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Rientro a scuola, il Governo dice il no allo slittamento. Giani: "Ragionevole valutare un rinvio"

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani
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Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani

Il ritorno in classe dopo le vacanze di Natale è al centro del dibattito politico: la posizione del presidente della Toscana

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Il tema di come rientrare a scuola è tra i più caldi di questi giorni. Si profilano nuove regole e lo stesso governo al momento è indirizzato sulla linea di non ricorrere allo slittamento.

Tra i governatori delle Regioni, tuttavia, che c'è chi avanza anche un rinvio del rientro in classe, come Vincenzo De Luca. Ma anche Eugenio Giani giudica l'idea "ragionevole".

"Io credo che ci sia ragionevolezza nelle parole di chi sostiene uno slittamento, però preferisco non pronunciarmi se non prima di un confronto con gli altri governatori", dice il presidente della Regione Toscana, nel corso di una conferenza stampa a Firenze. "È evidente - aggiunge - che dipende molto dalla situazione epidemiologica che si verrà a creare di qui ai prossimi giorni. Le scuole ripartono il 7, ma per molte il rientro previsto il 10. Sono sempre stato contrario alla Dad e ho sempre cercato la scuola in presenza, però se la situazione epidemiologica è questa ragionevole che il governo decida uno slittamento di una o due settimane. Preferisco fare una valutazione alla luce dell'andamento epidemiologico dei prossimi giorni".

Per Giani, dunque, "la strada del rinvio della scuola mi sembra in questo momento, se permangono dati così alti, ragionevole. La trasmissione fra i bambini del contagio uno degli elementi che fa salire i dati, e ancora tanti bambini dai 5 agli 11 anni si devono vaccinare, di conseguenza una situazione che deve essere valutata anche per un possibile slittamento".

Più netta la posizione di De Luca, presidente della Campania: "Nel quadro attuale di diffusione del contagio fra i giovanissimi, mi parrebbe una misura equilibrata e di grande utilità il semplice rinvio del ritorno a scuola. Prendere 20/30 giorni di respiro, consentirebbe di raffreddare il picco di contagio, che avrà a gennaio probabilmente un'altra spinta, e di sviluppare, in questi giorni, la più vasta campagna di vaccinazione possibile per la popolazione studentesca". 

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