La manifestazione
Lucca, picchiano un ragazzo nel bagno della scuola: l'aggressione ripresa dalle telecamere
Lucca, spedizione punitiva durante l’orario delle lezioni. Lo studente aggredito in bagno da 4-5 coetanei di altri istituti. La motivazione secondo le prime indagini
LUCCA. Una spedizione punitiva in piena regola ai danni di un ragazzino di prima superiore. Un episodio che ha macchiato il ritorno a scuola, dopo le vacanze estive, all’Istituto Fermi-Giorgi alla periferia di Lucca.
Lo studente, mercoledì scorso (12 gennaio) è stato aggredito da un gruppo di studenti di altri istituti nel bagno della scuola durante l’orario scolastico.
Un’azione rapidissima quella dei presunti responsabili. Un vero e proprio blitz, realizzato sfruttando i molti ingressi presenti nel plesso scolastico, utilizzati quotidianamente dagli oltre 1.800 studenti per raggiungere le proprie aule su percorsi separati, a causa dell’emergenza Covid. Si tratta della scuola più grande di Lucca, che si estende su centinaia di metri quadrati e che offre più di una maniera di nascondersi.
Proprio per questo, probabilmente, la banda è riuscita a entrare e a portare a termine il proprio piano senza che nessuno del personale scolastico se ne sia accorto nell’immediatezza.
L’aggressione, infatti, è emersa soltanto nei giorni successivi, quando già qualche voce cominciava a trapelare nella comunità scolastica e quando – soprattutto – il ragazzo, accompagnato dai propri genitori, ha raccontato quanto avvenuto ai vertici della scuola, a partire dal preside Massimo Fontanelli. E proprio dalla scuola è successivamente partita la segnalazione alle forze dell’ordine. Per lo studente del Fermi nessuna grave conseguenza fisica ma una grossa dose di spavento. Comunque, come specifica il dirigente Fontanelli, è tornato regolarmente a lezione a partire dal giorno successivo.
Delle indagini si occupa la polizia, che si trova da una parte a dover dare un nome e un cognome ai responsabili e dall’altra a capire le motivazioni di un gesto di questa gravità.
Il primo punto potrebbe essere già a un punto di svolta, grazie ai filmati registrati dalle telecamere installate nell’istituto: le immagini sono state visionate anche con la collaborazione dei professori degli istituti di appartenenza dei membri del “branco” e si sarebbe giunti a identificare i responsabili. Dei quattro-cinque che hanno partecipato al raid, inoltre, sarebbero stati un paio quelli che hanno alzato le mani sulla vittima.
Per quanto riguarda la motivazione, l’ipotesi al momento più accreditata è quella di un problema sentimentale.
Non è la prima volta che gli istituti superiori di Lucca registrano episodi di bullismo di notevole gravità. Nel febbraio 2018 una professoressa del Liceo delle scienze umane Civitali venne aggredita da uno studente e salvata da un altro ragazzo. Sempre nello stesso anno, all’Itc Carrara le “imprese” di una banda di bulli contro un docente vennero filmate e fecero il giro d’Italia.
Oggi, dopo due anni di pandemia e di scuola a singhiozzo, il bullismo dimostra di non essere scomparso dalle aule.
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