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Coronavirus, Giani: «Meno ricoveri, la Toscana lontana dall’arancione». E chiede un cambio di rotta sulla scuola

Coronavirus, Giani: «Meno ricoveri, la Toscana lontana dall’arancione». E chiede un cambio di rotta sulla scuola

Per la prima volta da giorni, il saldo fra ingressi e dimissioni in ospedale è negativo. Il presidente: «Ora scuola in presenza sempre»

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FIRENZE. In conferenza Stato-Regioni, il presidente della Toscana, Eugenio Giani, arriva con le proposte di rivedere i criteri per contenere la diffusione del Covid e con un numero: otto. Anzi un numero negativo: meno otto. È il saldo, negativo appunto, fra gli ingressi e le dimissioni dagli ospedali toscani. Per la prima volta da giorni, il numero dei ricoverati per Covid-19 è più basso dei dimessi.

Certo otto non è un numero elevatissimo, ma è un numero da cui ricominciare per «dimostrare due cose: intanto – esordisce Giani – che la Toscana non è vicina alla zona arancione; poi che con la variante Omicron l’infezione, in linea di massima, si può curare a casa». Insomma, il virus circola, anche tanto magari, ma fa meno danni che in passato. Anche i decessi (che restano numerosi), come spiega il professor Paolo Bonanni, sono causati soprattutto dalla variante Delta.

«Anche se in modo lieve – riprende il presidente della Regione – continua la dimunizione dei contagi. Questa settimana abbiamo registrato un calo di circa il 10% delle persone positive. Ieri eravamo a 12mila contagi rispetto ai 15mila del mercoledì della settimana precedente. Oltre ai positivi, ci sono anche un po’ meno ricoverati: è vero che un saldo negativo di otto persone non è un dato particolarmente elevato, ma ci fa dire che ci stiamo stabilizzando. E che il Covid non aggrava troppo il peso dell’attività ospedaliera».

Proprio in virtù di questo andamento, Giani ripresenta nella conferenza Stato-Regioni le richieste di revisione dei parametri per il contenimento del Covid-19. In particolare, Giani ribadisce la necessità di modificare i parametri per la quarantena delle classi. «Non è più accettabile che con un solo allievo positivo o anche due, un’intera classe venga messa a casa in quarantena. Intanto i bambini sono più resistenti al Covid degli adulti ma, a parte questo, non ha senso che con un solo studente positivo tutti stiano a casa. Chi è stato a contatto con un compagno positivo, ma è negativo deve poter andare a scuola».

Allo stesso modo, prosegue Giani, la conferenza Stato-Regioni deve insistere per la revisione del sistema delle zone rosse, arancioni e gialle. «Oggi non ha più senso questa classificazione perché l’infezione con Omicron si presenta non più come una pandemia ma come un’infezione endemica, come una super influenza. Quindi si può curare a casa. La divisione per colori prevede limitazioni che penalizzano soprattutto i no-vax, non ci sono più grandi divieti di spostamenti. E allora che senso hanno? Lo diciamo come Toscana che con le cifre attuali, non rischia lo slittamento in zona arancione: il tasso di occupazione dei posti letto Covid ordinari è sceso dal 26,2% al 26,1%. Più lontano dalla soglia di rischio del 30%».
 

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