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Scaffali vuoti, file e prodotti razionati: in Italia è psicosi da guerra. Draghi: «Il futuro preoccupa, prepariamoci»
Il governo studia manovre per ridurre il costo della benzina e dell'energia; in Bulgaria un uomo è morto aspettando di acquistare l'olio fuori da un supermercato
FIRENZE. Il carburante alle stelle, prezzi mai visti, con i benzinai che pronosticano una spirale di aumenti. E nei supermercati c’è già chi, come Unicoop e Esselunga, organizza razionamenti dei prodotti introvabili, decimati dalla crisi ucraina. E non lontano dall'Italia c'è chi - in fila, in attesa di acquistare l'olio - ci è addiritturta morto. Come se non bastasse, poi, pare debba crescere ancora il costo dell’energia. Un quadro che venerdì 11 marzo ha convinto il premier Mario Draghi a usare parole di crudo realismo. L’Europa e l’Italia, ha detto uscendo dal vertice dei capi di Stato e di governo della Ue riuniti a Versailles, non sono in una fase di «economia di guerra», ma il «futuro preoccupa» e «bisogna prepararsi», soprattutto se il conflitto dovesse continuare a lungo. Non un caso che proprio venerdì 11 marzo Palazzo Chigi abbia annunciato un nuovo piano anti-crisi con misure utili a tagliare i prezzi dei carburanti e ad ampliare la platea del bonus sociale per ridurre le bollette di luce e gas.
Un piano che guarda alle imprese ma anche alle famiglie, sempre più in difficoltà ed è legato a doppio filo alle scelte europee: i ministri hanno avuto il mandato di preparare le proposte per la metà della prossima settimana, e non si esclude che un primo pacchetto di misure possa arrivare in Consiglio dei ministri già mercoledì 16 o giovedì 17 marzo. I fondi a disposizione determineranno il perimetro dei sostegni alle famiglie, perché se aumentare il tetto Isee del bonus sociale potrebbe avere costi contenuti, mettere in campo una sterilizzazione dell’Iva o una riduzione, anche temporanea, delle accise su benzina e gasolio ha invece bisogno di coperture ingenti. Certo, il governo non può restare immobile. I segnali d’allarme che arrivano dalla società sono inequivocabili. Come quelli che hanno appena costretto molte catene di supermercati a razionare alcuni alimenti.
Unicoop Firenze proprio ha annunciato di aver razionato l’acquisto di quattro prodotti: olio di semi e olio di girasole, farina e zucchero negli ultimi giorni erano stati presi d’assalto da «accaparramenti selvaggi». Associazioni, ristoratori, grossisti arrivavano nei supermercati facendo incetta di confezioni. Così da sabato 12 marzo nei supermercati Coop ogni persona può comprare al massimo 4 pezzi per ognuno di questi prodotti. «Olio e farina sono prodotti molto legati al mercato ucraino, dell’Est Europa o russo – spiegano dalla catena – e cominciano a scarseggiare. Per ora non c’è carenza di scorte su altri fronti, ma potrebbe cominciare. E non sappiamo se dovremo estendere il contingentamento sulle vendite anche ad altri alimenti».
Una corsa a rifornimenti è stata notata anche nei punti vendita Esselunga. «Ma per ora – spiegano dalla catena – il razionamento è previsto solo per l’olio di girasole. Ogni cliente può acquistarne due o tre bottiglie. Non abbiamo problemi su altro». Anche Conad per ora dice di non avere problemi sugli scaffali. «Ma certo notiamo una corsa ad accaparrarsi prodotti di base come pasta e pomodori pelati – spiegano da Esselunga – In parte si può spiegare con la paura di un’economia di guerra, ma gran parte del fenomeno è dovuta all’ondata di solidarietà. Moltissime persone comprano questi prodotti per affidarli alle associazioni che organizzano spedizioni umanitarie verso l’Ucraina». Intanto, da Carrara arrivano le immagini degli scaffali vuoti. La psicosi da guerra si sta espandendo pericolosamente anche in Italia. E quindi anche in Toscana.
MORTO IN FILA PER ACQUISTARE L'OLIO
Nella città bulgara di Burgas, sul Mar Nero, un uomo di 77 anni è morto sabato 12 marzo mentre attendeva in una lunghissima fila di acquistare olio di semi, un prodotto molto popolare del quale nel paese balcanico si registra crescente penuria, unitamente ad altri generi di prima necessità. Ciò a causa delle generali perturbazioni sui mercati e alle sanzioni legate al conflitto armato in Ucraina.
Nel darne notizia, i media locali riferiscono che l'anziano acquirente era appena arrivato all'ingresso del negozio dopo aver atteso a lungo in una fila colossale di 600 metri, quando si è accasciato al suolo ed è morto. I medici prontamente accorsi con una ambulanza non hanno potuto fare nulla per rianimarlo.
Negli ultimi giorni, a causa del forte e continuo aumento dei prezzi dei generi di prima necessità, in molte città della Bulgaria, compresa la capitale Sofia, si registrano fenomeni di accaparramento, con negozi e supermercati assediati da folle di acquirenti che attendono in fila per ore. In molti casi sono state imposte limitazioni negli acquisti di particolari prodotti, a cominciare dall'olio di semi, molto popolare e richiesto. A rincarare sono stati anche i carburanti, con crescente malcontento della popolazione.
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