anno, un anno e mezzo di presenza della nave di rigassificazione, anche le bonifiche sull’ambiente, l’infrastruttura necessaria per arrivare direttamente al porto ovvero la strada 398, e le bonifiche che possano consentire anche un rilancio della siderurgia, magari con una compartecipazione, ponendolo sul demanio pubblico, per il forno elettrico».

La questione di fondo resta quella della sicurezza dell’impianto. Le interferenze con le attività in porto, con i traffici e le aziende che vi operano. A cominciare da Piombino Industrie Marittime che ha in concessione una delle banchine dove potrebbe attraccare la nave rigassificatore. L’azienda, in assenza di elementi certi, non commenta. L’attracco potrebbe cadere nei bacini ovest, dove è in corso il banchinamento. Ma sul punto la cortina della riservatezza è fittissima.

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