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Toscana

fissata la camera di consiglio

Covid e vigile attesa, il Consiglio di Stato sospende la "bocciatura" del Tar del Lazio: accolta l'istanza del ministero

Il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del tribunale amministrativo regionale del Lazio (Foto LaPresse)
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Il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del tribunale amministrativo regionale del Lazio (Foto LaPresse)

Nel decreto depositato mercoledì 19 gennaio - con il quale è stata accolta l'istanza di sospensiva presentata dal ministero della Salute contro la sentenza del tribunale amministrativo regionale - si osserva che la circolare ministeriale «contiene "raccomandazioni" e non "prescrizioni"»

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Sospesa la sentenza con cui il Tar del Lazio aveva annullato la circolare sulle terapie domiciliari Covid. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con un decreto monocratico firmato dal presidente Franco Frattini, che fissa inoltre una camera di consiglio al 3 febbraio prossimo per la trattazione collegiale.

Nel decreto depositato mercoledì 19 gennaio - con il quale è stata accolta l'istanza di sospensiva presentata dal ministero della Salute contro la sentenza del Tar - si osserva che la circolare ministeriale «contiene "raccomandazioni" e non "prescrizioni", cioè indica comportamenti, secondo la vasta letteratura scientifica allegata, che sembrano rappresentare le migliori pratiche, pur con l'ammissione della continua evoluzione in atto».

Dunque, «non emerge alcun vincolo circa l'esercizio del diritto-dovere del Mmg (medico di medicina generale, ndr) di scegliere in scienza e coscienza la terapia migliore, laddove i dati contenuti nella circolare sono semmai parametri di riferimento circa le esperienze in atto nei metodi terapeutici a livello anche internazionale», si legge nel provvedimento di Palazzo Spada, nel quale si sottolinea quindi che «la sospensione della circolare, lungi da far "riappropriare" i medici di medicina generale della loro funzione e delle loro inattaccabili e intaccate prerogative di scelta terapeutica (che l'atto non intacca) determinerebbe semmai il venir meno di un documento riassuntivo delle "migliori pratiche" che scienza ed esperienza, in costante evoluzione, hanno sinora individuato, e che i medici di medicina generale ben potranno, nello spirito costruttivo della circolazione e diffusione delle informazioni scientifico-mediche, considerare come raccomandabili, salvo scelte che motivatamente, appunto in scienza e coscienza, vogliano effettuare, sotto la propria responsabilità (come è la regola), in casi in cui la raccomandazione non sia ritenuta la via ottimale per la cura del paziente».

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di Redazione web