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Toscana

L'ANNUNCIO

Covid, il sottosegretario Sileri: «Il 31 marzo terminerà lo stato di emergenza, nessuna proroga»

Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute
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Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute

«L'ondata dura 40-60 giorni, non serve eliminare il sistema delle zone a colori, i contagi stanno calando». Intanto il presidente della Liguria, Giovanni Toti, annuncia le richieste che le Regioni sono pronte ad avanzare al governo nell'ambito delle regole anti-contagio

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«Non serve mettere fine al sistema dei colori», come chiedono le Regioni, «i contagi stanno calando». Lo dice all'Agi il sottosegretario alla Salute, martedì 25 gennaio, Pierpaolo Sileri. «L'ondata dura 40-60 giorni», osserva. La proroga allo stato di emergenza che scade il 31 marzo? «Non ci sarà», afferma Sileri.

LE RICHIESTE DELLE REGIONI ALLO STATO

Sul confronto in chiave “regole Covid” tra Stato e Regioni è intervenuto, attraverso il proprio profilo Facebook, il presidente della Regione Liguria e co-fondatore di Coraggio Italia, Giovanni Toti: «Semplificare le regole Covid che non sono più coerenti con la situazione della pandemia. È questo che con gli altri governatori, dopo esserci incontrati stamattina a Roma, chiederemo al Governo», ha detto Toti, martedì 25 gennaio, dopo il vertice tra le regioni di oggi sulla pandemia e il contenimento del Covid. Tra le richieste sintetizzate da Toti, che verranno inoltrate all'esecutivo, quelle di «modificare il sistema del conteggio dei malati Covid, che tiene conto anche di coloro che risultano positivi ma sono ricoverati per altre patologie» ma anche «eliminare il sistema dei colori delle Regioni, che così com'è appartiene al passato e semplificare il sistema di tracciamento nelle scuole». «I sintomatici - secondo Toti - stanno a casa, gli altri continuano con la loro vita, specie se vaccinati. Vedere i finanziamenti alle Regioni, perché i costi da loro gestiti per affrontare e dare risposte alla pandemia non sono considerati nel quadro economico del Governo - sottolinea tra le richieste il governatore ligure - ripensare ai contratti della medicina del territorio inserendo sempre di più i medici di medicina generale nel contesto dello sforzo sanitario pubblico, aprire il numero chiuso delle università di medicina, che ormai è un tappo alla programmazione delle nuove assunzioni sanitarie». «Le Regioni - conclude - ancora una volta con buonsenso sono unite sulla strada della semplificazione, l'unica percorribile per evitare che dopo il virus sia la burocrazia a bloccare i cittadini e il Paese».

 


 

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