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Iryna e Halyna, dalle bombe a Certaldo con i figli: «Siamo fuggite a piedi, i nostri mariti sono rimasti a combattere»
«Eravamo indecise se partire subito oppure attendere. Ma dopo qualche ora abbiamo scelto di fuggire», spiegano le due donne. «I nostri mariti invece – raccontano – sono rimasti per resistere a un’invasione. Non avrebbero mai pensato di prendere un’arma in mano...»
CERTALDO. Hanno camminato a piedi per otto chilometri con i loro bambini pregando continuamente e con tanta paura addosso. Poi dalla Romania sono arrivate in Toscana e infine a Certaldo dove un amico le ha accolte in un appartamento. Iryna e Halyna, due sorelle, con i loro tre figli piccoli sono fuggite dall’orrore della guerra in Ucraina dove invece i loro mariti sono rimasti a combattere.
C’erano anche queste due giovani madri, nella sera di lunedì 28 febbraio, in piazza Boccaccio a Certaldo a manifestare a favore del popolo ucraino e contro la guerra. Mai probabilmente avrebbero immaginato di vedere una piazza con bandiere della pace, striscioni e palloncini per la loro terra invasa dalla Russia.
Adesso le due sorelle sono al sicuro a Certaldo e stanno cercando di ambientarsi assieme ai loro figli. Lontano dalle bombe, dalle paure, ma allo stesso tempo in un’altra casa, con il terrore di non rivedere i loro compagni, impegnati in una guerra. Iryna, 32 anni, e Halyna, 34 anni, sono questi i nomi delle due donne che erano in piazza. Al loro fianco la madre dell’amico che le sta ospitando. Sono scappate dal paese di Ivano-Frankivsk, vicino a Kiev, dove sotto attacco è finito subito, dal primo giorno del conflitto, un capannone militare. «Eravamo indecise se partire subito oppure attendere. Ma dopo qualche ora abbiamo scelto di fuggire», spiegano le due donne. «I nostri mariti invece – raccontano – sono rimasti per resistere a un’invasione. Non avrebbero mai pensato di prendere un’arma in mano...».
Le giovani madri riescono a pronunciare qualche parola in inglese, sanno qualche parola d’italiano ma nelle loro voci si sente tanta commozione. I sentori di un possibile pericolo giravano già da tempo e una delle due sorelle, Halyna, già nello scorso novembre, era stata in Italia, a trovare quell’amico che adesso le sta aiutando. «Non avremmo mai creduto di poter affrontare un simile viaggio e una tale avventura – spiega –. Abbiamo camminato più di 8 chilometri a piedi e ci siamo trovati di fronte al confine con la Romania. Siamo arrivate attraverso un corridoio umanitario ben organizzato e vogliamo ringraziare quella popolazione perché il loro supporto e aiuto, così come quello italiano, è stato determinante».
Mentre la piazza ascolta tutti gli interventi delle istituzioni e dei cittadini ucraini, i bambini delle due donne si divertono e sorridono. Tengono in mano le bandiere dell’Ucraina quasi per mostrare alle altre persone qual è la loro terra d’origine, che, per adesso, sono stati costretti ad abbandonare.
A sostegno delle due sorelle anche un’altra connazionale che vive a Certaldo da 11 anni, Oksana Shykh, 44enne casalinga: «L’Ucraina non si arrenderà, abbiamo la forza, la grinta, il cuore per difenderci e respingere questo vile assalto. Dobbiamo aiutare il nostro popolo con le preghiere e la vicinanza che ha espresso questa piazza aiuterà anche Iryna e Halyna. Gloria all’Ucraina, gloria agli eroi».
Nella piazza c’erano decine di associazioni, istituzioni, autorità, almeno 400 persone, con tanti striscioni. Protagonisti sono stati gli studenti delle scuole elementari e medie. In cielo poi sono stati liberati tanti palloncini in segno di speranza e fiducia, consapevoli che solo la diplomazia e l’interruzione immediata delle ostilità potrà portare a un nuovo percorso di pace. La manifestazione si è chiusa con un lungo applauso e tanta commozione da parte di tutti.
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