Sicurezza
Essere genitori, lo stress test che può far perdere la testa
I fatti sono noti: un padre sgozza suo figlio per odio nei confronti della ex moglie, mentre una madre affoga suo figlio in mare per terrore di saperlo affetto da un disturbo psichiatrico.
Prima di ogni cosa prevalga la pietà su queste pagine infernali della vita, perché non c’è inferno peggiore che risvegliarsi e rendersi conto di aver ucciso un figlio. Poi però si vada a fondo in una discussione sincera e spietata sul concetto di famiglia in un’epoca “liquida” e fragile come questa, affinché a pagare non siano ancora una volta i più indifesi, ovvero i bambini. Il padre di Morazzone beveva, faceva uso di cocaina, era agli arresti domiciliari e odiava profondamente l’ex moglie. Ugualmente gli è stato permesso di stare col figlio a Capodanno. La madre di Torre del Greco, invece, era entrata in un “tunnel” di angoscia e di terrore, evidentemente sfociato in un tragico abisso psicotico non condiviso.
Lecito chiedersi dove siano lo Stato, la legge e i servizi sociali, soprattutto sul caso di Morazzone; più difficile ammettere che non si può regolare tutto per legge, perché i tribunali e i commissariati sono letteralmente subissati da segnalazioni e denunce di violenze, maltrattamenti e comportamenti anomali. Una libera società non si può militarizzare, anche perché i rischi di una pedagogia di Stato sono abbastanza evidenti, come dimostrano certe inutili crudeltà dei servizi sociali. Cosa fare, dunque?
La verità è che una società edonistica, disabituata al sacrificio, parcellizzata e resa aggressiva anche dall’uso massiccio di stupefacenti regge sempre meno di fronte ai problemi a cui espone il diventare genitori. Per fare dei figli non basta avere un lavoro e una casa, ma anche una solidità emotiva, una rete sociale di riferimento, un idem sentire valoriale, e poi abnegazione, pazienza e sacrificio. Oggi è assai facile “perdere la testa” quando si diventa genitori, perché non poche volte di fronte allo “stress test” della genitorialità emergono vuoti, fantasmi e fragilità che la società dell’eterno intrattenimento sa tenere ben nascosti. Quando si diventa genitori, infatti, ci si accorge che il mondo esiste, e che la vita è vera, ed è difficilissima, tutto l’opposto delle pose spensierate ed esibizionistiche di Instagram.
Spesso ci si lamenta della crescente denatalità in Italia. E se fosse segno di saggezza non fare più figli a cuor leggero come in passato? E se fosse una triste ma anche realistica ammissione di fragilità emotiva, valoriale e psicologica, questa lunga fila di culle vuote?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google