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Meteo, i motivi in un inverno anomalo e la speranza di un aprile "old style"

Claudia Adamo*
Il Po in secca nella zona di Reggio Emilia e l’Abetone sotto la neve
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Il Po in secca nella zona di Reggio Emilia e l’Abetone sotto la neve

L’esperta: le piogge di questo week-end non basteranno per rimediare alla grande siccità

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Dopo un lungo periodo secco e mite, in alcune zone anche più lungo di 100 giorni, una perturbazione sta investendo l’Italia, tutta l’Italia. E anche questa è una notizia perché, praticamente da oltre due mesi, nubi e piogge restavano sulle regioni centro-meridionali e in particolare sul versante adriatico. Ma cosa è successo? Perché stiamo aspettando così la pioggia? È stato un inverno anomalo in Italia: solamente tre eventi nevosi in pianura al Nord, pochissima neve sulle Alpi, poca pioggia su tutto il territorio, su alcune zone del nord-ovest. Siamo in condizione di siccità severa.

Non c’è equilibrio tra l’acqua che serve all’ecosistema e l’acqua che porta la pioggia; e nell’ecosistema ci siamo anche noi, la nostra agricoltura, le nostre attività.

Situazioni di prolungata siccità sono da inquadrarsi in un clima che è cambiato e che prefigura scenari non usuali in passato, con eventi estremi sempre più frequenti.

Se si guardano i dati dell’IRPI (Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR), l’anomalia di pioggia da dicembre a marzo riguarda tutta l’Italia, con picchi di meno 500 mm di pioggia (mezzo metro) rispetto al periodo di riferimento climatico.

Situazione particolarmente grave in Pianura Padana, con il Po e i suoi affluenti che registrano i valori di secca record degli ultimi 30 anni, ma anche in alcune zone della Liguria, della Calabria e della Sicilia. Siccità grave, peraltro, anche in zone meno “abituate” come la Toscana.

Perché questo inverno così anomalo? La posizione dell'anticiclone delle Azzorre, piuttosto orientale, ha causato una situazione di prolungata stabilità atmosferica da noi, allontanando le perturbazioni atlantiche, quelle ricche di vapor d’acqua e che portano tanta pioggia. Con il riscaldamento globale, il “comportamento della precipitazione” è cambiato; la quantità di pioggia che cade è sempre la stessa in media, ma la modalità con la quale questa pioggia viene scaricata dalle perturbazioni è molto diversa rispetto al passato.

Infatti, se la quantità di pioggia è rimasta invaiata, i giorni di pioggia sono diminuiti, anche molto in alcune zone; questo significa che quando ci troviamo di fronte a giornate di pioggia, gli eventi sono assai più intensi fino addirittura a divenire eventi estremi.

Quando una pioggia molto intensa cade insistentemente su un territorio secco e arido, quasi desertificato, questo è incapace di immagazzinarla perché diventa come asfalto, e l’acqua non riesce a penetrare e ad arrivare negli strati più profondi del terreno dove verrebbe conservata molto a lungo, invece scorre via.

A ciò si aggiunge, la mancanza di abbondanti precipitazioni nevose in montagna che si registra sempre più frequentemente in questa epoca di cambiamento climatico; il risultato è che il nostro serbatoio di acqua naturale va sempre spesso più spesso in riserva.

Ora, finalmente un vortice è riuscito ad entrare sul Mediterraneo portando quelle piogge tanto attese ed anche forti venti con raffiche più intense sulle regioni che affacciano sul Mar Tirreno, -con valori, in alcune zone, ben oltre 100 chilometri all’ora -. Al nord si avranno anche nevicate, prima sui monti poi a quote via via più basse, a causa del calo delle temperature previsto. Stessa cosa sull’Appennino.

La situazione di tempo perturbato, su Liguria, Toscana e Lazio si protrarrà almeno fino a domani con piogge e temporali sparsi, in graduale attenuazione a partire dal tardo pomeriggio. Da domenica iniziale variabilità con schiarite via via più ampie.

Insomma, entro il weekend questo vortice e questa perturbazione passeranno e non avranno portato abbastanza pioggia per mettere in pari quel bilancio così negativo registrato dall’inverno 2021-22.

Saremo ancora un territorio assetato, che deve confidare in una Primavera old style (con precipitazioni moderate e la pioggia assorbita dai terreni), e soprattutto in politiche di adattamento e mitigazione al cambiamento climatico.

*Fisica dell'Atmosfera Responsabile Rai Meteo

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