Sicurezza
Grandi elettori, il Pd toscano chiude a Renzi
Ceccarelli: «Uno dei due delegati a Italia Viva? Non credo proprio». Il Nazareno: non daremo indicazioni sulla parità di genere
FIRENZE. «Un delegato per il Quirinale a Italia Viva? Non mi risulta. Ma se dovesse mai compiersi un’intesa del genere, vorrei che Letta la mettesse per iscritto». Vincenzo Ceccarelli, capogruppo dem in Consiglio regionale, è appena uscito da Palazzo Panciatichi per la pausa pranzo. Sta per risalire lo scalone verso gli uffici. Scherza, ma neanche tanto. In questi giorni non c’è aula, ma la politica toscana quest’anno vive il rientro dalle vacanze in una sorta di falsa inerzia, un immobilismo apparente. Perché da due o tre giorni nei partiti son cominciate le trattative, fioccano le telefonate, gli abboccamenti per decidere i nomi dei grandi elettori.
Ma se nella capitale l’elezione del presidente della Repubblica è, ovvio, un affare ancora avvolto dalle nebbie, in Toscana il Pd sembra avere già una certezza. Non cederà ai renziani. Insomma, se mai Matteo Renzi stesse pensando di guadagnare un grande elettore fra i delegati che la Toscana dovrà inviare il 24 gennaio per il via al voto sul Quirinale, stia sereno: non succederà. Ci sono troppi fattori che sconsigliano un azzardo del genere. Innanzitutto, il Covid. «Vi immaginate. La maggioranza ne elegge due su tre e magari pochi giorni prima perdiamo il nostro perché si scopre positivo. Così, l’unico in campo per la Toscana farò il gioco di Renzi. Ma figuriamoci, fantasia», ragiona un altro dem.
Per prassi si sa che due delegati vengono eletti dal Consiglio regionale nella maggioranze e uno fra gli esponenti dell’opposizione. Il posto certo è di solito riservato al governatore. Andrà Eugenio Giani. Il secondo del centrosinistra dovrebbe essere Antonio Mazzeo, il presidente del Consiglio. Una prassi per ora incrinata una sola volta nel recente passato, proprio nel 2015 quando la Toscana inviò la vicepresidente Lucia De Robertis e non Alberto Monaci, all’epoca impossibilitato per problemi di salute. Fra i democratici da giorni si attendeva la linea del Nazareno con una certa ansia, soprattutto in considerazione dell’attenzione di Enrico Letta all’equilibrio nella rappresentanza di genere. Così i rumors davano come probabile alternativa a Mazzeo, Federica Fratoni, l’unica donna del centrosinistra nell’ufficio di presidenza del parlamentino toscano. Un’ipotesi che adesso sembra sfumare, perché dal Nazareno precisano: da parte di Letta non ci sarà «alcun intervento, nel rispetto dell’autonomia delle Regioni».
Difficile anche che il posto da secondo grande elettore in mano alla maggioranza tocchi a un sindaco, come pare disposta a optare l’Emilia Romagna di Stefano Bonaccini. Ci provò Renzi nel 2013, alla vigilia del bis di Giorgio Napolitano, ma dopo un vertice fiume il Pd decise per il no. Questa volta s’era fatto il nome di Dario Nardella. «Sarebbe un bel segnale di unità e coesione istituzionale», aveva risposto il primo cittadino fiorentino all’ipotesi di inserire un sindaco nella terna. «Ma non pare ci siano le condizioni», dicono adesso dall’entourage nardelliano.
La seduta del Consiglio per eleggere i delegati è fissata il 18 e in seconda battuta il 19, ma i partiti potrebbero decidere anche di anticipare. L’importante sarà comunque inviare al presidente della Camera Roberto Fico i nomi tre giorni prima del via al voto a Montecitorio. E semmai il rebus sulla scelta è quasi più aperto nel centrodestra, appeso agli accordi di distribuzione dei delegati che stipuleranno Matteo Salvini e Giorgia Meloni. La Lega potrebbe assicurare una donna alla terna toscana. Non tanto scegliendo la eurodeputata Susanna Ceccardi (non può essere eletta e in quei giorni sarà a Strasburgo per l’elezione del presidente del Parlamento Ue), ma optando per Elisa Montemagni, la capogruppo. «La gravidanza? Non è un problema. Sono stata in aula per la maratona sul bilancio, posso farcela anche per il Quirinale». L’alternativa del Carroccio è il portavoce Marco Landi. Ma se il toscano di opposizione dovesse toccare a Fratelli d’Italia, allora potrebbe partire per Roma Francesco Torselli.
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