Il Tirreno

Toscana

I commissari, svolta per il Paese

Francesca Isgrò

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Spesso le riflessioni sulle ripercussioni della pandemia, oltre che affrontare gli aspetti sanitari, si concentrano, ovviamente, anche sulle ripercussioni socio-economiche degli impatti dovuti al Covid-19. Si possono fare alcune considerazioni. Il momento che stiamo vivendo spinge i governi a trovare soluzioni appropriate per ridare fiato all’economia, mettendo in campo azioni il più possibili strutturali. Centrale è naturalmente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, risposta corale europea a una crisi di sistema.

Per quanto riguarda l’Italia non è da sottovalutare l’individuazione di un impianto normativo innovativo, approvato nel 2019, dedicato ad alcune importanti opere strategiche affidate a Commissari nominati dal governo, attraverso il coinvolgimento del Parlamento e l’acquisizione, per le opere di interesse regionale, delle intese delle singole Regioni. Si tratta appunto di una norma approvata prima della pandemia ma che assume oggi una rilevanza ancora più decisiva.

49 Commissari dedicati a 102 opere strutturali la cui realizzazione andrà non solo a migliorare l’ossatura infrastrutturale del Paese ma produrrà anche rilevanti effetti positivi sotto il profilo occupazionale (andando a creare o mantenere, in via diretta o indiretta, circa 68.400 unità di lavoro medie annue per i prossimi 10 anni).

Il cosiddetto “Sblocca cantieri, ha previsto che venisse affidata ai commissari la realizzazione di opere di rilevanza nazionale e regionale «caratterizzati da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico - amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio - economico a livello nazionale, regionale o locale».

Si è dunque delineato un intervento legislativo volto a superare le difficoltà legate alla realizzazione di infrastrutture di interesse strategico, coniugando al contempo le necessità di speditezza col rispetto dei fondamentali principi normativi per l’autorizzazione e l’affidamento dei relativi progetti nonché col rispetto delle norme a tutela di possibili infiltrazioni mafiose.

Alla base di queste determinazioni vi è la necessità di dare una risposta concreta all’annosa difficoltà di realizzare opere che il Paese attende da troppo tempo e che sono uno dei volani per lo sviluppo delle economie locali, oltre che naturalmente del Sistema Paese. Pertanto per superare tali criticità il legislatore ha attribuito ai Commissari anche il potere di assumere «ogni determinazione ritenuta necessaria per l'avvio ovvero la prosecuzione dei lavori, anche sospesi», sancendo, in tal senso, che l’approvazione dei progetti da parte di Commissari “sostituisce, ad ogni effetto di legge, ogni autorizzazione, parere, visto e nulla osta occorrenti per l'avvio o la prosecuzione dei lavori” (a eccezione di quelli relativi alla tutela ambientale e dei beni culturali, per i quali sono state previste procedure semplificate).

Si tratta, a tutti gli effetti, dell’individuazione di una corsia preferenziale che velocizza le procedure autorizzative. Inoltre, elemento da non sottovalutare, i commissari potranno agire direttamente da stazioni appaltanti, operando in deroga alle disposizioni del codice degli appalti con alcune opportune eccezioni come per esempio, tra le altre, quelle inerenti il codice delle leggi antimafia nonché dei vincoli inderogabili connesse all’appartenenza all’Unione Europea.

Un segnale particolarmente incoraggiante viene dalle parole del ministro Giovannini il quale ha recentemente affermato che «sulle opere infrastrutturali commissariate emerge fino ad ora un sostanziale rispetto dei cronoprogrammi. Nel 2021 sono stati avviati lavori per 16 opere. Entro la fine dell'anno ci sarà l'avvio per 6 opere addizionali. Nei primi mesi del 2022 è previsto l'avvio dei lavori per due presidi di pubblica sicurezza. Quindi 22 opere i cui lavori sono stati avviati e due lo saranno all'inizio del prossimo anno».

Si legga quanto sinora descritto come un concreto segnale della volontà di supportare l’economia reale e il sistema produttivo, sul breve, grazie alla realizzazione delle opere, e sul lungo periodo attraverso le ricadute positive che tali interventi, si auspica, avranno nella capacità del nostro Paese di connettere i territori e di essere collegato con il resto d’Europa e del Mondo. In ultimo corre l’obbligo sottolineare quanto ciò possa attrarre l’attenzione degli investitori esteri che vedranno tali migliorie alla rete italiana come un’indubbia caratteristica di innovazione.

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