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Bagarini dei tamponi, Giani: «Fermerò chi lucra sui test». Pronta un'ordinanza

Mario Neri
Bagarini dei tamponi, Giani: «Fermerò chi lucra sui test». Pronta un'ordinanza

Il governatore: «Provvedimento per calmierare i prezzi dei test in Toscana. Toglieremo l’accreditamento anche ai laboratori che si affidano ai broker»

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FIRENZE. Un’ordinanza anti-bagarini per «combattere e punire chi lucra sulla pelle delle persone» vendendo tamponi a prezzi «esorbitanti». E che preveda «una sanzione severa sia che la filiera del rincaro sia diretta che indiretta». Tradotto: la perdita dell’accreditamento con la Regione per i laboratori che alzano i prezzi oltre una tariffa standard, anche se si appoggiano a intermediari per le prenotazioni.

Nella fase più delicata dell’ondata di Omicron e dopo aver varato nuove regole per alleggerire il sistema sanitario regionale e dare risposta all’esplosione della domanda di test, Eugenio Giani annuncia la mano pesante con chi su quella domanda «crede di poter speculare». Una decisione che il presidente ha preso proprio dopo la notizia riportata dal Tirreno, che giovedì ha raccontato come alcuni lettori si siano visti proporre un tampone molecolare a 172 euro in un laboratorio di Firenze dopo averlo prenotato online tramite il sito di una società milanese che fa da broker per alcuni centri di analisi in tutta Italia, la Ambimed. Il procedimento è molto semplice e ieri abbiamo tentato anche noi di ottenere un appuntamento ricevendo una mail da un risponditore automatico che ci ha promesso la presa in carico entro oggi. In Toscana Ambimeb pare aver acquistato “slot” di appuntamenti per test anti Covid di vario tipo da due multinazionali, Lifebrain e Synlab, quest’ultimo un gigante che solo in regione conta decine di laboratori e dove acquistare direttamente un test, introvabile qualche giorno fa, costava 70 euro.

Proprio per questo il governatore vuole vederci chiaro e intervenire. «Domani (oggi, ndr) convocherò una prima riunione con l’asasessore Simone Bezzini e il direttore del dipartimento di sanità Federico Gelli per mettere a punto il provvedimento – spiega Giani – Serviranno un paio di giorni, vorrei inviare il testo anche alla struttura di Francesco Figliuolo. L’idea è fissare, sulla scia di una misura già presa proprio dal generale, un prezzo standard per i tamponi rapidi e per i molecolari». Per gli antigenici il riferimento sarà proprio il provvedimento del commissario, che fissa in 8 euro la tariffa per gli studenti e in 15 per i loro familiari. Sul molecolare, come ha spiegato a Repubblica, il governatore chiederà una perizia che tracci un riferimento dei prezzi sul mercato. «Tutto ciò che si discosterà dalla cifre stabilite – dice – dovrà essere punito». Come? «I laboratori privati che sono convenzionati e accreditati col sistema sanitario regionale si possono ritrovare subito con gli accreditamenti disdetti, la Regione interromperà ogni rapporto con loro», e «succederà anche se scopriremo che si avvalgono di intermediari».

Ma quello della lotta ai bagarini non è il solo fronte aperto da Giani. Il governatore sa che la Toscana potrebbe finire in zona gialla nei prossimi giorni, ma il passaggio non lo preoccupa. Non cambia nulla dal punto di vista delle restrizioni ed «è importante aver chiuso il 2021 senza che imprese, attività e cittadini le subissero». È deciso però a far rispettare in pieno l’ordinanza che affida valore diagnostico pari a quello del molecolare ai test rapidi. In settimana convocherà le associazioni dei farmacisti. «Alcune farmacie si rifiutano di eseguire il tampone a chi deve verificare se ha negativizzato per uscire dall’isolamento. Non va bene, devono attenersi al protocollo che hanno sottoscritto». Il rifiuto sarebbe dettato dalla probabilità di far accedere persone ancora contagiose. «Ma potenzialmente contagiosi sono anche coloro che vanno per capire se si sono infettati. Perché fare discriminazioni?».

In fondo, dice, proprio ieri si sono visti i primi risultati di quell’ordinanza. «I contagi sono in calo e non solo perché i laboratori hanno lavorato meno a Capodanno, abbiamo ripreso in mano il tracciamento. Prima subivamo un doppio effetto negativo: chi sospettava di essersi contagiato faceva un rapido e poi attendeva 2 o 3 giorni per il molecolare. Così si intasava il sistema e in quei giorni i potenziali positivi continuavano a circolare. Mi meraviglia la Cgil che chiede che chi deve verificare se ha negativizzato non faccia il test in farmacia. Mi sembra un “dagli all’untore”». Giani anzi non è convinto sia giusto cancellare il Green pass a chi, vaccinato, viene contagiato. E promette «battaglia» con il ministro Speranza per convincerlo «a garantire che a chi esce dalla quarantena venga rilasciato immediatamente il certificato»

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