Finanza
L'assessore Ciuoffo: «Così il Pnrr è a rischio»
Ciuoffo: i tariffari vanno aggiornati ogni 4 o 6 mesi
FIRENZE. Una situazione complessa da gestire rapidamente. Pena non realizzare le opere che ci faranno cogliere le opportunità di sviluppo del Pnrr. Lo dice Stefano Ciuoffo, ingegnere e assessore regionale ad appalti e attività contrattuale.
Assessore, perché ci troviamo in questa situazione?
«Veniamo da 10-15 anni di stabilità dei prezzi e con il codice degli appalti rinnovato non è stato tenuto di conto dell’ipotesi di aumenti dei prezzi. È stato reintrodotto ora il principio della revisione che era stato addirittura tolto ma permangono alcune criticità come l’alea contrattuale, una percentuale entro cui il rischio rimane a carico dell’impresa. Inoltre l’incremento dei prezzi è accompagnato dalla difficoltà di reperire i materiali e slittano i tempi di consegna».
Questo cosa comporta per le imprese?
«I contratti hanno penali che finiscono sulle imprese perché non sono più strutturati per le emergenze: 40 anni fa i contratti prevedevano il rischio guerra. Serve un adeguamento della disciplina alla realtà che viviamo, garantire più flessibilità».
In quale modo?
«Le opere pubbliche sono progettate sulla base di prezzari regionali che escono una volta all’anno ma ora rischiano di diventare subito carta straccia».
Con quali conseguenze per i territori?
«Quelle di non realizzare le opere previste per il Pnrr perché progettate con stime che non tengono conto dell’incremento dei costi».
Cosa accadrà?
«Faremo meno cose. Un’opera pubblica che un anno fa costava 10 milioni, ora ne costa 14. Se tu ne hai finanziati 10 finché non trovi gli altri 4 non fai l’opera. Non solo, dovresti avere anche la cautela di avere le risorse necessarie per sostenere ulteriori incrementi di costi in corso di esecuzione».
Perdiamo opportunità straordinarie di sviluppo. Uno scenario da incubo.
«Abbiamo lavorato con la svalutazione del 20% all’anno e siamo sopravvissuti. Le risposte devono essere pronte e adeguate alla fase contingente. Questa è la soluzione».
E la Regione cosa può fare?
«Poco. Ho aspettato a far uscire il prezzario regionale perché si ipotizzava un riabbassamento della curva da ottobre in poi. Ora è ripartita la crescita dei prezzi. Il prossimo prezzario esce nel 2023 almeno che - con un provvedimento di legge nazionale - si dica che i prezzari debbano diventare semestrali o quadrimestrali. Oppure si torni al bollettino redatto degli ingegneri, come una volta. Ma non tutte le regioni li hanno».
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