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Migliaia di no all'antisemitismo, una lezione di civiltà in piazza a Venturina
Nel giorno della Memoria quasi duemila persone in piazza a Venturina alla fiaccolata per respingere il bullismo, il razzismo, l’antisemitismo. Organizzata dal Comune insieme al Tirreno per manifestare solidarietà al dodicenne colpito perché ebreo da due ragazze più grandi di lui appena di qualche anno: "Inginocchiati ebreo, ti ributtiamo nel forno". La partecipazione della Regione, delle comunità ebraiche, delle associazioni e della scuola
PIOMBINO. Ha la dimensione di una piazza. Infinite sfumature, quelle dei volti, tantissimi, di chi è uscito da casa per esserci. I riflessi delle candele. Anche questa è la forma che dà concretezza ai valori. A partire dal ritrovarsi. Quasi duemila le persone alla fiaccolata della memoria. Un modo semplice e netto per respingere la violenza, il bullismo, il razzismo, l’antisemitismo. C’è tutto questo nel gesto contro il dodicenne "colpevole" di essere ebreo, che domenica scorsa è finito nel mirino di due ragazze poco più grandi di lui, al grido "Inginocchiati ebreo, ti ributtiamo nel forno". L’episodio riguarda tutti quelli che credono in democrazia, tolleranza e rispetto. Nel parco della Rimembranza a Venturina Terme ci si sente al sicuro.
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La retorica è dietro l’angolo. Lo sa bene la sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati che ha promosso l’iniziativa in collaborazione con Il Tirreno. “Bisogna partire da quello che è accaduto sottolineando la gravità e far partire da questa comunità ferita un messaggio positivo, di impegno e lavoro sulla cultura e la civiltà”. E sottolinea: “Non è un processo in piazza e non ci ritroviamo per giudicare. Come istituzioni sentiamo il dovere di supportare i percorsi di crescita per chi è stato offeso e di recupero e riparazione delle due adolescenti che hanno aggredito”. “Gli anticorpi sono venuti fuori tutti - dice il direttore del Tirreno Luciano Tancredi -. A quelle due ragazze stategli vicino tanto quanto al bambino”.
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Il prologo alla fiaccolata, in forma statica per le misure anticovid, è la visita in forma privata del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e della sindaca Ticciati alla famiglia del bambino aggredito. Un colloquio riservato, che dà il segno dell’attenzione che è seguita all’aggressione. “Mi preoccupa che il bambino non abbia traumi e senta davvero intorno a sé la massima solidarietà. In questo caso le istituzioni sono rappresentative di tutti i cittadini della Toscana”.
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In piazza si misurano la forza e il valore della comunità. C’è anche un po’ della scuola. Il ragazzino frequenta la seconda media dell’Istituto comprensivo di Venturina Terme. A raccontare quel mondo è la dirigente Maria Elena Frongillo, che sceglie la giusta distanza. Parla come istituzione e si affida alle parole del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi a commento dei fatti di Venturina: “Celebriamo insieme alle nostre scuole il Giorno della Memoria con convinzione e consapevolezza, lavoriamo per costruire società solidali e di pace, in cui non ci sia spazio per episodi come questo”. L’assessora regionale all’Istruzione Alessandra Nardini: “La Memoria è il vaccino più potente ed efficace che abbiamo contro il riemergere di pericolosi rigurgiti nazifascisti”.
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Molti sindaci, amministratori, rappresentanti di forze politiche e del mondo delle associazioni. Cittadini. Un universo plurale. Qualche bandiera. Per una volta si riconoscono in un linguaggio comune. Ma il risultato di tanto impegno lo si misurerà nei giorni a venire. Nella consapevolezza delle azioni e delle loro conseguenze.
Nutrita la rappresentanza della Comunità ebraica. C’è anche il saluto dell’ambasciatore di Israele in Italia Naor Gilan. Il presidente della comunità di Livorno Vittorio Mosseri: “La manifestazione è caduta proprio nel Giorno della Memoria. Una coincidenza che può essere considerata una buona casualità, una sconfitta o un’occasione. E credo che sia tutte e tre le cose”.
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