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Vaccinazione obbligatoria: la ricetta anti-Covid di Giani
Il presidente della Regione sostiene le misure del governo contro la pandemia: «Ma è sbagliato obbligare chi si è già protetto anche a fare il tampone»
È d’accordo con il governo quasi su tutto. Condivide la scelta di ridurre la durata del Green pass da 9 a 6 mesi e anche quella «di accelerare la terza dose». Sostiene l’ampliamento del Green pass rafforzato (rilasciato ai vaccinati o ai guariti dal Covid) anche per prendere il caffé al bancone del bar. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, è anche a favore dell’ampliamento della vaccinazione obbligatoria. «Anzi, sono proprio per l’obbligo vaccinale esteso a tutti», precisa. Di fronte a un virus che muta profondamente e diventa sempre più contagioso, anche se non più mortale, la popolazione «deve essere protetta in modo adeguata». Contesta, invece, l’obbligo di tampone per i vaccinati.
La posizione di Giani non lascia dubbi. Anche se è già stato minacciato dai no-vax - “Andrebbe impiccato!” - sulla chat Telegram Basta dittatura, Giani non arretra. Vede i risultati che la vaccinazione sta dando in Toscana, regione in Italia con la più alta percentuale di protetti. Secondo il rapporto settimanale della Fondazione Gimbe (che si occupa si rilevazioni sanitarie), la Toscana ha una popolazione protetta con ciclo vaccinale completo all’81,3%. E proprio in questi giorni ha superato il milione di terze dosi somministrate. «L’effetto di questa situazione – osserva Giani – è evidente: ieri (ma non solo ieri) abbiamo registrato un aumento giornaliero fortissimo dei contagi, arrivando quasi a 3mila casi. Eppure i ricoveri sono stati sedici. A un picco straordinario dell’infezione non corrisponde un picco dell’ospedalizzazione: infatti il tasso di occupazione dei letti nei reparti Covid ordinari è sotto l’8%, dato che ci conferma in zona bianca non solo per Natale ma con tutta probabilità anche per Capodanno». Tuttavia – ammette Giani – è evidente «che il virus si stia profondamente trasformandosi perché si adatta al corpo umano. La variante Omicron è la dimostrazione più lampante: in Toscana abbiamo avuto per 8 settimane un aumento graduale dell’infezione; poi con l’arrivo della variante Omicron, nelle ultime due settimane il Covid-19 è esploso. Ci siamo salvati dalla fase acuta della malattia grazie all’alto tasso di vaccinazione». Infatti in Toscana, la maggior parte dei contagiati, pur numerosi oggi sono asintomatici o pauci-sintomatici (con sintomi lievi). Ecco perché per Giani è essenziale proseguire con la campagna vaccinale «e anche considerare la possibilità di introdurre un obbligo vaccinale universale». Nell’attesa - aggiunge Giani - sono corretti tutti gli altri interventi adottati per limitare i contagi: l’obbligo di mascherine all’aperto anche in zona bianca; l’utilizzo di mascherine rafforzate (tipo Ffp2) «perché se ce lo dicono gli scienziati bisogna rimetterci al loro parere»; l’accesso limitato a eventi che possono creare assembramento e così via.
Giani, invece, è perplesso sulla politica dei tamponi intrapresa dal governo: il test obbligatorio anche per chi è vaccinato - dice - è un provvedimento controproducente, una mossa che potrebbe scoraggiare chi vaccina. «Con questa misura – spiega Giani – rischiamo di allentare l’entusiasmo per la vaccinazione. La reazione che rischiamo di provocare nelle persone è questa: “Ma se mi devo anche sottoporre al tampone, allora non mi vaccino. Ora, una scelta del genere si può accettare se viene adottata in un periodo di emergenza (come può essere quello delle festività o di picco di contagi), ma sarei contrario a farne una regola fissa. Piuttosto valuterei di introdurre l’obbligo di vaccinazione».
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