Gioco
Coronavirus, in Toscana ospedali pieni. La situazione zona per zona
Degenze ordinarie complete già in diverse strutture. Le Asl: "Apriremo nuove aree in base agli arrivi". In Toscana altri 17.286 nuovi casi positivi
FIRENZE. Adesso sale l'allarme negli ospedali. I contagi salgono a un ritmo vertiginoso e di conseguenza crescono i ricoveri per Covid. Il bollettino di oggi, 6 gennaio, parla di 17.286 nuovi casi positivi. Anche se rispetto alle precedenti ondate è meno alta la proporzione tra i casi positivi accertati e quelli che finiscono in ospedale per complicanze serie, l'allerta è comunque massima perché la Toscana ha superato la soglia minima del tasso di occupazione dei posti letto sia di degenza ordinaria (fissato nel 15%) che di terapia intensiva (10%).
Ieri, mercoledì 5 gennaio, altri 54 nuovi ingressi negli ospedali, di questi cinque nelle terapie intensive. I ricoverati sono in totale 961 (90 in intensiva). Ne consegue che diversi ospedali, soprattutto tra le province di Firenze, Prato e Pistoia, sono ormai saturi. La carenza di personale fa il resto: un organico messo a dura prova anche dai 1.620 dipendenti della sanità che non possono recarsi al lavoro perché positivi al virus o confinati in quarantena come contatti stretti.
ASL TOSCANA CENTRO
In questa area vasta la situazione ha raggiunto il limite. L'azienda sanitaria fa sapere che la procedura attivata è quella "delle aperture giornaliere progressive in base agli arrivi. La situazione è delicata, ma per ora siamo in equilibrio e reggiamo". In sostanza, tutti i reparti di degenza ordinaria Covid sono pieni. Al San Giuseppe di Empoli 66 posti letto occupati su 66, all'ospedale San Giovanni di Dio di Firenze 24 su 24, a Santa Maria Nuova (Firenze) 14 su 14, a Ponte a Niccheri (Bagno a Ripoli) 42 su 42, al San Jacopo di Pistoia 52 posti letto su 52, al Santo Stefano di Prato 50 su 50. A Prato, tra l'altro, l'Asl sta potenziando i posti letto di cure intermedie al centro Pegaso 1, che sono già passati da 20 a 30 e lunedì saranno 40. "In questo modo alleggeriamo la pressione sul Santo Stefano", dice l'azienda. In bilico sono anche i reparti di terapia intensiva. Sette posti letto su dieci disponibili all'ospedale di Prato, sette occupati su sette a Pistoia, cinque su otto a Bagno a Ripoli.
ASL NORD OVEST
A dura prova anche gli ospedali sulla costa. In generale, l'occupazione delle terapie intensive è arrivata all'80%, mentre è al 92% per i reparti ordinari. "Ci sono ovviamente altri posti letto che possono essere "aperti" in ogni momento negli ospedali in caso di bisogno", dice l'Asl Nord Ovest. All'ospedale di Livorno 79 ricoverati per Covid, di cui 7 in intensiva; a Lucca 45 in area Covid e sei in terapia intensiva; al Noa di Massa 31 in area Covid e tre in intensiva; all'ospedale della Versilia 36 ricoveri, di cui sei in intensiva; al Lotti di Pontedera due posti letto occupati in intensiva e venti in degenza ordinaria; a Cecina 14 ricoverati in tutto, quattro in terapia intensiva.
ASL SUD EST
Nella bolla Covid dell'ospedale della Misericordia di Grosseto ci sono 43 pazienti (l'80% di loro non è vaccinato, il 20% è vaccinato con una dose o con due dosi da più di 120 giorni), otto i ricoveri nella terapia intensiva (85% non vaccinati). Al San Donato di Arezzo 49 persone in degenza ordinaria e otto in intensiva. Da sabato primo gennaio a ieri, i ricoverati sono passati da 74 a 105.
AZIENDE UNIVERSITARIE
Altrettanto critica è la situazione nelle aziende ospedaliero universitarie della Toscana. A Pisa, tra gli ospedali di Santa Chiara e Cisanello, i posti letto occupati sono 80 in degenza ordinaria Covid e 18 nella terapia subintensiva e intensiva (in questo reparto sono attivabili altri dieci posti letto). All'ospedale di Careggi, a Firenze, 100 pazienti ricoverati: tra questi, otto sono in subintensiva e sette in intensiva. Infine alle Scotte di Siena ci sono 53 pazienti in area Covid: 41 nel setting di media intensità, cinque in terapia intensiva, quattro in degenza ordinaria e tre in area Covid pediatrica. "L'assetto organizzativo che abbiamo predisposto in area Covid ha una capienza massima di 85 persone più cinque in pediatria, ma abbiamo un sistema modulabile, fatto a "bolle" attivabili in base alle necessità, che può arrivare fino a 180 posti riconvertendo altre aree assistenziali", spiegano dall'azienda ospedaliero universitaria senese.
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