Sicurezza
Bancarotta del Centro ippico toscano, chiesto il processo per 18: ci sono nomi eccellenti
Si tratta di esponenti dell'imprenditoria e della nobiltà fiorentina
FIRENZE. La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per 18 persone nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta fraudolenta relativa al fallimento del Centro ippico toscano e della consorella Società toscana per il cavallo da Sella, enti ai cui vertici figuravano esponenti dell'imprenditoria e della nobiltà cittadine.
In merito al fallimento del Centro Ippico Toscano, che si configura come associazione sportiva dilettantistica (Asd), i pm contestano, tra l'altro, la distrazione di diversi beni, tra cui lo stesso parco cavalli. Nel 2018 secondo l'accusa formulata dal pm Christine Von Borries titolare dell'inchiesta, il valore dei cavalli venne indicato inizialmente in 418.335 euro ma il saldo finale venne chiuso a soli 51.835 euro.
Tra coloro per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio figurano anche esponenti cittadini di rilievo, Oliviero Fani, Margherita Giannini, Albiera Antinori, Piero Angeletti, Ferruccio Ferragamo, Guido Francesco Poccianti, Stefano Rosselli del Turco, Guido Navarrini, Giuseppe Urso, Romolo Scarsella, Massimo Berni, Carlo Comparini, Bruna Fanciullo, Enrico Poli, Guo Shenz Zheng, Marco Papucci, Alessandro Burberi e Maurizio Lazzarini. Parte degli indagati lo sono in quanto componenti dei cda che si sono seguiti o sindaci revisori.
Udienza preliminare aggiornata al 31 maggio 2022.
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