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Firenze, reati fiscali: rinviate a giudizio 42 persone. Col sistema "apri e chiudi" non pagavano le tasse
Tra i destinatari della richiesta di rinvio a giudizio, numerosi imprenditori cinesi, titolari di fatto di oltre 80 aziende operanti nel settore della produzioni di articoli di pelletteria
FIRENZE. La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per 42 persone, tra cui cinque professionisti di uno studio associato con sede a Sesto Fiorentino, nell'ambito di un'inchiesta su reati fiscali e tributari, coordinata dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal sostituto Fabio Di Vizio, che lo scorso luglio aveva portato a 29 arresti. L'udienza preliminare davanti al gup Angela Fantechi inizierà il 23 maggio prossimo.
Tra i destinatari della richiesta di rinvio a giudizio, numerosi imprenditori cinesi, titolari di fatto di oltre 80 aziende operanti nel settore della produzioni di articoli di pelletteria che, attraverso il cosiddetto meccanismo "apri e chiudi", si sottraevano sistematicamente al pagamento delle imposte. Grazie alla complicità dei professionisti dello studio di Sesto, le ditte individuali finite al centro dell'inchiesta adempivano solo formalmente agli obblighi dichiarativi sia fiscali che contributivi, maturando consistenti debiti verso l'erario che poi non saldavano, e avevano un ciclo di vita molto breve, in media tre anni, in modo da eludere il sistema dei controlli.
Lo scorso gennaio la procura fiorentina ha chiuso un secondo filone delle indagini, in cui risultano indagati altri 48 imprenditori cinesi accusati di aver sottratto denaro al fisco.
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