Il dolore
Morte di David Rossi: il pm Marini: "Sul suo computer 35 link sui suicidi"
All'epoca dei fatti, fu tra i pm che indagarono sulla morte del manager senese, ex capo della comunicazione di Mps: "Nessun dubbio che fosse suicidio"
Il pensiero del suicidio non sarebbe stato nuovo per David Rossi, ex capo della comunicazione di Mps deceduto il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio. È quello che emergerebbe dalle parole dell'audizione di Nicola Marini, procuratore della Repubblica facente funzioni presso il Tribunale di Siena, davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta. Nicola Marini, all'epoca dei fatti, fu tra i pm che indagarono sulla morte del manager senese. Secondo la sua testimonianza "sul suo pc ha cercato 35 volte la parola suicidio". E ha aggiunto: "Ricordo una impronta di scarpa sul davanzale della finestra mi pare che ci sia una fotografia. Sulla finestra ci sono dei segni che secondo me sono di una impronta di una scarpa. È una mia verifica, poi una consulenza successiva ha dimostrato come Rossi uscito dalla finestra. Produrrò la fotografia, questo è il ricordo che ho"
"Questo procedimento per ben due volte stato valutato dal gip. Il gip giunto a una conclusione per ben due volte e cioè che il fatto non sussiste rispetto all'ipotesi di istigazione al suicidio", ha detto Marini.
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AGLIECO NON C'ERA
Marini si è soffermato a lungo sulle dichiarazioni dell’ex comandante dei carabinieri, Pasquale Aglieco. "Dai miei ricordi il colonnnello Aglieco non era nell'ufficio di David Rossi durante il sopralluogo la sera della morte. Marini ha detto di essere rimasto "meravigliato" dall'audizione di Aglieco, precisando che non fu il colonnello ad avvisarlo della morte di Rossi ma Nastasi, e Aglieco non lo accompagnò fino al piano dell'ufficio di Rossi: lo trovò davanti che discuteva con un vice questore per la competenza a svolgere le indagini da lui poi assegnata alla polizia. Marini ha ricordato di non aver mai avuto "grande confidenza col colonnello Aglieco, ci davamo del lei. A me è sempre sembrato un bravo ufficiale, una persona pratica nelle sue cose. Meravigliato della sua audizione, non capisco perch. Anche perch nel mio ricordo non c'era. Se poi come dice lei - ha aggiunto riferendosi al presidente della commissione parlamentare - stesse sull'uscio... ma perché stare 20 minuti sull'uscio? Può darsi, per se mi domandate se c'era Aglieco. Non c'era".
I BIGLIETTINI
I bigliettini di addio di David Rossi "furono messi sul tavolo, dispiegati e ne leggemmo il contenuto", ha continuato Marini. "Fui richiamato dal luogotenente Cardiello che mi fece notare che all'interno del cestino dell'ufficio di Rossi c'erano dei bigliettini accartocciati. Gli dissi di prenderli", ha aggiunto il pm. Cardiello li mise, su suo ordine, sul tavolo: "Rappresentano le ultime volontà - ha ricordato Marini sul contenuto - abbiamo una situazione lineare nella stanza, non rimaneva che andare a vedere il cadavere per chiudere il cerchio".
"I bigliettini furono poi messi non mi ricordo da chi, a tutela, in un libro, per rimanere chiusi e garantire che non fossero dispersi e quel libro rimase nella stanza. Sempre mentre eravamo nell'ufficio di Rossi per il sopralluogo suon il suo telefono piuttosto a lungo. Tutti notammo che era la Santanché, il mio collega disse il suo nome a voce alta. Nessuno rispose e smise di squillare" ha concluso Marini.
LE RICERCHE SUL PC
"Analizzando le url visitate da Rossi si scopre che nell'ultimo periodo sul computer di Rossi vengono trovati 35 corrispondenze relative alla parola suicidi", questa l'affermazione di Marini sui dubbi dei motivi del decesso. Marini parla anche in base agli approfondimenti fatti nel 2019 sul computer fisso di David Rossi svolti dalla polizia postale di Genova.
"Viene fatta una scrematura da parte della polizia postale relativamente alle date 1 marzo, 6 marzo ristretta alle parole soldi, crisi, suicidio - ha detto ancora Marini -. Uno degli ultimi dati che stava leggendo Rossi e messo nella posta eliminata del 6 marzo 2013 alle ore 16.39 e riguardava un dato molto importante: la circostanza che otto suicidi al mese avvengono per ragioni economiche. Questo è un dato che stava leggendo David Rossi. Più chiara di me potrà essere la Polizia postale. Noi nell'informativa ne abbiamo un numero elevato".
"Quelle che vengono annotate non sono delle ricerche di Rossi a tema suicidio ma sono e-mail ricevute che segnalano articoli a raffica? Sono comunicazioni che arrivano in automatico?", hanno chiesto i commissari. "Lei mi sta dicendo che David Rossi riceve mail a tema suicidio e la cestina, qual la relazione?", ha chiesto ancora l'onorevole Migliorino. "Questo lo dirà la Polizia postale", ha risposto Marini.
L'INDAGINE PER SUICIDIO
"Se ci fosse stato un solo elemento concreto al quale agganciare un'ipotesi da investigare diversa da quella suicidaria lo avremmo fatto. Non c'era motivo di non farlo - ha detto Marini - Il terrore di aver fatto delle cavolate, le dichiarazioni fatte dalla famiglia, la mail del 4 marzo, il medico legale che ci dà indicazioni ben chiare su un gesto auto soppressivo, nessuna voce contraria da parte della parte offesa. Se voi leggete tutti gli atti, vi rendete conto che non c'è un'informativa, una dichiarazione, un'ipotesi rappresentata che sia dissonante da un'ipotesi diversa dal suicidio. Su questo procedimento non ho mai smesso di essere certo delle mie convinzioni ma non ho mai cercato una via diversa da quella giudiziaria per poter reagire. E questa la cosa pi strana, dovermi difendere da una cosa che ho ben motivato e che stata motivata da ben due gip", ha concluso Marini
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