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Parco a Italo Balbo, cittadinanza a Segre: ma alla senatrice lo scambio non piace. Il caso a Orbetello
Nessun compromesso in cambio dell’intitolazione al gerarca. Il figlio: «Già respinte proposte analoghe a Napoli e Verona»
ORBETELLO. Il problema non è la cittadinanza onoraria. Ma il fatto che sia una sorta di “risarcimento”. Che a lei, la senatrice a vita Liliana Segre, proprio non va giù. Come spiega il figlio, Luciano Belli Paci, il conferimento della cittadinanza onoraria a sua madre, simbolo della Shoah, non può – e non deve – «controbilanciare» l’intitolazione del parco dell’ex Idroscalo di Orbetello (Grosseto), da dove presero il via le Trasvolate Atlantiche, a “Italo Balbo aviatore”. Perché Balbo, oltre a essere un aviatore, fu anche un gerarca fascista e uno dei quadrumviri della marcia su Roma. Una vicenda che spacca la politica locale. Ma non solo. Ha dato origine a un’interrogazione promossa dall’onorevole Luca Sani (Pd) che è stata discussa due giorni fa in commissione affari legislativi. La proposta di intitolare il parco dell’ex Idroscalo è partita dalla maggioranza consiliare di Orbetello guidata dal sindaco Andrea Casamenti e sarà discussa nel consiglio comunale della prossima settimana. Tutto poi passerà nelle mani della prefetta di Grosseto, Paola Berardino, a cui è rimessa la decisione finale.
Ieri, in riva alla laguna di Orbetello, però, si sono fatte insistenti le voci di una lettera che Segre avrebbe scritto al primo cittadino in cui avrebbe annunciato di non poter accettare un’eventuale cittadinanza onoraria vista la volontà di intitolare un parco al gerarca fasciata. Una lettera che però è diventata un giallo visto che è stata smentita dallo stesso sindaco che ne sarebbe stato il destinatario. Che Segre non voglia strumentalizzazioni sul suo nome è chiaro anche perché di cittadinanze, proprio per questo motivo, ne ha già rifiutate due: una a Napoli e l’altra a Verona. Orbetello potrebbe essere il terzo caso. Lo spiega suo figlio, Luciano Belli Paci (la senatrice a vita è irraggiungibile telefonicamente). «A mia madre – dice Belli Paci – sono state conferite circa 350 cittadinanze onorarie in questi anni, e non ha mai creato ostacoli, anzi. Ma solo in due casi ha rifiutato l’onorificenza. E sono stati tutti e due casi in cui le è risultato evidente un problema di strumentalizzazione. O comunque una commistione tra il suo nome e altri legati a simboli e ideologie fasciste che rischiavano di essere accostati».
«In ogni caso – conclude il figlio della senatrice a vita – se due iniziative di segno opposto dovessero viaggiare in parallelo (sua madre Liliana Segre e Italo Balbo) e se dovesse presentarsi un rischio di “controbilanciamento” tra il conferimento della cittadinanza onoraria a mia madre e scelte di segno diverso, lei sarebbe costretta a non accettare la cittadinanza, come già avvenuto in situazioni precedenti a Napoli e Verona». E anche a Orbetello – precisa il figlio – se dovesse capitare questa “concomitanza” varrebbe lo stesso principio. E riguardo alla lettera che Liliana Segre avrebbe spedito al sindaco Andrea Casamenti, Luciano Belli Paci non conferma, per la riservatezza della questione. Per il momento, però, la proposta di conferire la cittadinanza a Segre è congelata. I promotori dell’iniziativa, il gruppo consiliare di minoranza di “Alternativa Orbetello”, non hanno formalizzato la richiesta proprio per evitare che la discussione sull’intitolazione a Balbo e la decisione sulla cittadinanza avvenissero durante lo stesso consiglio comunale.
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