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il commento

Attenti, prendetelo sul serio

Michele Gambino*
Attenti, prendetelo sul serio

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La lista dei motivi per cui Berlusconi non dovrebbe diventare Presidente della Repubblica è così lunga che se dovessi mettermi ad elencarli mi troverei in fondo a questo spazio senza essere arrivato nemmeno a metà. Che si tratti di un personaggio discusso, giudiziariamente esposto, divisivo come forse nessun altro, quindi l’esatto contrario di quel che un Presidente dev’essere, è una ovvietà persino noiosa a dirsi.

Se siamo qui a parlarne, nel giorno in cui il centro destra compattamente si schiera contro questa ovvietà, si deve al carattere di un uomo a modo suo straordinario, capace più volte nella sua storia di sognare un sogno e di realizzarlo. Un uomo che non solo non conosce limiti alla propria immaginazione, ma è capace di spostare il limite ogni volta un po’ più in là, facendo di ciò che per i normali politici è un difetto – l’assenza di pudore, un senso labile dell’etica e delle convenienze del vivere civile – una risorsa aggiuntiva nel conseguimento dei propri obiettivi.

Per Berlusconi non esiste legge che non si possa piegare, uomo che non si possa comprare, spazio che non si possa occupare. Per giunta nasconde i suoi difetti dietro una simpatia umana che ho sperimentato di persona: anni fa, dopo avermi querelato per aver raccontato in un libro la vera origine delle sue fortune, venne in tribunale per rimettere la querela e riconoscere che avevo esercitato correttamente il diritto di critica. Quel giorno ci mise cinque minuti per affascinare e sedurre il mio avvocato, un sincero democratico che fino a dieci minuti prima lo aveva considerato il diavolo in terra.

Come se non bastasse, l’energia di Berlusconi è illimitata come la sua immaginazione. Quel che per noi sarebbe una vecchiaia da sogno, la sua, per lui è una gabbia inaccettabile. Si annoia e come tutti gli anziani ha paura del tempo che avanza; per questo deve muoversi in direzione di qualcosa. Solo che un anziano normale andrebbe a pesca o s’iscriverebbe alla bocciofila; lui come obiettivo alla portata vede il Quirinale. Infine, e questo è molto umano, odia l’idea d’essere ricordato come l’uomo del Bunga bunga, e sa che l’ascesa al Quirinale sarebbe un lavacro in grado di cancellare qualsiasi nipote di Mubarak

Attenti a non prenderlo sul serio: quando negli anni ’70 disse che avrebbe creato una televisione alternativa alla Rai molti risero; quando comprò un Milan disastrato e disse che avrebbe vinto la Coppa dei campioni nessuno gli credette; quando decise di fondare un partito in tre mesi e di vincere le elezioni i politici veri fecero spallucce. Con la stessa incredulità oggi guardiamo alle sue manovre, sorridiamo all’idea delle sue telefonate di compravendita di peones in compagnia di Sgarbi, siamo sicuri che Salvini e Meloni fanno finta di sostenerlo, ma sotto sotto…Ci ripetiamo che no, tutto può essere ma Berlusconi Presidente no. Siamo tutti d’accordo. Tutti tranne lui.

*scrittore

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