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Chi sostiene Casani? Primari e fedelissimi, ecco i supporter della manager Asl

Mario Neri
Chi sostiene Casani? Primari e fedelissimi, ecco i supporter della manager Asl

Confermata da Giani, la dg gode di molti sponsor interni. Sono andati via (quasi) tutti gli oppositori in corsia

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FIRENZE. Gli oppositori sono usciti di scena da tempo, non dirigono più i reparti chiave, le corsie di maggior peso specifico anche per la politica. I supporter, invece, sono tutti rimasti. Anzi, sono perfino aumentati. Insomma, se c’è una galassia che ha sussurrato il nome di Maria Letizia Casani alle orecchie di sindaci e consiglieri regionali e, attraverso di loro, a quelle di Eugenio Giani per chiederne la riconferma ai vertici dell’Asl Nord Ovest, è composta anche da primari, direttori di dipartimento e manager della sanità sulla Costa. Non una lista lunghissima, ma formata colonnelli col bisturi diventati negli anni fedelissimi. E con cui la direttrice generale dell’azienda sanitaria ha costruito un rapporto di fiducia e stima ormai consolidato.

Perché certo, la scelta di un direttore generale è una prerogativa del presidente della Regione, una nomina tecnica, ma Giani prima di decidere ha studiato umori e equilibri anche all’interno dell’Aslona.

L’armonia interna, la garanzia di una navigazione stabile sono state le bussole del governatore. E sebbene Casani nei due anni di pandemia abbia attraversato anche piccole tempeste, oltre ad aver ereditato una Asl con difficoltà croniche sulle performance, negli ultimi mesi sugli ospedali della Costa domina una bonaccia. Pensionamenti e uscite hanno liberato il terreno da insidie, critiche e dissapori che negli avevano aperto una crepa sulla sua nomina. Ha lasciato la cardiologia di Livorno Umberto Baldini ed è in pensione anche l’ex direttore della Nefrologia Roberto Bigazzi, non esattamente una “tifoseria”. La dg, alla guida della Asl da tre anni e ora tornata in sella per altri tre, ha assistito ad una "fuga" dei cervelli. Se n’è andato a Bologna il direttore del pronto soccorso di Livorno Alessio Bertini, e lo ha seguito nel capoluogo emiliano anche Donatella Pagliacci, fino a poco fa a capo della rete territoriale delle Valli Etrusche. A Bologna, è finito anche Lorenzo Roti, l’ex direttore sanitario andato a ricoprire lo stesso ruolo e di cui negli ultimi giorni erano tornati a sostenere la candidatura alcuni sindaci della Valle del Serchio con la mediazione del senatore dem Andrea Marcucci. Fuoriuscite generate, raccontano in molti, proprio dai dissidi con la lady di ferro della sanità toscana, che ora però si ritroverebbe a gestire uno scenario pacificato. Magari non con i sindacati degli infermieri (con la Cgil non c’è un idillio) ma certo con gli ospedalieri di Anaao e con alcuni professionisti di rango. A Livorno può contare sulla stima di Giovanni Bagnoni, capo della dermatologia, e di Maurizio De Maria, diventato primario dell’Urologia proprio sotto la sua gestione. Con lei c’è il capo di dipartimento di tutta la chirurgia dell’Asl, Andrea Carobbi. Nella città murata Casani ha certo un buon rapporto anche con Sauro Luchi, a capo delle Malattie infettive e vicino al sindaco Alessandro Tambellini. La dg è riuscita perfino a convincerlo a restare nonostante avesse già chiesto di poter andare in pensione, promuovendo un progetto di ricerca importante per l’infettivologo.

C’è poi tutta l’ala massese che ha sostenuto quasi in blocco la riconferma della dg. Non solo Alberto Conti, capo del pronto soccorso del nuovo ospedale all’ombra delle Apuane diventato direttore del dipartimento di emergenza urgenza sotto la gestione Casani, ma anche Enrico Isoppi, primario dell’area chirurgica e presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Carrara, si sono sempre espressi con favore sulla manager di Luni. Del resto, perfino il direttore dell’ospedale delle Apuane, Giuliano Biselli, è considerato uno dei dirigenti a lei più vicini.

I competitor? Roti, appunto, è a Bologna, anche se nella sanità toscana è considerato un cervello in fuga da riportare a casa, prima o poi. E una che poteva ambire a ricoprire il ruolo da dg al suo posto poteva essere Michela Maielli, la direttrice dell’ospedale di Lucca scelta però da Federico Gelli come suo braccio destro al dipartimento di sanità all’assessorato regionale, dove adesso si occupa della rete ospedaliera toscana. Certo, non che Casani abbia sopito l’opposizione e i mugugni. Insomma, non che sia riuscita a normalizzare i barbari: i dissidenti restano, magari sono anche figure di spicco, ma sono battitori liberi, senza padrini politici e correnti alle spalle. Chi ha pesato nella sua riconferma ha uno stetoscopio per auscultare anche la politica.

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