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Crisi in Ucraina: ecco passo per passo come si arriva alle tensioni di oggi

Andrea Giannotti
Crisi in Ucraina: ecco passo per passo come si arriva alle tensioni di oggi

La storia parte oltre un secolo fa, quando lo stato ha avuto la sua prima parziale indipendenza dalla Russia insieme alla Finlandia e alle repubbliche baltiche

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Attraverso il contributo di Andrea Giannotti, ricercatore in Storia delle relazioni internazionali del Dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Pisa. Ripercorriamo la storia dell'Ucraina e le ragioni della crisi internazionale di questi gioni.


MOSCA. Le ragioni delle tensioni che stanno attraversando l'Ucraina e che vedono coinvolti Russia, usa, nato e Europa vanno ricercate indietro nel tempo. Si parla di circa un secolo fa: è infatti nel 1918 che l'Ucraina ha avuto la prima parziale indipendenza insieme alla repubbliche baltiche e alla Finlandia. Quando si parla dell'Ucraina bisogna innanzitutto tenere conto che si tratta di una grande potenza agricola collocata strategicamente: produce grandi quantità di cereali, olio di girasole e barbabietole

Nel 1922 l’Ucraina entrò a far parte dell’URSS come repubblica socialista. Nel 1954, per celebrare "i 300 anni di amicizia tra Ucraina e Russia" (fatti coincidere con la pace di Perejaslav), il leader sovietico Khruscev decise di trasferire amministrativamente la Crimea dalla Repubblica federativa sovietica russa alla Repubblica sovietica ucraina. La Crimea è un territorio strategico sul piano industriale in cui si trovano dal Settecento le basi della flotta russa del Mar Nero. Oltre a ciò in Ucraina erano presenti installazioni militari e industriali, nonché arsenali nucleari sovietici.  
 
Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, nel 1991, l’Ucraina diventa uno Stato indipendente e democratico, ove accanto agli ucraini vivono circa 10 milioni di cittadini russi, per lo più concentrati nelle regioni centro-orientali e meridionali. In forza di un trattato con Mosca le armi nucleari sono state trasferite in territorio russo e importanti infrastrutture navali in Crimea concesse in affitto alla Federazione Russa. 
 
Nel 2004 emergono le spinte nazionaliste critiche verso le leadership politiche che venivano ritenute responsabili dello stato dell'economia ucraina: si parla di un basso livello delle condizioni di vita. Iniziano così forti spinte per un allontanamento dalla Russia.
 
L'Ucraina è dunque divisa in due anime: la componente più legata alla tradizione slava-orientale (russa) e quella più rivolta verso l’occidente e all’Europa che voleva seguire l’esempio di Polonia, Romania e Bulgaria entrate nell’UE e nella Nato a guida Usa. 
 
Dal 2004 al 2007 c’è stata poi la crisi del gas. Fintanto che l’Ucraina ha mantenuto un “rapporto speciale” con la Russia, il gas vendeva venduto con le stesse regole e con i prezzi fissati per il mercato interno, questo cambia nel momento in cui l'Ucraina si avvicina all'occidente. La Russia ha progressivamente innalzato i prezzi per Kiev, che appunto aveva beneficiato di prezzi inferiori a quelli di mercato.
 
Negli anni a seguire si sono intensificate le richieste ucraine verso l'Unione europea per avviare il cammino di integrazione. 
 
Il 2014 segna la svolta. Una rivolta con forte carattere nazionalista, scandendo slogan filo-occidentali, a seguito di duri scontri con le forze di sicurezza, porta alla caduta del presidente filo-russo Janukovic, rovesciato e costretto a riparare in Russia.
 
Le tensioni sono state più forti in Crimea, dove la maggioranza della popolazione (russa o russofona), non intendeva accettare il nuovo corso antirusso e che alla fine si è conclusa con un referendum, svoltosi sotto la tutela di militari russi, ed espressosi a grande maggioranza per l'ingresso della penisola nella Federazione Russa, che per questo è colpita da sanzioni europee ed americane. 
 
Lo stesso anno l’Ucraina sigla un accordo di libero scambio con l’Ue.
 
A Kiev seguono dei governi marcatamente anti-russi con aperte richieste di affiliazione alla NATO e all'UE. Ne seguono un’escalation di sanzioni incrociate tra Occidente e Mosca. Numerosi tentativi nel tra il 2016 e il 2018 per triangolare accordi Ue-Ucraina e Russia.
 
Cosa è successo negli ultimi tre mesi per creare tante tensioni sul piano internazionale? Complici le insistenti minacce di operazioni militari ucraine nelle regioni orientali, è cresciuto il timore di un imminente dislocamento di forze Nato in Ucraina  a cui è seguita la volontà della Russia di esercitare pressioni su Kiev e lanciare un segnale di forza.
 
Mosca ha proceduto ad ammassare truppe sui confini ucraini, compreso un contingente schierato in Bielorussia, con cui sono state avviate imponenti esercitazioni militari.
 
Il risultato è stata un’escalation di tensioni: gli Stati Uniti hanno fatto pressione per aumentare le forze Nato in Europa orientale (non ancora sul territorio ucraino) e la Russia ha chiarito di essere pronta a fare tutto il necessario per impedire quella che giudica una minaccia inaccettabile (forze nato sui suoi confini).

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