Italia
Coronavirus, arrivate in Toscana le prime 1.440 pillole Merck: chi può riceverla e il tipo di cura
Ad annunciarlo il presidente Giani: il farmaco anti-Covid già al Meyer di Firenze. Le indicazioni per il trattamento
FIRENZE. La pillola anti-Covid è arrivata anche in Toscana, per la precisione all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove la prima consegna è stata depositata e da dove sarà poi distribuita nel resto della regione. Ad annnunciarlo Eugenio Giani: "Con un messaggio la struttura commissariale del generale Figliuolo mi ha appena comunicato che sono arrivate 1.440 pillole Merck al Meyer e quindi ci sarà l'occasione magari domattina di andare lì per mostrare come le teniamo, a livello simbolico".
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"Poi - aggiunge il presidente - le diffonderemo raccogliendo le indicazioni dell'uso che ci darà la struttura commissariale del generale". "Le bocche di fuoco" contro il Covid, conclude, "sono la vaccinazione, l'uso dell'anticorpo monoclonale che stiamo incrementando, in luoghi come il Creaf a Prato, e le pillole".
Il molnupiravir - questo il nome della pillola - è un antivirale orale (autorizzato per una distribuzione in condizioni di emergenza con decreto del ministero della Salute del 26 novembre 2021) il cui utilizzo è indicato entro 5 giorni dall'insorgenza dei sintomi.
La durata del trattamento, che consiste nell'assunzione di 4 compresse (da 200 mg) 2 volte al giorno, è di 5 giorni, e va iniziato al comparire dei sintomi. Viene distribuito dalla Struttura commissariale alle Regioni da oggi, e per la sua prescrizione è previsto l'utilizzo di un Registro di monitoraggio.
Non è per tutti: le indicazioni parlano di "trattamento di pazienti non ospedalizzati per Covid-19 con malattia lieve-moderata di recente insorgenza e con condizioni cliniche concomitanti che rappresentino specifici fattori di rischio per lo sviluppo di Covid-19 grave". Malati a rischio, insomma, ma non ancora in condizioni gravi.
Secondo la casa produttrice il farmaco è in grado di dimezzare il rischio di ospedalizzazione e di decesso, ma una revisione dell'Ema del 14 dicembre ha fissato nel 30% la riduzione del rischio.
In ogni caso è il primo farmaco antivirale autorizzato specificamente contro il Covid, per di più da assumere in forma orale a casa. Il farmaco agisce interferendo con la capacità del virus di replicarsi: è stato progettato per introdurre errori nel codice genetico del virus, impedendone la duplicazione e riducendo quindi il rischio di provocare malattie gravi. Il farmaco, inoltre, non colpisce la proteina spike del virus, la chiave d'accesso del virus nella cellula, e questo dovrebbe garantire un'efficacia a prescindere dalle varianti.
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