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L'Oms suona l'allarme: «I vaccini? Vanno ripensati. Omicron colpirà mezza Europa in due mesi»
Secondo l'organismo sanitario internazionale «sono necessari e andrebbero sviluppati vaccini che abbiano un alto impatto sulla prevenzione e sulla trasmissione dell'infezione, oltre che sulla prevenzione di decessi e forma grave della malattia»
Corre la variante Omicron e continuerà a contagiare. L'Organizzazione mondiale della sanità calcola che, all'attuale tasso di trasmissione, più del cinquanta per cento della popolazione europea avrà contratto la variante nelle prossime 6-8 settimane. La previsione si basa su un calcolo effettuato dall'Institute for Health Metrics and Evaluations, dell'Università di Washington e chiamato in causa dal direttore di Oms Europa, Hans Kluge.
A quasi due anni dall'inizio della pandemia, la velocità di diffusione del virus è senza precedenti. «I dati raccolti nelle ultime settimane confermano che Omicron è altamente trasmissibile perché le sue mutazioni gli consentono di aderire più facilmente alle cellule umane e può contagiare anche coloro che sono stati già contagiati o vaccinati», ha spiegato Kluge. Il dato positivo è che più della metà di chi viene contagiato è praticamente asintomatico e che gli alti tassi di vaccinazione stanno abbattendo letalità e anche ospedalizzazioni rispetto alle ondate precedenti. Ma la marea montante di contagi fa comunque prevedere all'organizzazione Onu che i sistemi sanitari saranno messi sotto pressione nelle prossime settimane.
Da notare che, per l'Oms, la regione europea arriva fino alla Russia europea a comprende le ex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale. Ebbene dei 53 Paesi della regione, 50 hanno già registrato la variante che sta rapidamente diventando dominante in Europa occidentale e ora si sta diffondendo nei Balcani. Sono «oltre sette milioni» i nuovi casi di Covid-19 registrati in tutta la regione nella prima settimana del 2022, «dato più che raddoppiato in un periodo di due settimane».
L'ondata, che si sta spostando da Ovest a Est, rischia di sommergere i sistemi sanitari; anche perché molti dei contagiati saranno medici, che hanno una maggiore esposizione al virus, il che impedirà al personale ospedaliero di essere presente al 100%. Tra l'altro, l'impatto rischia di essere più letale dove i tassi di vaccinazione sono più bassi, ovvero in Europa centrale e orientale. Kluge si è detto «profondamente preoccupato. Dobbiamo ancora vedere il suo pieno impatto nei Paesi in cui i livelli di vaccinazione sono più bassi e dove vedremo malattie più gravi nei non vaccinati».
I Paesi che già sono attraversati dall'ondata devono invece cercare limitare i danni ai gruppi più vulnerabili e ridurre al minimo le interruzioni dei sistemi sanitari e dei servizi essenziali; pertanto, è necessario dare priorità, per l'accesso ai vaccini e al richiamo, a quei gruppi. Il capo dell'Oms ha invece invitato a tenere aperte le scuole: «Devono essere l'ultimo posto a chiudere e il primo a riaprire: lasciare le scuole aperte ha importanti benefici per il benessere mentale, sociale ed educativo dei bambini». Per continuare con le lezioni in presenza, la chiave sono la ventilazione e l'uso delle mascherine, sia da parte degli studenti che dei docenti.
SUL VACCINO
L’Organizzazione mondiale della sanità affronta anche il tema vaccini. E dice che combattere la pandemia con dosi di richiamo non è una strategia praticabile. Secondo gli esperti «sono necessari e andrebbero sviluppati vaccini che abbiano un alto impatto sulla prevenzione e sulla trasmissione dell'infezione, oltre che sulla prevenzione di decessi e forma grave della malattia».
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