Il Tirreno

Toscana

LA STORIA

Colpito da un arresto cardiaco a 16 anni, cavaliere torna in scuderia dopo tre settimane: il racconto del padre

Danilo Fastelli
Michele Scotto durante una gara
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Michele Scotto durante una gara

Il 7 gennaio Michele si è accasciato e ha rischiato di morire. Salvato da una serie di coincidenze, ma anche dalla professionalità dei medici e degli infermieri che si sono occupati di lui. Il ragazzo li ringrazia tutti con un video

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AREZZO. Sabato 29 gennaio Michele è tornato dai suoi cavalli, la grande passione della sua giovane vita. Su cui il 7 gennaio è piombato un buio improvviso e ancora inspiegabile. Il suo cuore sedicenne si è fermato durante l'allenamento col suo istruttore, all'Equestrian center di San Zeno ad Arezzo. Una manciata di istanti interminabili, in bilico tra la vita e la morte. Un arresto cardiaco a 16 anni. Michele si ritrova sul selciato, all'improvviso, cianotico. La sua vita è appesa a una serie di coincidenze che si rivelano capaci di salvargliela. Insieme alla professionalità dei medici che la famiglia vuole ringraziare uno per uno.

A ripercorrere quei momenti è il babbo Massimo Scotto. Dalla sua voce ora calma emergono in sequenza, fotogramma dopo fotogramma, tutte le scene di questa vicenda incredibile. Michele è un atleta di Foiano della Chiana che cavalca ogni giorno, preparandosi ad affrontare gare di salto a ostacoli sempre più importanti. Venerdì 7 gennaio sembra un allenamento come gli altri. Finché il suo cuore si ferma, lui cade a corpo morto, a faccia in giù. E appena il dramma si consuma, il caso o il destino si manifesta con il nome di due ragazzi: Sara e Massimo. Due fidanzati, due frequentatori del centro, con una caratteristica decisiva: hanno appena finito di seguire un corso di primo soccorso.

Sanno cosa fare, danno l'allarme al 118 e poi - guidati al telefono da un operatore - cominciano a praticare il massaggio cardiato. Si danno il cambio per quasi dieci infiniti minuti, tengono Michele in vita fino all'arrivo dei professionisti col defibrillatore. Babbo Massimo ringrazia tutte queste persone per nome e cognome: la dottoressa Francesca Lelli e la dottoressa Roberta Pitti, che hanno salvato suo figlio sul posto. E poi il dottor Jacopo Frizzi che lo ha accompagnato sull'elisoccorso fino all'Ospedale Le Scotte di Siena. 

"Ed è anche qui - ricorda Massimo Scotto - che abbiamo trovato la massima professionalità ed umanità sia nel personale del pronto soccorso che nel “fantastico” reparto di cardiologia, diretto dalla dottoressa Serafina Valente. Proprio lei, coadiuvata da tutta la sua equipe, ha seguito nel migliore dei modi nostro figlio, alla ricerca della causa dell’aritmia che ha causato l’arresto".

Michele viene sedato per 24 ore. Sottoposto a tutti gli esami possibili, anche per escludere che abbia subito danni neurologici. Non ha niente, si sente bene. Vorrebbe tornare ad allenarsi. Per i venti giorni che seguono, babbo Massimo e mamma Vittoria gli stanno accanto, lo incoraggiano, andrà tutto bene, ma sono preoccupatissimi: che cosa ha provocato l'arresto cardiaco?

Purtroppo la risposta non c'è ancora, ma si esclude che il 7 gennaio l'artmia maligna che ha colpito il ragazzo sia determinata da una patologia. "Purtroppo, ma anche per fortuna", dice il babbo. Significa che al momento niente indica che Michele non possa tornare un giorno ai suoi cavalli. A cercare la ragione ora proverà il professor Antonio Dello Russo, luminare di cardiologia sportiva, direttore della cardiologia e aritmologia all’ospedale di Ancona, che in passato ha già curato atleti come Mario Cipollini, Martina Fidanza, Elia Viviani e Diego Ulissi. In attesa di approfondire l'episodio che ha rischiato di strappargli la vita, a Michele i medici hanno impiantato un defibrillatore cardiaco sottocutaneo. "Uno strumento - spiega il babbo - per nulla invasivo che permetterà a nostro figlio di continuare in tranquillità la sua vita normalmente".

Michele ha deciso di ringraziare tutte le persone che gli hanno salvato la vita realizzando un video, inviato al direttore del 118 di Arezzo Massimo Mandò. Con la speranza di riuscire a tornare in sella prima possibile e lasciarsi alle spalle anche questo ostacolo insidioso. Con un salto.

Forza Michele, siamo tutti con te.

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