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Toscana

Covid, infetti in aumento a scuola. E per salvare le feste i figli sono lasciati a casa. I numeri in Toscana

Gabriele Buffoni
Covid, infetti in aumento a scuola. E per salvare le feste i figli sono lasciati a casa. I numeri in Toscana

In un scuola di Livorno si registrano 35 presenti su oltre 200 alunni nonostante ci sia soltanto una classe in quarantena

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FIRENZE. Niente più tamponi e monitoraggio per assicurare la didattica in presenza: per oggi e domani anche a scuola torneranno a valere le regole generali per la gestione dei contatti con un caso positivo al Covid-19. Nello specifico, l’isolamento di 7 giorni per i vaccinati e di 10 per i non vaccinati (che si tratti di studenti, insegnanti e bidelli). Si tratta di una misura speciale pre-natalizia: tornati in classe a gennaio il piano della Regione è quello di tornare al metodo T0-T5 utilizzato fino ad oggi. Un protocollo che prevede, nel caso di positivo in classe, il tampone immediato (e gratuito) a tutti i contatti scolastici in farmacia e drive-through: in caso di esito negativo, le lezioni in presenza proseguono con l’obbligo di un secondo tampone dopo altri cinque giorni (da qui la denominazione T0-T5) mentre scatta la didattica a distanza solo per le classi con più casi positivi (almeno tre per le superiori).

Con il Natale alle porte questo metodo rischia di affaticare inutilmente il sistema: se venisse rilevato un caso positivo in questi due giorni, il secondo tampone sarebbe previsto a scuole già chiuse. Il mondo della scuola però è in subbuglio. Soprattutto a causa dell’aumento vertiginoso dei contagi dovuto alla variante Omicron che ha costretto già decine di classi alla Dad.

A Livorno, nel quartiere Shangai, complice anche un po’ di panico scatenato da alcune fake news nelle chat dei genitori, in una scuola le famiglie da giorni non mandano a scuola i figli, tanto che si registrano 35 presenti su oltre 200 alunni nonostante ci sia soltanto una classe in quarantena. I dati però parlano chiaro: nella sola settimana dal 6 al 12 dicembre i contagi nelle scuole hanno raggiunto un livello come non si riscontrava da primavera (1.474 i nuovi positivi nella fascia 0-18 anni, paragonabile al periodo di marzo-aprile).

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Un andamento che non riguarda solo la Toscana e che ha fatto anche sorgere l’idea – come proposto dall’ex direttore di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli – di allungare le vacanze natalizie posticipando il rientro in presenza a gennaio. «Si punta a mantenere le lezioni in presenza ma la situazione sta diventando sempre più difficile da gestire – dichiara Alessandro Artini , presidente toscano dell’Associazione nazionale presidi – la Omicron è a tal punto diffusiva che i compiti di tracciamento che gravano sia sulle scuole che sulle Asl stanno mandando in tilt il sistema. Al punto che spesso il primo tampone slitta anche di alcuni giorni, rendendo vano l’intero protocollo».

Il guaio è che in quarantena vanno anche gli insegnanti, i quali però – a differenza degli alunni – sono distribuiti su più classi. E a volte la scelta è fra la Dad o la chiamata di un supplente. Nonostante le difficoltà dovute all’aumento dei contagi la linea della Regione rimane però la stessa, anche per quello che sarà il rientro in classe a gennaio. «Seguiremo le direttive decise anche a livello nazionale – dichiara l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini – e cercheremo, per quanto possibile, di tutelare la didattica in presenza: la Toscana ha fin da subito deciso di seguire una strada che evitasse il ritorno alla Dad e cercheremo di mantenerla anche in futuro».

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