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Toscana

Giani attacca i NoVax: "Il caos tamponi è colpa loro, intasano le farmacie"

Eugenio Giani durante una visita a Careggi
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Eugenio Giani durante una visita a Careggi

Dura presa di posizione del presidente della Toscana. La Cgil: "La Regione chiarisca se in farmacia possono fare il tampone anche i sintomatici"

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Parte con il turbo l'anno nuovo di Eugenio Giani. Non solo il governatore rinnova il suo appello ad introdurre l'obbligo di vaccinazione anti-Covid, ma sferra un attacco durissimo ai NoVax. I non vaccinati, dice il presidente durante una visita a Careggi, appena uscito con tampone negativo dalla quarantena dopo un contatto con un caso positivo, sono "il vero motivo ostativo al sistema di protezione sanitaria antiCovid nel suo funzionamento generale. Questi ci riempiono di tamponi, perché se li devono fare tutti i giorni, se c'è tutto il caos molto è per i tamponi ad hoc che questi vogliono. E contemporaneamente, quando sono poi contagiati, non è che se lo gestiscono in casa, perché non avendo fatto il vaccino hanno problemi di crisi respiratorie, vengono in ospedale, entrano in terapie intensive e così via. Trovo veramente sempre più incomprensibile un atteggiamento ideologico che porta danni a se stessi e a tutto il sistema. Per questo io sono per l'obbligo vaccinale".

Ma poi il presidente sprona anche il governo a renmdere meno farraginoso il meccanismo burocratico di registrazione della quarantena. "Quello che mi preoccupa, e lo dirò al ministro Roberto Speranza, è come venire fuori dalla quarantena e dall'isolamento. Il diretto contagiato è già stato tolto dal Green pass e quindi poi dovrà reinserirsi, questo lo ha fatto il ministero della Sanità. Ecco, io non avrei fatto così perché reinserirlo nel Green pass sarà una complicazione che comporterà giorni e carico burocratico. Per la quarantena è lo stesso: quando i tamponi ti hanno detto che sei negativizzato, secondo me tanta burocrazia non deve essere caricata sul sistema".

Poi torna a parlare delle difficoltà legate ai conti in sanità. "In sanità vorremmo assumere ancora di più ma qui il terminale della questione non è la Regione ma è lo Stato. Il fatto che alle Regioni siano attribuiti 600 mln di euro, in Toscana significa 42 mln, quando la Toscana è certificato che abbia speso per il Covid 600 mln, fa rendere conto che forse in questa legge finanziaria sarebbe stato più opportuno destinare al contrasto al Covid risorse perché le Regioni potessero assumere".

Intanto la Cgil chiede al presidente di chiarire se i tamponi antigenici in farmacia siano consentitoi ancora solo senza sintomi, soprattutto dopo l'ultima ordinanza. "La Regione Toscana chiarisca se, anche dopo l'ordinanza 66 del Presidente, solo chi è privo di sintomi può accedere alle farmacie per fare il tampone come previsto dal protocollo a suo tempo sottoscritto", "con i numeri dei contagi più alti che mai, i laboratori che processano i tamponi molecolari sono in forte difficoltà, proprio mentre il sistema di tracciamento ha bisogno di tempi più stretti", chiedono dal sindacato Filcams Cgil della Toscana.

"Il Protocollo sottoscritto tra Regione Toscana e farmacie prevede ad oggi che possano fare il tampone in farmacia solo pazienti asintomatici non sottoposti a quarantena, e ci risulta non essere cambiato - sottolinea il sindacato -. L'Ordinanza 66 invece prevede la sufficienza del tampone anche in farmacia per certificare la positività, e per verificare la negatività a fine quarantena. L'Ordinanza 66 quindi cambia ancora, e amplia, la platea di chi andrà a fare il tampone in farmacia, aggiungendo quelli che devono uscire dalla quarantena, senza sottolineare né almeno confermare con chiarezza la necessità dell'assenza di sintomi fino ad oggi prevista".

"Chi lavora dentro le farmacie ha già contribuito a colmare lacune organizzative del sistema sanitario - prosegue la Cgil -, ma l'Ordinanza 66 del Presidente della Regione Toscana del 28 dicembre desta in noi forte preoccupazione, riguardo ai carichi di lavoro aggiuntivi e soprattutto alla sicurezza di lavoratori e pazienti". "A nome dei lavoratori e delle lavoratrici delle farmacie, che sono prevalentemente dipendenti vogliamo esprimere tutta la stanchezza per la situazione che si è creata, la fatica che fanno ad assicurare il normale servizio insieme alle richieste crescenti di tamponi, la preoccupazione per la propria sicurezza e per quella dei cittadini che frequentano le farmacie per le loro consuete esigenze di salute".

La sigla ricorda che "le farmacie nelle ultime settimane hanno fatto fronte con fatica alla domanda crescente di tamponi rapidi, ben diversa da quella iniziale sia per numeri che per tipologia di pazienti. All'originario screening della popolazione scolastica si  aggiunto chi aveva bisogno del Green Pass senza volersi vaccinare. I numeri sono aumentati ancora per coloro che vaccinati o meno hanno voluto fare il test anche in vista delle Feste e si sono create gi lunghe file e un carico di lavoro in pi enorme a parit di personale che nelle ultime settimane ha spesso creato difficolt al normale servizio". In queste ore, conclude la nota, "nelle aziende Cispel le nostre rappresentanze Rsa, Rsu e Rls stanno chiedendo la convocazione dei Comitati Covid, e la stessa richiesta  stata inviata unitariamente anche a Federfarma Toscana".

 

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