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Che effetto avranno le sanzioni? L'economista: «Il contraccolpo ci sarà, ma non per il nostro export»

Alessandro Formichella
Che effetto avranno le sanzioni? L'economista: «Il contraccolpo ci sarà, ma non per il nostro export»

Mauro Sylos Labini, professore all'Università di Pisa, risponde a cinque domande chiave sulle possibili conseguenze economica della guerra in Ucraina

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Mauro Sylos Labini è professore ordinario di politica economica al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, oltre che prorettore per le politiche di bilancio dello stesso Ateneo. A lui chiediamo quali sono le conseguenze economiche della guerra in Ucraina.

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1) A proposito di azioni contro la Russia, cosa significa in termini concreti il blocco del sistema Swift?

«La piattaforma Swift consente a ogni banca di verificare l’identità della banca estera da cui riceve o a cui invia pagamenti. Estromettere le banche russe significherebbe rendere molto costoso fare affari con i loro clienti. Esportatori e importatori russi dovrebbero quindi trovare soluzioni alternative, più costose e meno sicure. L’impatto sull’economia russa, che dipende molto dall’esportazione di risorse naturali, sarebbe enorme. Ma ci sarebbero anche costi per i Paesi che da queste risorse dipendono e che farebbero fatica ad acquistarle».

2) La Russia è un Paese fragile o no?

«La Russia è fragile dal punto di vista economico perché la sua ricchezza dipende quasi esclusivamente dall’esportazione di materie prime. La Russia è, invece, molto forte dal punto di vista militare e questa forza sembra legata a doppio filo con il potere interno di Putin. Se le sanzioni verso la Russia fossero davvero “globali”, avrebbero maggiori probabilità di successo. Sappiamo che è difficile che sia così. Anche nel caso del conflitto con l’Ucraina, ci sono potenze che si sono defilate dalle sanzioni, ma nel medio-lungo periodo, se fatto seriamente, il pacchetto delle sanzioni potrebbe avere effetti pesanti sulla Russia e sul consenso interno di Vladimir Putin. La scommessa mi sembra questa».

3) Dal punto di vista economico, quali sono gli obiettivi di Putin?

«Comprendere i veri obiettivi di Putin sarebbe utile sia dal punto di vista diplomatico e militare più che sotto il profilo economico. Ma non è così allo stato attuale. Tutto dipenderà da cosa accadrà nei prossimi giorni e da quanto durerà il conflitto. Se il conflitto durerà a lungo, anche il peso economico sarà ovviamente maggiore».

4) Moda italiana ed export verso la Russia: quali danni si ripercuotono sulle aziende italiane?

«Cerchiamo di essere chiari. L’export dell’Italia verso la Russia rappresenta lo 0,4% del nostro prodotto interno lordo (Pil) e il cosiddetto lusso è una sua frazione. Se di fronte all’invasione militare di un Paese che si trova in Europa, ci facciamo condizionare da meno dello 0,4 del Pil, come ha affermato qualche giorno fa il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano, adottare sanzioni serie diventa difficile. Diversa è invece la questione energetica. Dal gas russo dipendiamo e, come ha detto il presidente del consiglio Draghi, le sanzioni devono essere ferme, ma anche sostenibili. Le sanzioni, se serie e fatte da tutti i Paesi, possono ottenere risultati, ma hanno sempre un costo».

5) Quale contraccolpo avranno le sanzioni sulla nostra economia?

«È possibile che il contraccolpo ci sia. Le sanzioni del 2014 alla Russia sono costate circa 0,2 punti di Pil italiano. Quelle di cui parliamo oggi sono più consistenti e quindi è probabile che costino di più. Ma la libertà non ha prezzo e in questo momento aver dato l’impressione di essere tra i Paesi dell’Unione europea maggiormente contrari è stato un grave errore». 

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