Il dolore
Obbligo vaccinale, sarà il Fisco a multare i no-vax
L’Agenzia delle Entrate li individuerà tramite le anagrafi vaccinali e li sanzionerà con un’ammenda da 100 euro a partire dal 1° febbraio
ROMA. Cento euro di multa una tantum a partire dal primo febbraio da parte dell’Agenzia delle Entrate per gli ultra cinquantenni che non si vaccinano, una corsia preferenziale per consentire agli oltre 2,2 milioni di over 50 di immunizzarsi in tempo ed evitare le sanzioni, un Dpcm con l’elenco delle attività alle quali si potrà accedere senza il pass, a partire da alimentari e farmacie, una multa da 400 a 1000 euro per chi accede senza certificato verde ad attività e servizi in cui è previsto l’utilizzo. Col decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri che deve essere ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il governo lavora alla definizione delle modalità con le quali dovranno essere attuate le nuove norme.
Il primo punto è proprio quello che riguarda le sanzioni per chi, nonostante l’obbligo, deciderà di non vaccinarsi. Il decreto entrerà in vigore «il giorno successivo alla pubblicazione», dunque molto probabilmente domani. L’obbligo scatta immediatamente e la sanzione per tutti coloro che non sono in grado di dimostrare di essere vaccinati, lavoratori e non, spiegano fonti di governo, è di 100 euro «una tantum» a partire dal 1° febbraio. La sanzione sarà irrogata dall’Agenzia delle entrate incrociando i dati della popolazione residente con quelli risultanti nelle anagrafi vaccinali regionali o provinciali. E non è escluso un rafforzamento dei controlli a campione da parte delle forze di polizia.
Forze dell’ordine alle quali spetterà anche la gestione delle proteste dei no vax. Un primo appuntamento è in programma a Torino domani: in piazza ci saranno gli esponenti della Variante torinese e del Comitato di liberazione nazionale di cui fanno parte il giurista Ugo Mattei, Massimo Cacciari e Carlo Freccero.
Lunedì 10 all’isola d’Elba protesteranno invece i comitati delle isole minori, contro l’entrata in vigore del Super pass per i trasporti compresi quelli che assicurano la continuità territoriale. Sull’obbligo però il governo non torna indietro come ha fatto capire il premier che la scelta di imporlo ha uno scopo preciso: ridurre le ospedalizzazioni nelle classi d’età in cui i ricoveri sono più ricorrenti. Non solo: i 2/3 dei pazienti delle rianimazioni e il 50% di quelli ordinari, ha ricordato il ministro Roberto Speranza, sono no vax e dunque l’obiettivo è ridurre al minimo questa platea e in particolare quella tra 50 e 59 anni, dove sono un milione.
Scatterà invece il 15 febbraio l’obbligo del super pass per lavorare per tutti gli over 50. Un mese di tempo per dare a tutti la possibilità di prenotare la dose e ottenere il pass, che viene rilasciato 15 giorni dopo la prima somministrazione. Dunque chi non si è ancora vaccinato dovrà fare la prima dose entro il 31 gennaio. Ed è proprio nell’ottica di facilitare la vaccinazione per questa fascia d’età che le Regioni predisporranno corsie preferenziali negli hub e nelle farmacie.
Riguardo alle sanzioni, il decreto prevede per il datore di lavoro che non controlla una multa da 400 a 1.000 euro mentre per il lavoratore trovato sul lavoro senza il pass rafforzato la sanzione sale da 600 a 1.500 euro. Ma multe sono previste anche per chi accede senza Green pass a servizi e attività in cui è obbligatorio averlo: da 400 a mille euro. Un punto da chiarire è quello relativo alle attività alle quali si potrà accedere senza il certificato verde, quelle «necessarie per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona» e che dovranno essere definite con un Dpcm. Ci saranno farmacie, alimentari e supermercati, ma l’elenco potrebbe allungarsi. Con le ultime modifiche basterà il pass base per andare dal parrucchiere, dal barbiere e dall’estetista (dal 20 gennaio), o in un ufficio pubblico, in un negozio o per poter usufruire di servizi postali, bancari e finanziari (dal 1 febbraio).
Non ci sono invece dubbi sul ritorno dello smart working a partire da lunedì. La circolare dei ministri Renato Brunetta e Andrea Orlando raccomanda «il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio».
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