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Ospedali, in Toscana stop alle visite per arginare i contagi

Maria Meini
Ospedali, in Toscana stop alle visite per arginare i contagi

Entra in vigore l’ordinanza regionale, che prevede anche uno screening di medici, infermieri e tutto il personale sanitario con tamponi ogni 7 o 14 giorni 

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FIRENZE. Gli ospedali blindano gli ingressi a parenti e visitatori dei degenti: una misura (solo) in parte allentata nei mesi scorsi, che torna ad essere indispensabile per far fronte alla nuova ondata di contagi da Covid. La variante Omicron galoppa anche in Toscana, dove rappresenta quasi il 90% dei casi. Ieri il picco massimo, dall’inizio della pandemia, con 4.453 nuovi positivi. Così da oggi entrano in vigore le nuove norme che regolano l’accesso alle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali.

Una regolamentazione che serra i ranghi per proteggere i malati prevedendo anche uno screening settimanale o bisettimanale per i lavoratori sanitari. Medici, infermieri, personale ausiliare e anche studenti tirocinanti saranno sottoposti ogni 7 giorni a un test antigenico rapido, indipendentemente dal loro stato di vaccinazione. Mentre il personale che lavora in centri ospedalieri a minor rischio di contagio avrà una frequenza di controllo calibrata su due settimane.


Una decisione presa velocemente e che altrettanto velocemente entra in vigore, da oggi, 29 dicembre, perché – spiegano in Regione – la recrudescenza dell’epidemia e la maggiore diffusione della variante Omicron non permettono ritardi. L’ordinanza prevede dunque che i presidi ospedalieri e territoriali (ospedali di comunità e strutture sanitarie e assistenziali) adottino «tutte le misure necessarie a tutelare la salute degli ospiti e del personale» e «in particolare a vietare l’accesso di visitatori e parenti, fatto salvo situazioni di particolare fragilità e vulnerabilità, indicate dal direttore della struttura», e che devono comunque essere concordate e autorizzate dalla direzione sanitaria della stessa.

L’accesso, qualora autorizzato, «potrà essere concesso esclusivamente a coloro che sono in possesso del Green pass rafforzato (che si ottiene solo se vaccinati) oppure del Green pass base più l’attestato di esito negativo di un tampone, rapido o molecolare, eseguito nelle 48 ore precedenti. L’ordinanza regionale prevede che le strutture si attivino per comunicare in modo tempestivo ai parenti le nuove disposizioni. Al secondo punto, l’ordinanza conferma il divieto, già indicato dal Dpcm del 24 ottobre 2020, per gli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei pronto soccorso e dei dipartimenti di emergenza. Inoltre, si conferma l’obbligo di sottoporre i degenti a test molecolare al momento dell’accesso alle strutture sanitarie e ogni sette giorni, anche se vaccinati.

Gli ultimi tre punti dell’ordinanza sono rivolti al personale, che verrà sottoposto a screening con tampone ogni sette giorni nelle strutture più a rischio e ogni 14 giorni se lavora in aree a minor rischio. Si prescrive inoltre di tracciare attraverso la direzione sanitaria i contatti stretti per ogni lavoratore risultato positivo. Per il rientro al lavoro, sono fissati dei tempi di isolamento (da 10 a 21 giorni) che variano tra asintomatici, sintomatici e positivi a lungo termine, e tra tipo di variante.

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